EME VS NON-EME

PERCHE’ E’ IMPORTANTE ASSUMERE IL FERRO SOLO DA FONTI VEGETALI
Il ferro è un’arma a doppio taglio.
Se non ne assumiamo abbastanza rischiamo l’anemia, ma se ne assumiamo troppo possiamo aumentare il rischio di cancro, infezioni, malattie neurodegenerative e stati infiammatori.
Anche altre patologie sono state associate ad un’elevata assunzione di ferro, tra le quali l’Alzheimer(13), le malattie cardiovascolari(3), ictus(17), la sindrome metabolica(6), ipertensione(7), effetti tossici su fegato e reni (8) la Malattia di Parkinson(13) e il diabete(9)(10)

In un recente studio di sei anni su 1.277 pazienti ospedalieri della Veterans Administration con malattia cardiovascolare, ma senza storia di cancro, si è rilevata una riduzione del 37 per cento di incidenza del cancro e di mortalità in generale con una riduzione dell’apporto di ferro(1).

Negli alimenti si trovano due diverse forme di ferro: ferro eme e ferro non eme. Il ferro eme che costituisce il 40% del ferro presente nella carne, nel pollame, e nel pesce, viene assorbito con molta facilità dal corpo umano . Il ferro non-eme che costituisce il 60% del ferro presente nei tessuti animali, e la totalità del ferro presente nelle piante.
Dal momento che il nostro organismo non è in grado di eliminare l’eccesso di ferro, abbiamo sviluppato un meccanismo rigido per regolarne l’assimilazione: se le nostre scorte di ferro sono scarse, il nostro intestino ne stimola l’assorbimento, mentre se le nostre riserve sono al loro massimo, il nostro intestino blocca l’assorbimento di ferro per mantenerci ad un livello ottimale(2).

Questo meccanismo però funziona soltanto con le fonti di ferro primarie della dieta dell’uomo, ovvero il ferro che si trova nei cibi di origine vegetale.

Il nostro apparato digerente invece non ha un meccanismo per regolare il ferro ingerito con il sangue, il ferro eme. Il ferro che si trova nel cibo di origine animale passa direttamente attraverso la barriera intestinale e anche se nel nostro organismo già ne abbiamo più che a sufficienza, non possiamo in alcun modo controllare l’assimilazione di questo tipo di ferro.

Proprio per questo, alcuni studiosi ipotizzano che il sovraccarico di ferro potrebbe essere la ragione che lega il consumo di carne al rischio di tumore.
Il ferro è un pro-ossidante e può provocare stress ossidativo e danni al DNA(4)(5). Si pensa che il danno biochimico e tissutale causato dai radicali liberi prodotti nel corso di queste reazioni ossidative catalizzate dall’eme sia simile a quello prodotto dalle radiazioni ionizzanti.
Nei paesi industrializzati, un’eccessiva assunzione di ferro potrebbe portare con il tempo ad un condizione fisiologica da sovraccarico di ferro.
Per contro, l’assunzione di cibi come frutta e verdura, permette di aumentare i livelli di antiossidanti dell’organismo, tutte sostanze in grado di contrastare gli effetti negativi delle reazioni ossidative.

Il sovraccarico di ferro favorisce la produzione di radicali liberi, l’ossidazione dei grassi, i danni al DNA e contribuisce allo sviluppo di vari tipi di cancro, come quello colonrettale(11)(12)(20), dell’endometrio(14)(15), cancro gastrico(16),cancro dell’esofago a cellule squamose (18), cancro dell’esofago e dello stomaco(19), in maniera del tutto indipendente o potenziando gli effetti di altri carcinogeni.
Soltanto le persone in cui sia stata diagnosticata un’anemia da carenza di ferro dovrebbero considerare l’assunzione di integratori di ferro ed anche in questi casi ci potrebbero essere dei rischi.

