La Chiesa uccide?

Il quinto comandamento vieta ai cristiani di uccidere. Sembra schietto e diretto, ma vediamo nel dettaglio cosa intende davvero la Chiesa.

«La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l’azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine […]. Nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente» ( Catechismo , 2258).

Belle parole, davvero. Piene d’amore. Ma c’è una parola in più, che con la sua presenza cambia tutto il senso della frase.

il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente.

“Innocente”.
Sembra una cosa da poco, ma questa parola stravolge completamente il senso della frase.
Ora, senza andare a vedere il numero di morti che la Chiesa ha causato nel corso della storia, voglio solo farvi riflettere sul fatto che il Vaticano abbia abolito la pena di morte solo nel 2001.
Vi sembra normale, quando il Quinto comandamento dice espressamente “Non uccidere”?

La parola riappare nell’enciclica Evangelium vitae:

 «con l’autorità che Cristo ha conferito a Pietro e ai suoi successori, in comunione con i Vescovi della Chiesa cattolica, confermo che l’uccisione diretta e volontaria di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Tale dottrina, fondata in quella legge non scritta che ogni uomo, alla luce della ragione, trova nel proprio cuore (cfr. Rm 2, 14-15), è riaffermata dalla sacra Scrittura, trasmessa dalla Tradizione della Chiesa e insegnata dal magistero ordinario e universale»

Perché?
Perché appare nuovamente? Perché è così tanto importante ribadire “innocente”?

Ma soprattutto, se esistono gli “innocenti”, chi sono i “colpevoli”?

«Si rendono colpevoli di scandalo coloro che promuovono leggi o strutture sociali che portano alla degradazione dei costumi e alla corruzione della vita religiosa, o a “condizioni sociali che, volontariamente o no, rendono difficile e praticamente impossibile un comportamento cristiano conforme ai comandamenti (Pio XII, Discorso del 1° giugno 1941)» (Catechismo, 2286).

Quindi i nemici della religione sono i colpevoli? La loro morte può essere giustificata?

Per capire, addentriamoci ancora di più nel significato della parola “scandalo”.

« Lo scandalo è l’atteggiamento o il comportamento che induce altri a compiere il male. Chi scandalizza si fa tentatore del suo prossimo […]. Lo scandalo costituisce una colpa grave se chi lo provoca con azione o omissione induce deliberatamente altri in una grave mancanza» ( Catechismo , 2284).

Secondo la Chiesa “si può causare scandalo mediante commenti ingiusti, promozione di spettacoli, libri e riviste immorali, o seguendo mode contrarie al pudore, ecc.”

«Lo scandalo assume una gravità particolare a motivo dell’autorità di coloro che lo causano o della debolezza di coloro che lo subiscono» ( Catechismo , 2285)

A questo punto è legittimo chiedersi: ma la Chiesa possiede una base concreta per interpretare in questo modo il quinto comandamento, e per legittimare quindi il diritto di uccidere?

Ecco cosa ci dice Gesù stesso:

«chi scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare» ( Mt 18, 6)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...