Divieti Cristiani

“La legge ebraica, attribuita a Mosè, che prometteva come ricompensa solo vino e olio e minacciava solo rogna e ulcere alle ginocchia, era una legge di barbari ignoranti e rozzi” (Voltaire, Storia dell’affermazione del cristianesimo, cap. 22) 

Joshua nella sua vita ha mostrato un’apertura mentale assolutamente mancante in tutti i suoi contemporanei.

Gesù dice che non è venuto per annullare la legge, ma per dargli compimento. Questo perché, come abbiamo visto, i primi cristiani credevano ancora molto alla Torah e alle leggi ebraiche, ma con una nuova notevole differenza: si basavano sull’interpretazione assolutamente personale di Joshua.

Joshua, d’altro canto, intendeva rivoluzionare drasticamente il pensiero della gente della sua epoca, ma non potendo partire da zero, decise di ristrutturare la religione maggiormente diffusa e di cui lui stesso faceva parte. Molte delle sue idee modificate si allacciano ad un deismo umanista, rifiutando dov’è possibile molti dogmi della Torah, e lasciando solo alcuni pochi essenziali.

Cristo non parte in quinta dicendo che vuole fondare una nuova religione, anzi, la base è indubbiamente le religione da cui proviene, tant’è che dice:

«È più facile che abbiano fine il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge»  Luca 16,17

Eppure lui stesso, come vedrete qui di seguito, propone tantissime novità riguardo a ciò che lui ritiene obsoleto nella Legge, e tutte queste modifiche si avvicinano ad un Deismo Umanista che a qualcosa di effettivamente religioso.

 

Ecco alcune modifiche di pensiero che Joshua ha apportato:

1 – La rivalutazione del sabato.

Durante sei giorni si lavori, ma il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque farà un lavoro di sabato sarà messo a morte. (Esodo 31,15)

E diceva loro: “Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato”. (Marco 2,27)

2 – L’Amore verso il prossimo

così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: “Ecco, darò loro in cibo assenzio, farò loro bere acque avvelenate; li disperderò in mezzo a popoli .. e manderò dietro a loro la spada finché non li abbia sterminati”. (Geremia 9,14)

ama il prossimo tuo come te stesso (Matteo19,13)

Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico;
ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori,

3 – Non più Dio degli Eserciti, ma Dio della Pace

Il Signore è prode in guerra, si chiama Signore. (Esodo 15,3)

Voi non vi rimarrete lunghi giorni, ma sarete tutti sterminati. (Deuteronomio 4,26)

Il Dio della pace sia con tutti voi (Romani  15,32)

4 – Handicappati

RE DAVIDE:
Quanto ai ciechi e agli zoppi, sono in odio a Davide. Per questo dicono: “Il cieco e lo zoppo non entreranno nella casa” [nel tempio] (Samu. II  5,8)

GESU’:
Quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; (Luca  14,13)

5 – Fare Proselitismo

Il proselitismo nei confronti dei “gentili” vede due momenti fondamentali: uno precedente la resurrezione di Cristo, l’altro successivo. Finché fu in vita, infatti, Gesù proibì ai suoi discepoli di volgere la predicazione ai pagani:

« Non andrete sulla via dei gentili e non entrerete nella città dei Samaritani, ma andrete piuttosto dalle pecore della casa di Israele »   (Matteo 10,5)

Ma vi sono due importanti eccezioni: quella del centurione a Cafarnao (Matteo 8,5 ) e quella della donna siro-fenicia (Matteo 7,27). Dopo la resurrezione, Gesù affida agli apostoli il compito di annunciare l’evangelo senza distinzioni (Marco 16,15 e Matteo 28,19).

6 – Ripudiare una donna

1 Terminati questi discorsi, Gesù partì dalla Galilea e andò nel territorio della Giudea, al di là del Giordano. 2 E lo seguì molta folla e colà egli guarì i malati.
3 Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». 4 Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femminae disse: 5 Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola6 Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». 7 Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?». 8 Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. 9 Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio». (Matteo 19:1-9)

Il passo è chiaro senza molte spiegazioni. La visione mosaica prevedeva che l’uomo potesse ripudiare la sua donna, mentre Gesù cambia le regole.

Cos’era esattamente il ripudio? E’ paragonabile al divorzio? O ci sono differenze?
Per rispondere a queste domande dobbiamo innanzitutto capire la situazione della donna all’epoca. La donna era un oggetto. Non un essere umano come un uomo. Le donne appartenevano ai loro uomini, oppure ai loro genitori. La morte di una donna non suscitava importanza come la morte di un uomo. Eccetera eccetara. Capire questo è fondamentale.

