AURITI E LA MMT

Qui di seguito ho inserito tutti gli articoli che ho scritto e ho postato su Facebook al riguardo di Giacinto Auriti e del pensiero auritiano. Inizialmente non doveva essere un lavoro approfondito così tanto, ma una cosa tira l’altra, e alla fine mi sono trovato con un malloppo di materiale diviso in sezioni. Posto quindi anche sul blog per facilitare la divulgazione futura. Sotto ogni pezzo il link all’articolo originale.

PRIMA PARTE:

TEORIA DEL VALORE INDOTTO / CARTALISMO

Quello che Auriti chiama “teoria del valore indotto” è quello che gli MMTers e gli economisti di tutto il mondo chiamano “cartalismo”.
E’ la stessa identica cosa, cioè, per spiegarla con le parole di Auriti:

“Oggi la moneta ha valore per il solo fatto che noi l’accettiamo come unità di misura del valore. Cosa significa? Che il valore della moneta è un valore convenzionale. Col sistema monetario noi abbiamo la trasformazione di un valore convenzionale, cioè di una fattispecie giuridica, cioè l’accordo tra tutti i cittadini, in un valore reale, che è il valore di bene, oggetto di diritto di proprietà.”

Questo è esattamente quello che dice anche il Cartalismo.

L’unica differenza tra il pensiero di Auriti e la MMT è, quindi, il ruolo delle tasse.

Auriti voleva abolire la tassazione, perché aveva capito che è inutile per finanziare lo Stato.

Questo è vero, ma le tasse hanno altre importantissime funzioni, come quella di contenere l’inflazione, e quella più fondamentale di tutte: stabilire quale moneta si deve utilizzare in uno Stato.

Se non esistessero le tasse, ogni città si potrebbe creare la propria moneta, e questo porterebbe piano piano ad un nuovo feudaleismo e quindi allo smantellamento dello Stato stesso.

Uno Stato che non dispone dei suoi due strumenti economici principali, cioè la spesa pubblica e le tasse, cessa di essere uno Stato.

L’ultima incomprensione di Auriti del sistema monetario è che ritene il “debito pubblico” di uno Stato Sovrano un vero “debito”. Purtroppo casca nel gioco di parole rinforzato dai media.

IL DEBITO PUBBLICO

Il “debito pubblico” non è un vero debito. Ma è la somma di tutti i deficit positivi di una Repubblica dal giorno della sua nascita. Ergo, è un’indice di crescita di uno Stato a moneta sovrana.
Solo quando lo Stato non può crearsi i soldi da solo, ma deve chiederli in prestito ad un Ente Esterno, allora si tratta di un vero debito. E qui ha ragione Auriti:
“La proprietà della moneta dovrebbe essere dei loro popoli”.

E’ questo quello che intende Auriti. Si riferisce a quello che la MMT chiama Sovranità Monetaria.

Infine Auriti, che è un giurista e non un economista, da un estrema importanza a cosa ci sia scritto sopra la banconota. Secondo lui ci dev’essere la firma del Presidente dello Stato, e non della Presidente della BC.

In realtà, sul denaro, potrebbe esserci disegnato anche un pene. Non importa il denaro come sia fatto. Non importa il colore, la forma, il materiale, e le scritte sopra. Importa solo cosa lo Stato abbia riconosciuto con le leggi approvate in parlamento ciò che il denaro sia.

In ogni caso, consiglio agli accademici MEMMT che si trovano o troveranno nella posizione di poterlo fare, di far inserire la firma del Capo dello Stato nel denaro emesso, giusto da estirpare ogni dubbio e terreno fertile per teorie del complotto.

Detto ciò, mi pare evidente che Auriti oggi se fosse ancora vivo sarebbe stato un sostenitore della MMT.

[fonte]

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SECONDA PARTE

« Immaginate il governatore della Banca d’Italia, sia in volo sul Pacifico. L’aereo precipita e lui si lancia con il paracadute atterrando su un’isola abitata solo da indigeni. Il governatore porta con sé una valigetta con 100 milioni. Va dagli indigeni, chiede da mangiare, un alloggio e propone di pagare con le banconote che ha al seguito. Gli indigeni lo guardano e si mettono a ridere. Ovviamente essi non riconoscono il valore convenzionale di quei pezzi di carta. Perciò dove sta il loro valore? Nel popolo che l’accetta! »
(Giacinto Auriti)

La domanda che dobbiamo porci è: come costringi il popolo ad accettare quella moneta?

