Gesù era Deista?

Gesù credeva nella roba dell’Antico Testamento.  Ci credeva ciecamente.

APPROFONDIMENTO QUI:
https://nicolasmicheletti.wordpress.com/gesu-credeva-ciecamente-nellantico-testamento/

La domanda è:

Come faceva il Figlio di Dio a credere che fossero vere, e quindi, affermare che fossero tali, cose che la scienza ha chiaramente dimostrato come impossibili?

Ho cercato di rispondere a questa domanda, e ho trovato 3 possibili opzioni:

1) – Gesù è ignorante. Era una persona ignorante dell’epoca, con un grande carisma e una grande volontà, ma molto religioso, e anche un po’ profano dato il suo dichiararsi il Figlio di Dio (anche un po’ arrogante).

Questa teoria dimostrerebbe che Gesù non è realmente il Figlio di Dio, perché un’ignoranza del genere sarebbe incomprensibile.

2) – Gesù è Deista. E’ intelligente e sa che sono cavolate, non ci crede davvero, ma vuole cambiare il modo di pensare delle persone che gli stanno intorno, vuole creare un mondo migliore, e il miglior modo per farlo non è porsi come un nemico della religione più diffusa al momento, ma come un Rinnovatore, e chi meglio questa figura se non dichiararsi il Messia?

3) – Gesù è il Figlio di Dio. Storie come “Sodoma e Gomorra”“Adamo ed Eva” e “Giona che vive dentro la Balena” sono cose successe davvero, e lui lo sa.

 

Se prendiamo per un attimo l’opzione 2, e mettiamo da parte la 1 e la 3, si apre un mondo molto interessante.

C’è da dire innanzitutto che l’idea non è del tutto nuova. Già diverse persone in passato, affrontando la paura di mettersi contro la Chiesa, avevano avanzato l’ipotesi che Gesù fosse deista. Un autore importante fu Hermann Samuel Reimarus (1694-1768) che nel suo Sulla intenzione di Gesù ed il suo insegnamento (1778) e in numerosi scritti, di pubblicazione postuma, il professore di lingue orientali al Ginnasio di Amburgo, respingeva il concetto della “religione rivelata” a favore del deismo naturalistico. Reimarus accusava inoltre gli autore del vangelo di frode consapevole e di innumerevoli contraddizioni.

 

Analizziamo in modo sintetico le differenze tra il pensiero di Gesù e quello della Antico Testamento e della Chiesa:
[APPROFONDIMENTO: QUI]

 

 

 

 

Mi si può accusare che Gesù non era un deista, ma è un accusa infondata. Si potrebbe dire che l’opzione 1 è molto più valida, ma se Gesù fosse stato così religioso e fedele alla Torah come diceva di essere, per quale motivo avrebbe cercato di rivoluzionare tutto il pensiero ebraico? Quale motivo, se non diffondere il deismo, avrebbe giustificato tutte le sue critiche e tentativi di modifica?

 

I Rituali di Gesù

Ma se Gesù era deista… come si spiegano il Natale, la Pasqua, la liturgia e tutto il resto? E’ molto semplice.

Tutte le festività moderne, sia cattoliche che protestanti, sono state inserite nei secoli successivi dopo la morte di Gesù e hanno tutte origini pagane. Gesù non ha mai detto di festeggiare nulla: né la sua data di nascita, né un culto per sua madre, né di fare la cresima, né messe, né tutto il resto.

L’unica forma di “liturgia” inserita da lui potrebbe essere considerata il battesimo, ma che in realtà aveva più uno scopo simbolico che religioso. Mentre oggi per i cattolici il battesimo è assolutamente necessario per entrare in Paradiso, per Gesù non lo era. Basti pensare al ladrone crocifisso al fianco di Gesù a cui Egli promette il Paradiso, anche se esso indubbiamente non si era mai battezzato.

 

La Morte di Gesù

Gesù sapeva di non essere il Messia. Dice spesso di essere il Figlio dell’Uomo, non il Figlio di Dio. “Figlio dell’Uomo” è un modo semitico per dire “io”. Questa espressione la riscontriamo in tre serie di detti: detti sul futuro del Figlio dell’uomo (Mc 8,38; 14,62); detti sul suo destino di sofferenza e morte (Mc 8,31; 9,31; 10,33-34; 10,45) detti riguardanti l’attuale attività del Figlio dell’uomo che ha il potere di rimettere i peccati (Mc 2,10), che è Signore del sabato (Mc 2,28), che non deve posare il capo (Lc 9,58), ecc.