Detto ciò, con il ripudio un uomo si separava dalla moglie come un divorzio, con alcune piccole differenze. Nel ripudio (i mussulmani lo chiamano talaq) non necessario che la dichiarazione sia motivata, né che la donna ne sia informata o presente al momento della dichiarazione. Inoltre, il marito può dare mandato ad una persona di sua fiducia per pronunciare la formula del ripudio.

Il ripudio, a quell’epoca, era uno strumento unilaterale, in mano soltanto agli uomini e non alle donne: era soltanto l’uomo che poteva ripudiare la donna e non la donna il proprio marito ed era molto semplice. Bastava un semplice foglio di carta dove l’uomo scriveva o più frequentemente faceva scrivere: tu non sei più mia moglie. Lo dava alla moglie e questa veniva cacciata via di casa.

Quali potevano essere i motivi per il ripudio? Il libro del Deuteronomio, al cap. 24, affermava:

“Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se avviene che essa non trovi grazia ai suoi occhi, perché vi ha trovato in lei qualcosa di vergognoso, scriva un libello di ripudio, glielo consegni in mano e la mandi via di casa”.

Solo che Mosè in proposito, non è stato ben chiaro. “Se avviene poi che essa non trovi grazia, perché ha trovato in lei ( erwath dabar) qualcosa di vergognoso…”: che cosa vuol dire qualcosa di vergognoso? All’epoca di Gesù c’erano due grandi scuole teologiche, una di rabbi Shamai, molto rigoroso, che diceva “adulterio”; l’altro, rabbî Hillel, più di manica larga ed era naturalmente quello più seguito, che diceva “qualunque cosa”, anche “un pranzo mal preparato”.

Diceva: “anche se il marito, al mattino, aprendo gli occhi e guardando il volto della moglie, non la trova più di suo gradimento la può mandare via” o addirittura “se ha bruciato il cibo” era considerato un motivo sufficiente. Il ripudio quindi era abbastanza facile.

Quindi in questa modifica alla legge mosaica, personalmente vedo un tentativo di Gesù a tutelare la donna dal capriccio maschile.

Notate infine il cuore della domanda tentatrice “è permesso (lecito) all’uomo ripudiare sua moglie?” L’istituzione del ripudio apolusai (rimandare) era consentita soltanto all’uomo. La domanda però è terribile e disumana. Alla base del matrimonio c’è l’amore, come si può risolvere le questioni che riguardano gli affetti, il cuore, l’amore, i sentimenti con una legge? Gesù si rifiuta di portare la questione a questo livello legale, lo sposta verso la creazione e la volontà divina. Risulta alquanto paradossale che alcuni riducano ancora la questione del matrimonio e del divorzio ad una “legge assai rigida dell’indissolubilità” di un matrimonio quando questo è sacramentale (posizione cattolica o fondamentalista). No, le questioni che riguardano l’amore e il matrimonio non possono essere ridotte a legge (né dello Stato né della Chiesa).

7 – Sulla Vendetta

Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente;
ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l’altra;

 Abbiamo inteso che come ci fu spiegato dalla legge di Mosè, dalla quale risultava evidente che “occhio per occhio e dente per dente”, cioè che doveva essere restituito il malfatto o il maltolto nella stessa misura. Ma Gesù non accetta.

Non date spazio al male. Non buttate benzina nel fuoco. Non ripagate il male con il male.

Questo vale per i suoi discepoli. Questo vale per chi vuole seguirlo. Come potevano riconoscerli e riconoscersi come Suoi discepoli se si ripagavano le malefatte con maledizioni o altri generi di vendette?

Gesù crede fortemente nel dialogo, come visto nel paragrafo,”Giustizia Vs Legge”, e crede che ferendoci l’un l’altro l’unica cosa che si può ottenere è sempre maggiore violenza. La frase “porgi l’altra guancia” non vuol dire di arrendersi e soccombere al malvagio, al contrario, ma di non scendere al suo livello.

Considerate inoltre il contesto in cui viveva Gesù, nel quale a estrarre una spada e affettare un orecchio alla gente ci mettevano molto poco.

 

8 – Flirt con persone impegnate

Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio;
ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore.

In senso lato qui Joshua dice che non solo il passo fisico è da considerarsi adulterio, ma anche i i flirt iniziali sono da scoraggiare.

In una società come quella di allora una situazione di adulterio avrebbe portato gravi conseguenze in tutta la comunità. Non solo i singoli individui avrebbero avuto dei problemi, ma la relazione tra le intere famiglie sarebbe sta compromessa. Considerata quindi l’importanza che avevano i “clan” con tutte le loro discendenze e relazioni, l’adulterio andava scansato nel miglior modo possibile.

