Il Fascismo è di Sinistra

Le conquiste sociali del Fascismo? Non si trattava solo dei treni in orario. Assegni familiari per i figli a carico, borse di studio per dare opportunità anche ai meno abbienti, bonifiche dei territori, edilizia sociale. Questo perché solo dieci anni prima Mussolini era in realtà un Socialista marxista e massimalista che si portò con sé il senso del sociale, del popolo. Le dirò in un certo senso il fascismo modernizzò il paese. Nei confronti del Nazismo fu dittatura all’acqua di rose: se Mussolini non avesse firmato le infamanti leggi razziali, sarebbe morto di morte naturale come Franco. Resta una dittatura, ma anche espressione d’italianità. Bisognerebbe fare un’analisi meno ideologica su questo. Quello che ha ottenuto il fascismo in campo sociale oggi ce lo sogniamo.
Margherita Hack

Molti professori non si soffermano sulle caratteristiche base dell’ideologia fascista. C’è molta carne al fuoco che, per motivi prettamente ideologici, vengono analizzati in modo pessimo.
Punto primo: il fascismo è un’ideologia di sinistra, rivouzionaria e antiborghese. Il movimento fascista è un movimento rivoluzionario, moderno, avanguardistico. Esso racchiude varie ideologie apparentemente in antitesi tra di loro: abbiamo dentro monarchici reazionari (De Bono), sindacalisti rivoluzionari (come il defunto Corridoni), futuristi (che non ho mai capito dove ***** volevano andare a parare…), arditi, socialisti (Mussolini), repubblicani (Balbo). Il 4 fasci (che rappresentavano i 4 quadrumviri: Balbo, Mussolini, De Bono e De Vecchi) racchiusi in un’unico fascio rappresentavano appunto l’unione di tante ideologie diverse tra di loro in un’unica sola: la patria. L’ideologia fascista fu dunque essenzialmente rivoluzionaria, di sinistra: bisognava formare una nuova Italia, un nuovo italiano che ragionasse secondo i dettami e le idee inculcategli dal partito. Giolitti, che vedeva in Mussolini un nuovo Crispi, aveva capito ben poco dell’essenza fascista. Il fascismo aveva anche un’aspetto reazionario: ma si limitava solo al ritorno all’ordine dopo anni di lotte tra classe operaia e padronale (biennio rosso), la componente reazionaria è solo una goccia nell’oceano! Poi che l’ideologia fascista sia cambiata nel corso degli anni, che si sia venduta alla classe padronale (anche se in modo non evidente come l’esempio di Hitler in Germania), che sia degenerata è tutto vero! Ma l’applicazione è sempre differente all’ideologia.
Ogni regime è di per se reazionario. Per “reazione politica” il vocabolario dice: << La reazione è un’opposizione a forme di innovazione politica, sociale, artistica o culturale, a sostegno del ritorno ad autorità, valori e istituzioni del passato, operata da partiti, gruppi di pressione o anche individui. >>
Dunque ogni regime, anche comunista, si oppone al cambiamento, all’ instaurazione di un altro regime.

« Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e REAZIONARIE dell’occidente… »
(Dichiarazione di guerra, giugno 1940, Benito Mussolini)

Il Fascismo lo si colloca a destra solo per convenzione, ma è movimento di stampo socialista, una terza via dopo il capitalismo e il comunismo. E’ un movimento sia rivoluzionario, sia reazionario: rivoluzionario, perché era una rivoluzione, voleva cambiare l’Italia in un sistema nuovo, superando la lotta di classe, per voler arrivare al concetto perno dell’ideologia fascista: la Patria (come sopra), una nuova Italia basata sulla meritocrazia, sul rispetto dei superiori, sui valori della famiglia, un’ Italia in cui tutti volevano collaborare per renderla grande, un’Italia nuova; allo stesso tempo è un movimento reazionario perché nacque come reazione al comunismo (probabilmente senza il Fascismo, in Italia sarebbe arrivato il bolscevismo).