Dunque, prima di assumere un integratore di ferro, la cosa migliore è cercare di affrontare il problema partendo inizialmente soltanto dalla dieta, consumando cioè una buona quantità di cibo vegetale, come frutta, cereali integrali, legumi e verdura, facendo attenzione a consumare nello stesso pasto cibi ricchi in vitamina C, come diversi tipi di frutta (mezz’ora prima del pasto in modo da non creare problemi di fermentazione), oppure un pò di limone spremuto nell’acqua da bere, o ancora un contorno di verdure, che migliorano l’assorbimento del ferro di provenienza vegetale, e stando attenti a non bere tè e caffè durante i pasti, poiché essi possono mettere a rischio l’assorbimento di ferro.

FONTI:
(1) J Natl Cancer Inst. 2008
Decreased cancer risk after iron reduction in patients with peripheral arterial disease: results from a randomized trial.
Zacharski LR, Chow BK, Howes PS, Shamayeva G, Baron JA, Dalman RL, Malenka DJ, Ozaki CK, Lavori PW.
(2) Sharp PA, Intestinal iron absorption: regulation by dietary & systemic factors, Journal Int J Vitam Nutr Res. 2010
(3) Heme Levels are Increased in Human Failing Hearts.
AuthorsKhechaduri A, et al, J Am Coll Cardiol. 2013
(4) Heme of consumed red meat can act as a catalyst of oxidative damage and could initiate colon, breast and prostate cancers, heart disease and other diseases, Tappel A, Journal Med Hypotheses. 2007
(5) Heme iron from meat and risk of adenocarcinoma of the esophagus and stomach, Ward MH, et al, Eur J Cancer Prev. 2012
(6) High levels of iron status and oxidative stress in patients with metabolic syndrome, Leiva E, et al, Biol Trace Elem Res. 2013
(7) Low total and nonheme iron intakes are associated with a greater risk of hypertension, Galan P, et al, J Nutr. 2010
(8) Heme status affects human hepatic messenger RNA and microRNA expression, Bonkovsky HL, et al, World J Gastroenterol. 2013
(9) Gestational diabetes mellitus in relation to maternal dietary heme iron and nonheme iron intake, Qiu C, et al, Diabetes Care. 2011
(10) A prospective study of prepregnancy dietary iron intake and risk for gestational diabetes mellitus, Bowers K, et al, Diabetes Care. 2011
(11) Heme iron from meat and risk of colorectal cancer: a meta-analysis and a review of the mechanisms involved, Bastide NM, et al, Cancer Prev Res (Phila). 2011
(12) A large prospective study of meat consumption and colorectal cancer risk: an investigation of potential mechanisms underlying this association, Cross AJ, et al, Cancer Res. 2010
(13) Heme oxygenase-1 as a therapeutic target in neurodegenerative diseases and brain infections, Cuadrado A, et al, Curr Pharm Des. 2008
(14) Long-term dietary heme iron and red meat intake in relation to endometrial cancer risk, Genkinger JM, et al, Am J Clin Nutr. 2012
(15) Dietary iron intake and risk of endometrial cancer: a population-based case-control study in Shanghai, China, Kallianpur AR, et al, Nutr Cancer. 2010
(16) Dietary intake of heme iron and risk of gastric cancer in the European prospective investigation into cancer and nutrition study.
Jakszyn P, et al, Int J Cancer. 2012
(17) Heme iron intake and risk of stroke: a prospective study of men, Kaluza J, et al, Stroke. 2013
(18) Dietary N-nitroso compounds, endogenous nitrosation, and the risk of esophageal and gastric cancer subtypes in the Netherlands Cohort Study, Keszei AP, et al, Am J Clin Nutr. 2013
(19) Heme iron from meat and risk of adenocarcinoma of the esophagus and stomach, Ward MH, et al, Eur J Cancer Prev. 2012
(20) Red meat and colon cancer: the cytotoxic and hyperproliferative effects of dietary heme, Sesink AL, et al, Cancer Res. 1999