Tutt’oggi sappiamo che per vivere in un mondo tranquillo ed essere in pace con il prossimo è meglio non solo non andare a letto con il suo partner, ma anche evitare di provarci.

 

 

9 – Sull’ostilità verso le persone

21Avete inteso che fu detto agli antichi: Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. 22Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: «Stupido», dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: «Pazzo», sarà destinato al fuoco della Geènna.

Qui Gesù sembra molto bigotto e rigido, ma invece il suo intento è fare dell’amore verso il prossimo uno stile di vita. Non solo chi ucciderò sarà “giudicato”, ma chiunque sarà ostile con il proprio fratello, inteso come un prossimo chiunque. Anche la semplice offesa è motivo per non meritare il Paradiso.

10 – Sul fare offerte al Tempio


23Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, 24lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.

Prima di andare in Chiesa a fare offerte, assicurati di non avere nessun problema con nessuno. Solo quando ti sarai assicurato di ciò potrai dedicarti al gesto (ipocrita) di fare offerte nel Tempio. Solo allora. Concettualmente questa frase è simile a “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”.


25Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. 26In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!

Qui Gesù esorta le persone da stare lontani dalla Legge. Chiarire con il nemico personalmente e pacificamente è un modo molto migliore per mantenere la tranquillità, invece di passare attraverso giudici e legali. Qui Gesù sembra quasi un anarchico, ma il motivo per cui lo fa è evidente. Crede più nella Giustizia che nella Legge.

11 – La Giustizia più importante della Legge

Laddove ai “dottori della legge” che criticavano i suoi discepoli perchè osavano mangiare nel giorno che la legge imponeva come giorno di digiuno, Gesù rispose che non si poteva chiedere agli invitati ad uno sposalizio di non mangiare in presenza dello sposo, ma che, comunque, avrebbero digiunato non appena lo sposo se ne fosse andato.

Ancora, scandalizzando i farisei e i dottori della legge, disse loro:

«Allora non avete mai letto ciò che fece Davide, quando ebbe fame lui e i suoi compagni? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non fosse lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?».

Questo era il pensiero di Gesù sulla legge: se uno ha fame e sete non puoi non dargli da mangiare solo perchè la legge dice che in quel giorno si digiuna. Devi farlo mangiare quando ha fame e bere quando ha sete, non puoi privarlo della vita pur di applicare la legge, perchè applicare la legge in questo caso sarebbe un atto di mera legalità, ma non di Giustizia, anzi, causerebbe una profonda ingiustizia.

12 – Sul mangiare carne

(Lettera ai Romani 14, 20) Non distruggere l’opera di Dio per una questione di cibo! […] Perciò è bene non mangiarecarne, né bere vino, né altra cosa per la quale il tuo fratello possa scandalizzarsi.

 

 

13 – La Tentazione al Male

Al contrario di quanto affermato dalla teologia cattolica, e quanto riportato nelle stesse preghiere, Dio non tenta l’uomo al male.

“[Dio] non ci indurre in tentazione” infatti non ha senso, in quanto lo stesso Giacomo, in 1,13-14, riporta:
Nessuno, quand’è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno; invece ognuno è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce.

Questa visione, per cui le colpe dell’uomo sono una colpa personale dovuta alla propria concupiscenza, è una visione molto deista e umanista, e per niente religiosa. Mette l’uomo al centro e ne lascia Dio completamente al di fuori, entrando decisamente in contrasto con la visione ebraica di allora.

Nell’Antico Testamento, è sempre Dio che tenta l’uomo, a volte direttamente, altre volte indirettamente con angeli o demoni che non sono altro che sue emanazioni. Nemmeno la figura di Satana compare mai. Alcuni esempi famosi sono quelli di Abramo e Isacco e le tentazioni su Giobbe. Altri esempi:
Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione. (Siracide 2,1)
2) ringraziamo il Signore Dio nostro che ci mette alla prova, come ha già fatto con i nostri padri. Ricordatevi quanto ha fatto con Abramo, quali prove ha fatto passare ad Isacco e quanto è avvenuto a Giacobbe in Mesopotamia (Giuditta 8,25-26)
3) Dio è venuto per mettervi alla prova e perché il suo timore vi sia sempre presente e non pecchiate. (Mosè, Esodo 20,20)
4) Dio l’abbandonò per metterlo alla prova e conoscerne completamente il cuore. (2-Cronache 32,31)
5) Se intendi farti un amico, mettilo alla prova; e non fidarti subito di lui. (Siracide 6,7)
6) Accetta quanto ti capita, sii paziente nelle vicende dolorose, perché con il fuoco si prova l’oro, e gli uomini ben accetti nel crogiuolo del dolore. (Siracide 2,.4-5).
7) Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: (Sapienza 3,5)
8) Disse: “Se tu ascolterai la voce del Signore tuo Dio e farai ciò che è retto ai suoi occhi, se tu presterai orecchio ai suoi ordini e osserverai tutte le sue leggi, io non t’infliggerò nessuna delle infermità che ho inflitte agli Egiziani, perché io sono il Signore, colui che ti guarisce!”. (Esodo 15,26)

Aggiungo che il significato di concupiscenza è molto affascinante.