COME IMPORRE UNA MONETA?

Risposta: con le tasse.

Vi spiego meglio, con un’altra frase di Auriti, altrettanto importante:

“Chi crea il valore della moneta non è chi la emette, ma chi la accetta.

Secondo Auriti quindi era prerogativa del popolo. Ma le cose stanno davvero così?

Nella realtà dei fatti, colui che accetta la moneta, è il Tesoro per mezzo delle Tasse. E’ lui che ha il compito di ritenere valido il denaro emesso dalla Banca Centrale. Il popolo è soltanto nel mezzo. Accetta quel denaro perché alla fine dell’anno è obbligato a pagarci le tasse.

Ripeto in altre parole per chi non avesse capito: Chi crea il valore della moneta non è chi la emette (la BC), e nemmeno chi la usa (il popolo) ma chi la accetta, cioè chi la ritira. (il Tesoro).

L’UTILIZZATORE ULTIMO DELLA MONETA

L’errore che denota incoerenza nelle parole di Auriti è dovuto alla sua incomprensione di utilizzatore ultimo della moneta, che nella sua teoria cartalista del valore indotto riteneva che, come spiegato sopra, fosse il popolo, ma in realtà oggi abbiamo notato che è lapalissiano che sia lo Stato con l’imposizione forzata delle Tasse attraverso il Tesoro.

Oggi questo è evidente grazie alla MMT, lo è come che la Terra sia sferica e non piatta, ma non ne farei una colpa ad Auriti che alla fine sulla maggior parte delle cose ci ha comunque preso. I suoi errori di incomprensione monetaria sono comprensibili e perdonabili. Ma quelli dei signoraggisti che sono rimasti alla Terra piatta no.

Per quello dico che oggi Auriti si sarebbe ‘convertito’ alla MMT, e trovo deprimente che molti signoraggisti non lo abbiano ancora capito.

[fonte]

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TERZA PARTE

Ho capito perché gli auritiani non sembrano capire un H di quello che ho scritto nei precedenti articoli. E quindi mi tocca riprendere l’argomento malvolentieri per fare luce.

Dunque, la teoria del valore indotto sulla moneta dice che il valore del denaro nasce dall’accettazione dei cittadini (o commercianti, è uguale). Per dimostrare questa cosa hanno fatto ricorso ad una moneta complementare chiamata SIMEC.

Ora, il problema alla base di tutto questo discorso, è che gli auritiani non capiscono cosa sia una moneta complementare. Cito Wikipedia:

“Le valute complementari sono strumenti di commutazione con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). “

 

VALUTA COMPLEMENTARE E VALUTA ALTERNATIVA

E’ importante adesso sottolineare la differenza tra valuta complementare e valuta alternativa.
Gli auritiani non conoscono minimamente la differenza, e per questo esatto motivo hanno frainteso completamente il sistema monetario.

Le valute complementari si differiscono dalle valute alternative perché è necessario che esista una moneta principale a cui siano affiancate.

Per questo motivo la teoria del valore indotto di Auriti è sbagliata: perché parte dal cambio-valuta con la lira! Se avesse creato quel denaro dal nulla, come nel caso delle monete alternative tipo il bitcoin, e se avesse funzionato in quel caso, allora avrebbe avuto senso.

Invece così no, trasforma il valore delle lire, generato dall’imposizione forzata delle tasse, in SIMEC,
ma il valore al simec non gliel’ha dato il popolo, gliel’ha dato la conversione con la lira, che ha il valore perché glielo danno le tasse.

Infine, per chi avesse ancora qualche dubbio finale, vi voglio far presente che il più grande teorico della moneta complementare,
cioè l’importantissimo BERNARD LIETAER, considerato da molti, tra cui la rivista Bisness Week, il miglior trader valutario del mondo, è ad oggi un sostenitore della MMT.

Ancora dubbi su cosa sarebbe stato Auriti se fosse ancora vivo?

[fonte]

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2 thoughts on “AURITI E LA MMT”

  1. Ma è morto e visto che molte persone non ragionano ma venerano (gli alieni ci hanno programmato per essere servi)Auriti ha combinato un bel casino (involontario).
    Pensa se morisse Mosler domani
    Voi attivisti mmt davanti a un suo errore di valutazione postumo sapreste rimediare o lo accettereste come un credo inviolabile??
    Per quel che riguarda Te Nicolas, ci metterei la mano sul fuoco, ma i tuoi colleghi?? Quanti sono li all’mmt come seguaci e non liberi pensatori??

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