Gesù era un nazireo

Nell’ultima cena Gesù fa voto di nazireato. Il voto di nazireato prevedeva l’attenzione al vino.

«”Parla ai figliuoli d’Israele e di’ loro: Quando un uomo o una donna avrà fatto un voto speciale, il voto di nazireato, per consacrarsi all’Eterno, si asterrà dal vino e dalle bevande alcooliche; non berrà aceto fatto di vino, né aceto fatto di bevanda alcoolica; non berrà liquori tratti dall’uva, e non mangerà uva, né fresca né secca.» (Numeri 6:2,3)

Gesù afferma infatti:

«Io vi dico che d’ora in poi NON BERRO’ PIU’ di questo FRUTTO DELLA VIGNA, fino al giorno che lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio.» (Matteo 26:29)

Gesù però berrà in croce la posca, una bevanda composta da acqua e aceto.

« Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno d`aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse: “Tutto è compiuto!”. E, chinato il capo, spirò. »
(Vangelo di Giovanni 19, 28-30)

Essendo ancora vivo apparentemente questo sembrerebbe un rimangiarsi delle parole, ma potrebbe avere due spiegazioni.

1) C’è stata un interpolazione. O Gesù non ha promesso di non bere più derivati dell’uva prima di salire al cielo, o non ha bevuto l’aceto.
2) Oppure non sapeva che ciò fosse aceto. Perché era un normale uomo, come sostenuto dai Nazirei.
3) Oppure dall’ultima cena alla crocifissione sono passati 30 giorni, ovvero è finito il suo nazireato temporaneo. Il nazireato poteva essere perenne (come Sansone) o temporaneo. Nel secondo caso se non veniva specificato per quanto si intendeva farlo durare durava 30 giorni.

Se la soluzione fosse la terza il passo in cui Gesù beve l’aceto è inserito per confermare il nazireato esposto all’ultima cena, e per spiegare metaforicamente che si era concluso.

E’ possibile che sia passato un mese? A dire il vero sì.

Gli storici non sono assolutamente d’accordo con ritenere che l’ultimo cena sia stata di pasqua, e anche Ratzinger lo ammette nel suo libro.

La Passione di Cristo ha un cronologia piuttosto allegorica che realistica, ovvero si dice che giovedì è l’ultima cena di Gesù con i discepoli, venerdì (vigilia della festa e non la festa stessa): il processo e l’esecuzione capitale; sabato: il riposo del sepolcro; domenica: la risurrezione.

In realtà questa può essere una semplificazione e un allegoria teologica della settimana, più che la vera versione dei fatti. Difficilmente si comprende una condanna capitale lampo per un reato del genere. Forse Gesù ha passato il suo ultimo mese di vita in carcere, attendendo la condanna.