Nell’Antico Testamento è espresso con נפשׁ (desiderio, appetito), שׁרירוּת (ostinazione), תּאוה (oggetto di desiderio, avidità), חמד (desiderio per la bellezza di una donna cattiva), אוה (desiderare), עגב (ansimare, sbavare per), מצהלה (con impazienza, immaginazione distorta).
Nel Nuovo Testamento compare come ἐπιθυμία (desiderio), ἐπιποθέω (soprattutto per beni materiali), ἡδονή (piacere sessuale), ὄρεξις (eccitazione mentale), πάθος (passione), πορνεύω (fornicazione), πυρόω (infiammarsi per).

Tutte queste parole e definizioni possono essere sintetizzati in una: Passione. Ovviamente Passione in senso negativo, guidata dall’irrazionalità e dal bramare, ovvero quella contrapposta all’Atarassia dei saggi greci. Sotto questo punto di vista Gesù si avvicina moltissimo al pensiero degli stoici come Seneca, suo contemporaneo. E questo ci allontana ancora di più dalla visione dogmatica religiosa che siamo abituati a vedere.

 

14 – Dio Astratto o Concreto?

Con Gesù si perde completamente l’antropomorfizzazione di Dio, che nell’Antico Testamento appariva alle persone, camminava nel giardino dell’Eden, non era onnipresente, ecc.

“Non potrai vedere il mio volto, perché nessun uomo può vedermi e restare vivo”. (Esodo 33, 20)

“Ho visto Dio faccia a faccia eppure la mia anima è stata liberata”. (Giacobbe, Genesi 32:30)

“Quando Mosè entrava nella tenda, scendeva la colonna di nube e restava all’ingresso della tenda… Cosi il Signore parlava con Mosè faccia a faccia, come un uomo parla con un altro.” (Esodo 33,9)

“Non è piů sorto in Israele un profeta come Mosè – lui con il quale il Signore parlava faccia a faccia” (Deuteronomio 34,10)

Gesù invece afferma con sicurezza che “Nessun uomo ha mai visto Dio”, Giovanni 1:18.

Anche questo punto si avvicina molto ad una visione deista dove, appunto, secondo i deisti nessuno ha mai visto Dio, in pieno contrasto alla visione religiosa, secondo cui invece ai profeti è permesso ciò.

 

14 – La Resurrezione dei Morti

Nella concezione giudaica l’anima dopo la morte entra nello Sheol, un mondo di nulla e di vuoto fino a che non è da questo risvegliato. Il concetto di Sheol va anch’esso modificandosi col tempo. Ai tempi di Gesù erano in contrasto le posizioni dei Farisei che seguivano anche una tradizione orale e quelle dei Sadducei che erano sostenitori di una rigida adesione alla Torah, in cui il concetto di risurrezione è assente. Per i Farisei invece erano presenti concetti di angeli, demoni e risurrezione; lo Sheol non è più un luogo di vuoto ma un luogo di attesa della risurrezione. Dopo la morte i giusti vengono portati dagli angeli nel “seno di Abramo”, mentre gli empi soffrono il fuoco della Geenna. Questi concetti appaiono chiaramente nella Parabola di Lazzaro e il ricco Epulone.

Qui la visione deistica viene meno, in quanto contraddice una visione quasi ateistica presente nella Bibbia. La Bibbia smentisce la vita dopo la morte:

I morti non vivranno più, le ombre non risorgeranno; (Isaia 26,14)

La nostra esistenza è il passare di un’ombra e non c’è ritorno alla nostra morte, poiché il sigillo è posto e nessuno torna indietro. (Sap 2,5)

Infatti la sorte degli uomini e quella delle bestie è la stessa;
come muoiono queste muoiono quelli; c’è un solo soffio vitale per tutti.
Non esiste superiorità dell’uomo rispetto alle bestie, perché tutto è vanità.
Tutti sono diretti verso la medesima dimora: tutto è venuto dalla polvere e
tutto ritorna nella polvere. (
Qoelet 3,19)

Mentre Gesù parla effettivamente di Resurrezione dei Corpi, che avverrà quando il Regno della Dio sarà qui sulla Terra.