Il comunismo è un’ideologia politica basata sull’abolizione della proprietà privata e delle classi sociali. La proprietà privata (terreni, ristoranti, fabbriche) è fonte di guadagno e i soldi sono fonte di corruzione, di potere usato per le prepotenze sociali verso i più deboli, ecc… Non sono dunque i capitalisti ad essere “cattivi d’animo”, ma è il capitalismo e gli effetti sociali che produce che li porta a comportarsi in una certa maniera. Tali persone debbono essere private del loro capitale e debbono essere rieducate. Il capitale deve essere di proprietà dello stato (ovvero della collettività) e la ricchezza da esso prodotte deve essere distribuita dallo stato in proporzione ai meriti, al lavoro e alle necessità dei singoli.
Questa idea non può che essere giusta, ma gli uomini non sono in grado di rinunciare alle loro proprietà, e quindi il comunismo non può fondarsi sulla democrazia, ovvero sull’esercizio del potere per mezzo del consenso, ma deve basarsi sulla dittatura del proletariato (è proletario chi non possiede nulla). Solo così si può costruire un futuro migliore.”

Queste sono orientativamente le idee di base dei fautori del comunismo.

Il comunismo fu teorizato nella metà del 1800 da un tedesco di nome Marx ed applicato nella realtà per la prima volta nel 1917 in Russia. Esso fu applicato nei vari paesi in maniera più o meno rigorosa. Particolarmente rigorosa nel paese d’origine, la Russia, e nei paesi asiatici (Cina, Vietnam,…), meno rigorosa in alcuni paesi europei (Polonia ad esempio) e a Cuba (dove addirittuara è stato sempre concesso di possedere piccole attivittà, come ristoranti, bar, ecc…). Attualmente è applicato in teoria in Cina (che nella realtà è diventato un paese capitalista) ed in pratica a Cuba (oggi in forma ancora più blanda). Essa è sempre fallita poichè si basava sull’assenza di democrazia (quindi sull’oppressione) e proponeva un sistema economico in contrasto con la natura umana, in quando il concetto di proprietà è insito in tutto il regno animale (alcuni animali, ad esempio, segnano il proprio territorio con l’urina) e quindi anche nell’uomo.
In Asia il comunismo si è macchiato di razzismo.

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“Il fascismo si fonda sul corporativismo. La corruzione, le lotte sanguinose, le prepotenze sociali, ecc… sono frutto della lotta di classe, cioè delle lotte che si sviluppano tra le varie classi sociali, per invidia e/o voglia di prevaricazione. Il progresso ed il benessere non possono che essere raggiunte con la pace sociale, che può esistere solo se le classi sociali si alleano tra loro per il bene del paese. Debbono nascere dunque le corporazioni, cioè alleanze tra uomini che fanno lo stesso mestiere. Tuttavia non si può mai immaginare che la corporazione dei proprietari terrieri e quella dei contadini vadano “spontaneamente” d’accordo come anche quella degli industriali con quella degli operai, quindi anche il fascismo non può basarsi sull’esercizio del potere tramite il consenso, bensì sulla dittatura. Lo stato impone la concordia e per far sì che essa duri deve preoccuparsi del bene degli appartenenti alle corporazioni in ogni modo, garantendo loro un’adeguata assistenza sociale (istituzione di enti assistenziali per i lavoratori tutt’ora esistenti come l’INPS, l’INAIL, ecc…; istituzione di enti di sovvenzione all’industria tutt’oggi esistenti come l’IRI; ecc… )e perfino organizzandone gratuitamente gli svaghi (introduzione del “Sabato Fascista”, degli enti nazionali del Dopolavoro come l’Enal, di manifestazioni sportive, culturali, sociali, ecc…). Tutte queste iniziative erano a spese dello stato, che si finanziava tramite un’adeguata tassazione di tipo progressivo (maggiore percentuale di tasse ai più ricchi). E’ vietata la libera iniziativa economica (una persona non può aprire un’attività come un ristorante o una fabbrica senza una speciale autorizzazione dello stato che è difficile avere) poichè la libera iniziativa porta alla concorrenza e alle lotte tra le varie fazioni. Gli industriali pagano più tasse per finanziare le iniziative dello stato e non possono imporre orari di lavoro troppo pesanti, ma godono della pace sociale perchè agli operai è vietato scioperare e sono tutelati dalla nascita di concorrenza nel loro settore poichè è vietata la libera iniziativa economica.”

