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LA CANAPA E GIUSEPPE POVIA

Giuseppe Povia ultimamente ha iniziato la lotta contro la legalizzazione della canapa, lotta che non mi trova concorde, e spiego perché nel seguente messaggio a lui rivolto:


Caro Giuseppe, amico,

Io penso che tu sia una brava persona.

Una brava persona che, avendo avuto un passato da tossicodipendente, cerchi di avvisare la gente sulla pericolosità dell’uso ludico della canapa,

ma penso allo stesso tempo che tu non riesca a comprendere qual è il risultato prodotto da questa tua lotta seguace del proibizionismo.

Non voglio stare qui a citare la saggezza dei latini, come Paracelso, che diceva ”dosis facit venenum”, cioè “è la dose che fa il veleno”...

né riporto ciò che pensava Gesù su alcool e droghe, e cioè “non quello che entra nella bocca che rende impuro l’uomo, ma quello che ne esce fuori”.

Né toccherò la teologia (essendo tu credente) soffermandomi a farti riflettere sul fatto che se Dio non voleva che l’uomo potesse utilizzare una sua creazione, non l’avrebbe nemmeno creata. (Sapienza 11,34)

Non tocco quindi il campo filosofico, così come non tocco quello medico.

Non dico che la canapa permetterebbe di crearci in casa diverse ricette medicinali, togliendo potere alle multinazionali farmaceutiche,

né ti faccio notare che, al di là di quello che diceva Borsellino nel 1992 e che tu porti come prova, la legalizzazione della canapa toglierebbe una fetta di potere enorme alla mafia (ovviamente però, sempre come dice giustamente Borsellino, la sola legalizzazione non garantirebbe la morte della mafia).

Quello che voglio farti notare è soltanto una cosa.

Tu sei al momento l’unico artista famoso che sta facendo la più importante lotta di questo secolo, la lotta contro il regime del pensiero unico e della moneta unica.

Sei l’unico artista che ha avuto le palle di essere diverso.

Proprio adesso mi cadi in questa trappola del giusto proibizionismo come un Giovanardi qualunque?

Al di là che la canapa faccia bene o male (non esiste nemmeno un singolo caso in tutta la storia della medicina di una persona morta per il consumo di canapa, nemmeno uno) e presumendo arbitrariamente che faccia male, molto male, veramente male… ipotizzando che uccida.

ti chiedo:

L’euro uccide per ipotesi… o per mera realtà?

Ha senso mettersi contro un male minore, allontanando così milioni di persone che combatterebbero al tuo fianco, sacrificando una lotta contro un male molto peggiore?

Tu citi di avere due figlie, e citi la tua paura che esse un giorno possano pensare che la canapa sia curativa e che vogliano provarla… capisco questa tua paura, davvero.

Ma tu dovresti capire che non è un divieto che le farà desistere un giorno dal volerla provare, bensì sarà l’educazione che tu sarai stato in grado di fornire loro. Perché anche se rimarrà vietata la si potrà trovare lo stesso per strada, come accade oggi in ogni angolo del pianeta.

Pensi invece che le tue figlie non avranno problemi per colpa dell’euro? Il danno che riceveranno in futuro per queste politiche non ti spaventa? E’ giusto sacrificare la creazione di un vero movimento d’opinione che possa cambiare il futuro, per combattere una semplice pianta?

So che questo mio messaggio non scalfirà di una virgola la tua opinione.

So che continuerai a pensare che il proibizionismo ha senso (anche se ha sempre fallito nella storia, ad esempio nello storico caso del Prohibition Act degli anni ’20 in America, il cui unico effetto è stato quello di potenziare la criminalità ed estenderla come a macchia d’olio)

So che continuerai a pensare che lottare in tante lotte non ti mette contro nessuno…

Ma non importa.

Io avrò fatto la mia parte nel comunicarti l’opinione di un blogger insignificante quale sono io,

un’opinione che forse farà capire a quei giovani che tu hai allontanato che non tutti quelli che si oppongono all’eurozona sono complottisti, signoraggisti, fascisti, proibizionisti, o molto altro.

Qualche sovranista crede nella Democrazia, crede che le persone debbano poter scegliere cosa ritenere giusto e cosa sbagliato per la propria persona, crede che cercare di comprendere chi la pensa diversamente sia un gesto di vittoria, e non di sconfitta.

Nella speranza che la nostra amicizia e collaborazione possa sussistere anche in questa differenza di vedute, ti saluto con un abbraccio

Buona lotta, qualunque essa sia.
Nicolas.

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