Ma c’è da precisare una cosa ulteriore. Secondo La Sapienza, libro scritto in contemporanea, se non dopo, la vita di Gesù, ritiene che il corpo non torna in vita, che l’anima degli empi perisce, e che solo l’anima dei giusti diviene immortale. Contraddice insomma quasi completamente il suo contemporaneo Gesù.

[Negli Empi] Una volta spentasi [la vita], il corpo diventerà cenere e lo spirito si dissiperà come aria leggera. (Sap 2,3)

Ma le anime dei giusti sono in mano di Dio e non li toccherà il tormento di morte. (Sap 3,1 – Martini-Vulgata)

Quindi solo i giusti avranno l’anima immortale. Questa visione della morte non è una novità per la Bibbia, ma è stata scritta dopo che Cristo ha predicato il contrario. Chi nega una nuova vita dopo la morte nega l’intero Vangelo

«Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!…»  ( Corinzi 15,13)

 

15 – Pena di Morte

Per la Bibbia è maledetto chi viene condannato a morte:

 è stato impiccato a un palo con tutta la sua famiglia alle porte di Susa, giusto castigo
            datogli rapidamente da Dio, dominatore di tutti gli eventi. (ESTER 8,12r)

 Il Signore disse a Mosè: Prendi tutti i capi del popolo e fa’ appendere al palo i colpevoli,
         davanti al Signore, al sole, perché l’ira ardente del Signore si allontani da Israele.  (NUMERI 25,4)

Ma Gesù stesso è stato condannato a morte, e San Paolo per ribaltare e quindi giustificare il contrasto biblico ci fa notare che:

Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, diventando lui stesso maledizione per noi, come sta scritto:
Maledetto chi pende dal legno, perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo
passasse alle genti e noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede. (Galati 3,13)

Infinie c’è il parere del libro Sapienza, scritto da un contemporaneo di Gesù, che però non l’ha conosciuto.

«Dio non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi»     Sapienza 1,13
«la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo»                       Sapienza 2,24

Rivolgendosi a Dio:
«
se tu avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure creata»                 Sapienza 11,24

15 – Sulle Donne Sterili

Mentre Deuteronomio (7,14) maledice le donne sterili…

… in Luca (23, 28) invece le sterili che non hanno generato sono beate. Anche in Sapienza (4,13) sono beate le sterili non contaminate. Infine anche Isaia (54,1) esalta le sterili perché non hanno partorito.

 

16 – Sugli Eunuchi

Mentre in Levitico (21,20) tutti gli eunuchi sono disprezzati e respinti da Dio…

… in Matteo (19,12) sono lodati coloro che si sono fatti eunuchi volontariamente. In Sapienza (3,14) c’è una grazia speciale per gli eunuchi fedeli. Infine per Isaia (56,4) gli eunuchi osservanti sono beatificati in eterno.

 

17 – Sul valore dei Templi e dei Sacrifici

(da finire)

 

 

 

 

 

 

 

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Alla fine dei conti quindi, la sintesi dei divieti cristiani viene redatta da Giacomo, il fratello di Joshua, nel Concilio di Gerusalemme del 50 a. C.

Gli unici divieti che un cristiano ha sono:

– Uccidere animali, e mangiare la loro carne.

– Astenersi dall’impudicizia.

Quest’ultimo va specificato. Quando si parla di “impudicizia” si parla di “adulterio” e “fornicazione”.

L'”adulterio” è provarci con le persone già sposate. Questa cosa è già punita del 10° comandamento e sociologicamente parlando è un comportamento molto giusto.

Per “fornicazione” invece, molto probabilmente si intende il sesso fuori dal matrimonio, inteso con prostitute, e c’è da aggiungere che all’epoca la maggior parte delle prostitute era in età infantile, spesso si poteva vedere schiavisti usare bambine orfane di appena cinque-sei anni venire avviate alla pratica della prostituzione. Probabilmente questa regola nacque come uno strumento contro la pedofilia, ma nel corso dei secoli la Chiesa l’ha allargata ad quasi tutti gli atteggiamenti sessuali.

Che Gesù non avesse molto a cuore i pedofili si capisce dal seguente passo, famoso per la rappresentazione delle parole più feroci mai scritte nei vangeli:

Gesù disse: “Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in Me, meglio per lui sarebbe che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse gettato in fondo al mare. Guai al mondo per gli scandali! Perché è necessario che avvengano degli scandali; ma guai all’uomo per cui lo scandalo avviene” (Matteo 18:6-7).

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