Impariamo dai Latini

I latini avevano capito tutto.

Ho deciso di raccogliere in questo articolo le espressioni latine più interessanti e attuali al giorno d’oggi.

Panem et circenses

Del poeta Giovenale, « …duas tantum res anxius optat panem et circenses » che in italiano al giorno d’oggi sarebbe « …[il popolo] due sole cose ansiosamente desidera pane e i giochi circensi calcio».

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Divide et impera

Del poeta Giovenale, « …duas tantum res anxius optat panem et circenses » che in italiano al giorno d’oggi sarebbe « …[il popolo] due sole cose ansiosamente desidera pane e i giochi circensi calcio».

Contra negantem principia non est disputandum

“Non si deve disputare con chi nega i principì.”, tipo chi parla senza attenersi alle regole della logica. (religiosi & co.)

Credo quia absurdum

io credo perché è assurdo” attribuita a Tertullianoapologeta del II secolo, secondo il quale i dogmi della religione cristiana vanno sostenuti con convinzione tanto maggiore quanto meno sono comprensibili alla ragione. Tale frase è tuttavia stata formulata in maniera diversa dallo stesso Tertulliano in De Carne Christi (5,4). È facile riscontrare in Tertulliano un predecessore di Kierkegaard, che in Timore e tremore (1844) sostenne che la fede fosse un paradosso, uno scandalo. Insomma, la parulaggine totale.

Ai primi cristiani sembrò generoso di credere senza prove. Da arrivo di San Paolo in poi, in fatto di credulità, nacque un’emulazione, una gara stranissima: il merito consistente nel credere senza aver visto, la fede ad ogni costo, la fede gratuita, la fede spinta fino alla follia si esaltata come il primo dono dell’anima. La legge dei dogmi cristiani sarà una progressione che non si fermerà dinanzi a nessuna impossibilità. I dogmi più cari ai fedeli, quelli che saranno adottati con maggior frenesia, saranno i più ripugnanti alla ragione (Formazione delle credenze sulla resurrezione, 20).

 

Excusatio non petita, accusatio manifesta

La sua traduzione letterale è “Scusa non richiesta, accusa manifesta”, forma proverbiale in italiano insieme all’equivalente “Chi si scusa, si accusa”.

Il senso di questa locuzione è: se non hai niente di cui giustificarti, non scusarti. Affannarsi a giustificare il proprio operato senza che sia richiesto può infatti essere considerato un indizio del fatto che si abbia qualcosa da nascondere. Un esempio si può trovare in tante persone pro-euro, come il giornalista de IL Fatto Quotidiano che ha scritto questo articolo. Pur avendo lavorato per il Fondo Internazionale, la BCE e la Goldman Sachs, nella sua biografia specifica “Penso sia superfluo sottolineare che ciò che scrivo rispecchia solo mie opinioni personali e non coinvolge in alcun modo l’istituzione per la quale lavoro”. E chi te l’ha chiesto?

Non auro, sed ferro, recuperanda est Patria

 

Primum vivere, deinde philosophari

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