Queste sono orientativamente le idee di base dei fautori del fascismo.

Il fascismo nasce come reazione al comunismo in Italia, dove prende il potere nel 1922. Il capitalismo in quel periodo non si dimostra abbastanza maturo per offrire un sistema accettabile per la maggior parte della popolazione in alternative al comunismo, che riusciva ad allettare meglio le masse popolari. La rivoluzione russa aveva dimostrato che non era possibile reprimere con il solo uso della forza le ambizioni delle masse popolari ad avere condizioni di vita migliori, ma queste si dimostrarono incapaci di essere propositive e riformiste e si abbandonavano ad un estremismo che minacciava di provocare l’instaurazione di una dittatura comunista. Il fascismo si proponeva come sistema per garantire migliori condizioni di vita smorzando così la protesta sociale per poi reprimere con la forza le fazioni popolari più intransigenti (cioè quelle guidate dai comunisti) nonchè i sostenitori della democrazia. Dittature di tipo fasciste sono nate successivamente in tanti paesi (Spagna, Portogallo, Germania, ecc…). Tuttavia sono tantissimi i regimi che nel corso della Guerra Fredda si dichiaravano fasciste senza essere tali. Erano regimi dittatoriali appoggiati dagli Stati Uniti con l’unico scopo di contrastare il comunismo e di impedire le riforme sociali che avrebbero leso gli interessi delle multinazionali americane. Si trattavano di dittature rette da loschi individui che si proponevano solo l’arricchimento personale. Per capire se un regime dittatoriale è veramente di tipo fascista bisogna tener presente che il fascismo è caratterizzato dai seguenti fattori: profonda avversione per il sistema capitalista, per il comunismo, per i paesi anglosassoni (come Stati Uniti e Gran Bretagna), per Israele; grande simpatia per gli stati islamici (anche se estremisti), per la causa palestinese, esaltazione della propria identità nazionale e per l’assistenza sociale.
Il fascismo è sempre fallito perchè si basava sulla dittatura (quindi sull’oppressione) e la pace sociale era imposta e quindi non sincera, ma in parte solo pace apparente in quanto vi erano molte tensioni sociali latenti. Inoltre la mancanza di libera iniziativa economica impediva il pieno sviluppo del principio della concorrenza e del continuo miglioramento del prodotto, facendo ristagnare l’economia e limitandone lo sviluppo. Di conseguenza tale sistema azzoppava sul nascere le idee innovative invece di favorirle.
Il fascismo in Europa si è gravemente macchiato di razzismo.

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“Il capitalismo è un sistema economico che si basa sul capitale e sulla libera iniziativa economica. Non è una ideologia in quanto è esso stesso la negazione di ogni ideologia, intesa come idea preconcetta. La storia ha dimostrato che il capitalismo è il sistema più opportuno. Esso, infatti, anche se ha dimostrato di avere difetti (sfruttamento degli operai agli inizi del 1900, crisi economica mondiale del 1929, ecc…), ha dimostrato anche di essere molto flessibile e di conciliarsi bene con i molti correttivi di natura sociale ed economica che nel tempo ne hanno notevolmente attenuato i difetti. L’organizzazione sociale si basa sull’idea che tutti gli individui e tutte le classi sociali debbono avere interesse ad accordarsi. Ad esempio gli industriali devono avere interesse a pagare bene gli operai affinchè essi non esercitino il diritto di sciopero (per il quale non possono essere licenziati) bloccando la produzione e creando un danno economico all’imprenditore. Ma anche gli operai hanno interesse a non pretendere troppo poichè le giornate di sciopero sono detratte dallo stipendio (perchè in quei giorni non si lavora e quindi non si viene pagati). Di conseguenza, sia pure con fatica, si giunge sempre ad un accordo, poichè entrambi le fazioni hanno interesse ad accordarsi. E’ chiaro che un simile sistema può reggersi solo se la gestione del potere avviene tramite il consenso, e quindi in maniera democratica (altrimenti, per esempio, come fare le leggi che garantiscono il diritto di sciopero?).”