Sullo sfondo dell’autodesignazione di Gesù come “figlio dell’uomo” stanno il libro di Ezecheile, dove l’espressione significa smeplicemente “uomo”, e il passo di Dn 7,3 dove, all’interno di una scena giudiziale, appare sulle nubi del cielo “come figlio dell’uomo” al quale Dio concede potere, gloria e regno. Quest’ultimo testo, pur designando come “figlio dell’uomo” una realtà collettiva, ricevette di fatto un’interpretazione individuale sia in ambito giudaico che cristiano.

Dal Vangelo secondo Giovanni 1,19-28

Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: “Chi sei tu?”

Egli confessò e non negò, e confessò: “Io non sono il Cristo”. Allora gli chiesero: “Che cosa dunque? Sei Elia?” Rispose: “Non lo sono”. “Sei tu il profeta?” Rispose: “No”. Gli dissero dunque; “Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?” Rispose: “Io sono ‘‘voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore’’, come disse il profeta Isaia”.

Essi erano stati mandati da parte dei farisei. Lo interrogarono e gli dissero: “Perché dunque battezzi se tu non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?” Giovanni rispose loro: “Io battezzo con acqua, ma in mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, uno che viene dopo di me, al quale io non son degno di sciogliere il legaccio del sandalo”. Questo avvenne in Betania, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

Solo verso al fine dei Vangeli inizia ad affermarlo, come se le centinaia di seguaci che lo seguivano l’avessero convinto. Come se egli stesso si fosse convinto.

Ma fino a che punto?

Nell’Orto degli Ulivi Gesù ha paura, sa della sua morte imminente e la sua umanità viene fuori. Una paura così forte da provocargli il drammatico stress neurovegetativo dell’ematoidrosi, ovvero del sudore sanguigno, come narrato da Luca, l’evangelista medico: “… E il suo sudore divenne come gocce di sangue che cadevano a terra” (Lc 22, 44).

La stessa angoscia di don Rodrigo  quando si accorge di un dolente e livido sozzo bubbone nel cavo ascellare sinistro, nel capitolo XXXIII dei Promessi Sposi: “L’uomo si vide perduto: il terror della morte l’invase, e, con un senso per avventura più forte, il terrore di diventar preda de’ monatti, d’esser portato, buttato al lazzaretto”.

Ma Gesù era diverso. Doveva credere fino infondo in quello che aveva fatto e costruito. Doveva farlo almeno per i suoi fedeli.

Non poteva buttare via tutto.

Gesù perde la testa, crede davvero di essere il Figlio di Dio, crede davvero che sarà salvato da Dio mentre sarà ancora in vita, così com’è successo a tutti gli altri profeti ascesi al cielo, come Enoch ed Elia. Dio non avrebbe atteso la sua morte, ma l’avrebbe fatto ascendere da vivo.

E invece questo non accade. Gesù rimane sconvolto in croce, e grida “Dio perché mi hai abbandonato?” disperato come non mai, mentre soffre atrocemente e realizza che forse il suo Dio non è mai esistito.

Dopodiché, spira, e tutto diventa nero.

 

E se Gesù non fosse morto?

Ipotizziamo che Gesù non sia morto.

Ipotizziamo che Gesù sia semplicemente svenuto in croce. Dopodiché tirato giù. Il Centurione abbia detto al soldato di schiaffeggiarlo per vedere se aveva perso i sensi, ma il soldato spaventato che il gesto potesse far insorgere i cristiani inferociti dalla blasfemia ha evitato.

Oppure l’ha fatto, ma avendo Gesù perso i sensi in modo profondo, non ha infierito per evitare seriamente un attacco personale dai cristiani, che sicuramente nel vederlo infierire nel corpo del loro Maestro non li avrebbe riempiti di gioia.

Ma no, non può essere svenuto. E’ sicuramente morto! mi si obietterà.

E’ stato addirittura colpito dalla lancia di Longino, direte voi.

E se il fosse andata diversamente? Potrebbe essere andata così:

Il provvidenziale intervento della punta della lancia del soldato romano che, perforando il cuore, liberò la condensazione prodotta dalla sincope in atto (uscì acqua mista a sangue) producendo uno stato di coma apparente.

Questa teoria non l’ho inventata, ma è sostenuta da Hassan, il proprietario dei manoscritti del Qumram, che dice di averla ivi trovata.

E non solo:

  • Ernest Brougham Docker (1920, in If Jesus Did Not Die on the Cross)
  • Robert Graves & Joshua Podro (1957, in Jesus in Rome)
  • Hugh J. Schonfield (1965, in The Passover Plot)
  • Donovan Joyce (1972, in The Jesus Scroll)
  • J.D.M. Derrett (1982, in The Anastasis: The Resurrection of Jesus as an Historical Event)
  • Holger Kersten (1994, in Jesus lived in India)

 

Questa teoria è stata inizialmente proposta, verso il 1780, dal teologo tedesco Karl Friedrich Bahrdt:
– Secondo Bahrdt, Gesù volutamente finse la sua morte, utilizzando farmaci forniti dal medico Luca per apparire come un messia spirituale e convincere Israele ad abbandonare l’idea di un messia politico. In questa interpretazione degli eventi descritti nei Vangeli, Gesù fu resuscitato da Giuseppe d’Arimatea, con cui aveva condiviso una connessione attraverso l’ordine segreto degli esseni – gruppo che appare in molti delle teorie del “deliquio”.

