Gesù credeva ciecamente nell’Antico Testamento

Gesù credeva che l’Antico Testamento fosse divinamente ispirato, autentica Parola di Dio. Egli dice: “la Scrittura non può essere annullata” (Giovanni 10:35). Egli si riferisce alle Sacre Scritture come “il comandamento di Dio” (Matteo 15:3), e come “la Parola di Dio” (Matteo 15:6). Egli pure indica come essa sia indistruttibile ed irrevocabile: “Poiché in verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, neppure un iota o un apice della legge passerà senza che tutto sia adempiuto” (Matteo 5:18). Notate come egli metta in rilievo persino le singole parole e le lettere che le compongono!

Quando si rapporta con la gente del Suo tempo, siano essi i Suoi discepoli, oppure leader religioso, Gesù fa costantemente riferimento all’Antico Testamento: “…e gli dissero: «Odi tu quello che dicono costoro?» Gesù disse loro: «Sì. Non avete mai letto: “Dalla bocca dei bambini e dei lattanti hai tratto lode”?»” (Matteo 21:16, citando il Salmo 8:2); e “Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando ebbe fame, egli insieme a coloro che erano con lui?” (Matteo 12:3). Esempi come questo potrebbero essere moltiplicati per dimostrare come Gesù avesse familiarità con l’Antico Testamento ed il suo contenuto. Lo citava spesso ed aveva di esso totale fiducia.

Gesù pure conferma l’attendibilità dei racconti dell’Antico Testamento, come la distruzione di Sodoma e la morte della moglie di Lot (Luca 17:29,32); l’omicidio di Abele da parte di suo fratello Caino (Luca 11:51), la vocazione di Mosè (Marco 12:26), la manna data da Dio nel deserto (Giovanni 6:31-51), il giudizio su Tiro e Sidone (Matteo 1:1-21), e molti altri.

Gesù non solo conferma la storicità di questi racconti, ma anche autentica alcuni dei testi che oggi sono particolarmente contestati. Molti studiosi moderni sembrano non credere che sia stato Mosè a scrivere i primi cinque libri dell’Antico Testamento, ma Gesù lo afferma. [“Gesù disse loro: «Fu per la durezza dei vostri cuori che Mosè vi permise di mandar via le vostre mogli; ma da principio non era così” (Matteo 19:8); “Mosè non vi ha forse dato la legge? Eppure nessuno di voi mette in pratica la legge! Perché cercate d’uccidermi?»” (Giovanni 7:19)]. Alcuni studiosi moderni pure sostengono che vi sia più di un Isaia, ma Gesù crede che ve ne sia solo uno. In Luca 4:17-21, Egli cita Isaia 61:1-2 (il cosiddetto Secondo Isaia o Deuteroisaia), mentre in Matteo 15:7-9 Egli si riferisce alla prima parte dell’opera di Isaia (Isaia 6:9) senza la minima indicazione che si tratti di più di un autore.

Il racconto di Daniele oggi è respinto da molti studiosi come di un’opera spuria scritta da qualcun altro, ma il Signore Gesù crede che Daniele sia stato un autentico profeta [“Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge faccia attenzione!)” (Matteo 24:15)].

Il racconto di Adamo ed Eva oggi è spesso messo in ridicolo come se si trattasse solo di una leggenda, ma Gesù vi credeva come un dato storico.

Dei farisei gli si avvicinarono per metterlo alla prova, dicendo: «È lecito mandar via la propria moglie per un motivo qualsiasi?». Ed egli rispose loro: «Non avete letto che il Creatore, da principio, li creò maschio e femmina e che disse: “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre, e si unirà con sua moglie, e i due saranno una sola carne?”. Così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito, l’uomo non lo separi»”
 (Matteo 19:3-6). In questo testo Gesù parla pure della Creazione accettandone la sequenza e l’oggettività normativa delle istituzioni che da essa hanno avuto origine (ad esempio la famiglia come l’unione di un uomo e di una donna e il riposo settimanale).

Allo stesso modo, il racconto su Noè e sul diluvio universale, non solo è autenticato da Gesù (Matteo 24:37), ma è pure usato come esempio del Suo ritorno.

Infine, il più “incredibile” fra tutti i racconti è quello che parla di Giona inghiottito da un grande pesce, racconto usato da Gesù come segno della Sua risurrezione (Matteo 19:39ss).

Sembra quasi che Gesù, nell’autenticare questi racconti, già volesse rispondere a chi li avrebbe messi in questione nel ventesimo secolo…  La conclusione è semplice. Se una persona crede in Gesù Cristo, dovrebbe essere coerente e credere che l’Antico Testamento, quando ci presenta dei racconti da considerare come verità storica, di fatti veramente successi, sia effettivamente così.

Molti vorrebbero accettare Gesù e nel contempo respingere la storicità di gran parte dell’Antico Testamento. Questa opzione non sussiste. O Gesù sapeva quello che stava dicendo, oppure no. L’evidenza è chiara: Gesù considerava l’Antico Testamento come Parola di Dio. Il Suo atteggiamento verso di esso era nulla di meno che completa fiducia.

Ulteriori riferimenti

  • Norman Geisler & William Nix, A General Introduction to the Bible Moody Press, 1968
  • Rene Pache, The Inspiration and Authority of Scripture, Moody Press, 1959
  • James Montgomery Boice (ed.), The Foundation of Biblical Authority, Zondervan, 1978
  • John Warwick Montgomery, History and Christianity, Inter-Varsity Press 1964
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