Queste sono orientativamente le idee di base dei fautori del capitalismo.

Il capitalismo è nato con l’abolizione del sistema feudale, che può datarsi nella rivoluzione francese del 1789 in Europa o nella dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti nel 1776 per quanto riguarda il continente americano. Oggi quasi tutti gli stati del mondo sono ufficialmente capitalisti, ma non vi è vero capitalismo se non vi è vera democrazia (cosa che invece spesso manca). I paesi che sono riusciti ad applicare il capitalismo in piena osmosi con la democrazia con pazienza e perseveranza per molti decenni (come il nostro), introducendo di volta in volta gli opportuni correttivi, sono i più ricchi e progrediti al mondo sotto il punto di vista economico, culturale e sociale.

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Sintetizzando, dal punto di vista economico si ha:

1) Comunismo: Proprietà privata NO, Libera iniziativa economica NO
2) Fascismo: Proprietà privata SI, Libera iniziativa economica NO
3) Capitalismo: Proprietà privata SI, Libera iniziativa economica SI

Dal punto di vista politico, invece, si ha:

1) Comunismo: Democrazia NO (Dittatura del Proletariato)
2) Fascismo: Democrazia NO (Dittatura Corporativa)
3) Capitalismo: Democrazia SI

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5 thoughts on “Il Fascismo è di Sinistra”

  1. Non è detto che la proprietà privata sia democrazia ,è solo un modo per aver le mani libere solo alcuni capitalisti latifondisti per cui hai toppato, ignorantone, hai toppaaaaaaato!!!!!!!

      1. L’utente prrrrrrr non capisce un benemerito cazzo, come la maggior parte dei personaggi che parlano di politica; il fascismo sarebbe dovuto essere la terza via corporativa che nulla c’entra con le “corporations” americane, siamo all’esatto opposto. Quando poi con la RSI nel 1945′ era stata annunciata la socializzazione delle imprese, stranamente i presunti partigiani (tutti ex fascisti poi diventati PCI) andarono a sostenere i capitalisti uccidendo gente onesta come Solaro e non solo, una pagina di storia fatta di assurdi tradimenti e questo purtroppo è scritto, ma ha fatto comodo insabbiare tutto.

  2. Marx non intendeva il comunismo come una dittatura del proletariato, la dittatura doveva essere solo provvisoria per rifondare lo Stato costruito in funzione della borghesia. La rivoluzione comunista ha come scopo quello di cancellare ogni tipo di dominio ogni forma di proprietà privata e disuguaglianza socializzando i mezzi di produzione, per raggiungere un’uguaglianza delle pari opportunità. Il vero comunismo ideato da Marx per ora non è mai stato applicato realmente, i bolscevici sicuramente non sono riusciti ad andare oltre la temporanea dittatura del proletariato. Nell’URSS la p.p. non è mai stata realmente abolita solo centralizzata nelle mani dello stato.

    1. “Marx non intendeva il comunismo come una dittatura del proletariato, la dittatura doveva essere solo provvisoria per rifondare lo Stato costruito in funzione della borghesia. ”

      Il fascismo era la stessa cosa. Anche l’obiettivo del fascismo era un sistema in cui la dittatura doveva solo essere provvisoria per rifondare lo Stato in funzione del popolo, per raggiungere una vera democrazia. Quindi dov’è la differenza?
      Da nessuna parte, com’è spiegato nell’articolo.

      « Il fascismo è un metodo, non un fine; se volete, è “una autocrazia sulla via della democrazia”. »
      – Benito Mussolini.

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