La Crisi della Democrazia, Commissione Trilaterale

Uno spirito di democrazia troppo diffuso invadente può costituire una minaccia intrinseca e insidiare ogni forma di associazione. (pag 149)

Esistono tra i diversi paesi europei molte differenze e non si dovrebbe parlare troppo frettolosamente di condizioni europee comuni. C’è, ad esempio, un contrasto abbastanza forte tra un paese come la Svezia – che ha sviluppato una notevolissima capacità di affrontare problemi complessi, sollevando il personale ministeriale dal peso delle decisioni amministrative e tecniche ed assegnando considerevoli poteri decisioni alle rafforzate autorità locali – e un paese come l’Italia – dove una burocrazia debolissima ed un sistema politico instabile non riescono a prendere decisioni e a favorire il raggiungimento di alcun tipo di accordo. Però la maggioranza dei paesi europesi sono alquanto più vicini al modello italiano e la Svezia sembra, per il momento, costituire una lampante eccezione. E non pare che si tratti di eccezione dovuta all’ampiezza territoriale o al tipo di problemi, dal momento che piccoli paesi, come il Belgio oppure l’Olanda e la Danimarca, sono anch’essi vittime del sovraccarico e della complessità, dovuti alla rigidità e alla complessità dell’attaccamento ai gruppi e alla frammentazione del sistema politico. (pag 30)

Nell’Europa occidentale predominano due modelli differenti. Il primo, che ha conseguenze peggiori per la governabilità, è il modello burocratico associato a una mancanza di consenso. E’ quello esemplificato specialmente da paesi come Francia e l’Italia, dove una parte molto consistente dell’elettorato continua a votare per partiti estremi, sia di sinistra, sia, in misura minore, di destra, che non accettano i requisiti minimi del sistema democratico. In questi paesi il controllo sociale viene imposto ai cittadini grazie a un apparato statale estremamente isolato dalla popolazione. Le regolamentazioni politico-amministrate agiscono secondo un circolo visioso di fondo: il potere burocratico, separato dalla retorica politica e dalle esigenze dei cittadini, incoraggia in essi l’estraniazione e l’irresponsabilità, le quali formano il contesto indispensabile al progressivo venire meno del consenso. La mancanza del consenso rende a sua volta indispensabile il ricorso al potere burocratico, non potendosi correre il rischio di impegnare cittadini che non accettano le regole minime del gioco. In genere, quando il controllo sociale sia stato tradizionalmente realizzato per mezzo d’una forte pressione burocratica, il consenso democratico non si è sviluppato pienamente e c’è la possibilità endemica di sfaldamenti consensuali. (pag 32)

La situazione è considerevolmente più precaria in Italia e in una certa misura anche in Francia che non in Scandinavia e in Germania, dove la disciplina è stata per lungo tempo interiorizzata. (pag 42)

In uno dei settori chiavi del cambiamento moderno, nelle università, l’abbattimento delle barriere sociali è stato più spettacolare in Francia e in Italia. Nel caso degli anni sessanta, questi due paesi, l’afflusso di studenti è stato più elevato che non in Gran Bretagna e Germania ed ha coinciso con uno sfaldamento del controllo sociale. (pag. 65)

autoritarismo

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4 Comments

  1. Per quello che ho letto,mi sembrano osservazioni di buon senso.Non mi sembra di vedere questa espropriazione della democrazia al popolo sovrano In ogni modo se tu pensi al complotto dei gruppi dominanti e vuoi illuminarmi rimango in attesa di una tua risposta.

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