Debunking: Comunismo

Qui di seguito ho deciso di realizzare un debunking della teoria comunista. Trovo che il debunking sia necessario perché questa teoria del complotto è stata in passato una delle più pericolose della storia dell’umanità, l’unica ad aver causato la morte di migliaia di persone e che tutt’oggi continua ad ostacolare, attraverso il divide et impera, un miglioramento e rinnovamento della società.

  • E’ OBSOLETO

Il comunismo è una visione della società del 1800.

“La mia tesi di fondo è che Borghesia e Proletariato non sono classi strutturali e permanenti dell’intero corso storico del modo di produzione capitalistico, ma solo classi genetiche, iniziali e provvisorie di esso. Nell’attuale età del capitalismo esse sono nell’essenziale già tramontate, e senza comprendere la dinamica del loro tramonto non è possibile neppure impostare il problema della natura di una crisi culturale. A mio parere siamo infatti oggi in un’età post-borghese e post-proletaria. Ritengo invece di dover usare la dicotomia di Dominanti e Dominati. Mi si potrebbe obbiettare che si tratta di una dicotomia tautologica e generica, che peggiora anziché migliorare la dicotomia precedente. Non lo credo. Non si tratta di fare il giochetto verbale di continuare a chiamare “borghesia” i dominanti capitalisti e “proletariato” i dominati salariati. Si tratta di comprendere che, in mancanza di una credibile terminologia scientifica ammessa da tutti, è meglio fare un passo indietro e limitarci a chiamare Dominanti e Dominati gli agenti storici attivi e passivi della riproduzione sociale complessiva del modo di produzione capitalistico. Almeno ci sottrarremo agli inganni del linguaggio consueto, quelli che Bacone chiamava idola fori.”
Costanzo Preve, filosofo marxista.

La critica di Preve è più che altro sul lessico che ormai è diventato fuorviante e obsoleto. La lotta continua ad esistere, ma nel sistema attuale, in cui esistono meccanismi con nuovi soggetti, ad esempio il lobbying e l’operato delle think tank, sarebbe giusto parlare di Dominanti e Dominati. Tutte le lotte che vengono fatte all’interno dell’insieme del 99% (i Dominati), ad esempio tra fascisti e comunisti, fa ingrassare l’1% (i Dominanti).

 

  • CONTIENE ERRORI ECONOMICI

La caduta tendenziale del saggio di profitto prevede che i capitalisti investano di più nei macchinari e meno nei salari, questo per Marx dovrebbe essere risolvibile semplicemente statalizzando i mezzi di produzione. Ma se si raggiungesse la piena occupazione, ciò non diventerebbe automaticamente inutile? La piena occupazione, attraverso l’aumento del valore contrattuale del lavoratore, dovrebbe arginare in modo naturale la caduta del saggio di profitto, perché le aziende si troverebbero a concorrere per trovare forza lavoro, aumentando quindi i salari (e diminuendo comunque i posti di lavoro grazie allo sviluppo tecnologico) portando ad un aumento dei diritti e una redistribuzione dei redditi.

  • NON E’ DEMOCRATICO

Il comunismo non è democratico. Quello che chiama la “dittatura del proletariato” è di fatto la dittatura di una piccola minoranza, che diventa una classe dirigente oligarchica. Tutta la storia dimostra che il governo è sempre diretto dagli interessi della classe dirigente, eccezion fatta quando è così influenzato dalla paura di poter perdere il suo potere. Questo è l’insegnamento non solo della storia, ma di Marx stesso.”

― Bertrand Russell, Bertrand Russell’s Dictionary of Mind, Matter and Morals, p.40, originally published in Why I am Not a Communist (1934).

Il comunismo non è compatibile con la Democrazia. Nel corso della storia non c’è stato un singolo caso in cui la dottrina comunista sia salita al Potere in maniera democratica, ma sempre e solo sotto forma di dittatura.

Non a caso la teoria comunista parla di “Dittatura del Proletariato” che, comunque si voglia mettere, non è e non sarà mai considerabile un sistema democratico.

 

  • ECCESSIVA SEMPLIFICAZIONE

“I problemi che abbiamo non possono essere risolti con lo stesso livello di pensiero con cui li abbiamo creati.”
– Albert Einstein

L’idea che tutto (mezzi di produzione) debba essere di tutti (popolo) è una bellissima idea, ma troppo semplice. Questa cosa si può ottenere re-distribuendo la ricchezza, non necessariamente imponendo un’autorità che debba decidere per il popolo.

 

  • NON TIENE CONTO DELLA NATURA DELL’UOMO

L’idea di proprietà privata nasce biologicamente in tutti gli animali quando cercano da mangiare. Quando stanno per rubare il cibo dalla bocca di un altro animale, questi si ritorcerà per proteggere il proprio pasto. I primi quindi capiscono che se non vogliono finire feriti devono evitare di rubare le proprietà altrui. Così nasce, ancestralmente parlando, l’idea della proprietà privata.

 

 

(articolo in costruzione)

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