Rielaborata all’inizio del 1800 nell’ottica di una “società segreta” da Karl Venturini, secondo cui:
un gruppo di sostenitori vestiti di bianco – che erano, insieme a Gesù, membri di una “società segreta” – non si erano aspettati che egli sopravvivesse alla crocefissione, ma udirono dei lamenti da dentro la tomba, dove Gesù aveva ripreso conoscenza a causa dell’aria fredda e umida. Allora fecero scappare le guardie e lo salvarono.

Secondo il teologo razionalistaHeinrich Paulus, scrisse in diverse opere dal 1802 secondo cui Gesù fosse andato in un coma temporaneo e in qualche modo risvegliato senza aiuto nella tomba. Fu critico dell’ipotesi “visionaria” e sostenne che i discepoli dovevano aver creduto che Dio avesse resuscitato Gesù.

Friedrich Schleiermacher avallò una forma della teoria di Paulus nei primi anni del 1830.]

C’è chi, come Michael BaigentRichard Leigh e Henry Lincoln, nel loro libro del 1982 Holy Blood, Holy Grail (Il Santo Graal), sostengono che Ponzio Pilato fosse stato corrotto pecuniariamente per permettere che Gesù venisse asportato dalla croce prima che morisse.

Nel 1992, l’esegeta australiana Barbara Thiering esplorò tale teoria in profondità nel suo libro Jesus and the Riddle of the Dead Sea Scrolls (Gesù e l’enigma dei rotoli del Mar Morto).

Nel 2006, Baigent ha pubblicato The Jesus Papers (Il carteggio di Gesù), un libro che descrive come Gesù avrebbe potuto sopravvivere alla crocefissione] o su altre teorie dello svenimento. Improbabili ma suggestive infine le ipotesi che vorrebbero Gesù impegnato nell’assedio di Masada[45][57][58].

 

 

Quel che è certo è che Gesù venne sepolto il giorno stesso della sua morte. La legge religiosa ebraica (Halakhah) generalmente vieta infatti l’imbalsamazione e quindi gli ebrei in generale seppelliscono i loro morti al più presto: “le sepolture ebraiche hanno luogo il più rapidamente possibile, seguendo un principio di onorare i morti (k’vod hamet).” [“Jewish Funeral Customs: Saying Goodbye to a Loved One” di Lisa Alcalay Klug su The Jewish Federations of North America.]

 

 

 

Gesù non voleva una Chiesa
Nel suo discorso di addio riportato nel Vangelo di Giovanni promette ai suoi discepoli di non lasciarli soli, ma di mandargli un consolatore eterno (Gv 14,16, Gv 14,26, Gv 15,26, Gv 16,7). Ovviamente non si riferisce ad un Papa, e tantomeno ad un Papa immortale. Si riferisce allo Spirito Santo, che in Gv 14,16 lo è chiamato “altro paraclito”, a significare che il primo paraclito è lo stesso Gesù.

Giovanni 16,7Tuttavia io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado, io ve lo manderò.

 

Dopo aver dato istruzioni su chi sarà il suo successore, non il Papa, ma lo Spirito Santo, e quindi aver chiarito che l’idea di una gerarchia è completamente sbagliata, Gesù capisce che la sua figura rappresenta in qualche modo una forma di gerarchia, perché tutti lo vedono come un Maestro, un superiore, quando in realtà lui dice di essere addirittura il servo.

Con la sua sparizione Gesù spera che i fedeli in Dio capiscano che non serve qualcuno da venerare in Terra, non servono rappresentanti di Dio e Vicari di Cristo. Ciò che conta è lo Spirito Santo, ed esso è presente in tutti gli uomini di buona volontà. Chiese e Preti sono del tutto da cancellare.

 

 

1Corinzi 12,4-6

4 Ora vi sono diversi carismi (talenti personali dati da Dio), ma vi è un medesimo Spirito (intento di unione). 5 Vi sono diversi ministeri (religioni), ma non v’è che un medesimo Signore (Dio). 6 Vi è varietà di operazioni (manifestazioni di Dio), ma non vi è che un medesimo Dio, il quale opera tutte le cose in tutti.

… sembra di leggere Voltaire.

 

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