La Libertà

Cos’è la Libertà?

Questa domanda molto importante ha trovato tantissime risposte da parte dei filosofi, degli studiosi dell’etica, dei politici, e altro. Spesso risposte non concordanti tra loro. La risposta più accertata è:

La Libertà di un’individuo finisce dove inizia quella di un altro.

Questa frase è verissima, la amo e la rispetto, ma non ritengo che risponda realmente alla domanda “Cos’è la Libertà?”

Secondo me la risposta è esatta è:

La Libertà è la capacità di fare quello che uno desidera.

Ecco azioni che sono atti di Libertà:

– Bere un bicchiere d’acqua

– Respirare

– Uccidere qualcuno

– Stuprare qualcuno

– Derubare qualcuno

– Suicidarsi (secondo Seneca uno dei più grandi atti di libertà personale)

Come ben vedete, molti di questi atti non sono accettati come “giusti” socialmente parlando. Ma la Libertà non è un principio sociale, ma individuale.

In una situazione di anarchia, di un individuo che vive in mezzo ad un bosco durante il medioevo, lui è liberissimo di uccidere, stuprare e derubare i viandanti che lo attraversano. Non è giusto. Ma lui è libero di farlo.

Quella è libertà.

La sua totale libertà però non è garanzia di una vita sicura, perché anche lui può venire ucciso in uno scontro, o essere derubato, o morire di malattia, o altro.

Quindi decide di avvicinarsi ad un feudo oltre il bosco, cedere alcune sue libertà, e ottenere la cittadinanza nel feudo.

Questo vuol dire far parte di una società:

Cedere libertà come lo stupro, il furto e l’assassinio del prossimo, in cambio della protezione concessa da una collettività. Avrà un dottore se si ammalerà, avrà delle guardie a proteggerlo da ladri che cercano di entrargli in casa, ecc.

Far parte di uno Stato Nazionale oggi è esattamente come un Feudo allora. E invece del bosco abbiamo le acque internazionali. Ma la zolfa è la stessa.

Acquisire la cittadinanza di uno Stato è come iscriversi ad un’Associazione. Si paga l’iscrizione che sono le tasse, e si ottiene dei benefici dall’essere socio, che sono i servizi. La sede dell’associazione è il Territorio della nazione, sul quale vige la Costituzione/Statuto e i vari regolamenti interni. Una persona è liberissima di non iscriversi a nessuna “associazione” e diventare un apolide e vivere in acque internazionali. In tal caso non dovrà pagare tasse, ma non avrà dottori se si ammalerà, non avrà pompieri se nella sua casa scoppierà un incendio, non avrà militari per difendersi se qualcuno vorrà attaccarlo, ect.

Oppure potrà alloggiare nella sede di qualche “associazione” come clandestino, ma in tal caso non avrà tutti i diritti di chi è associato (e nemmeno tutti i doveri) ma solo quelli cui dispone lo Stato secondo i suoi regolamenti interni (leggi). In Italia questo discorso è complicato, perché per certi aspetti gli immigrati hanno più diritti degli italiani, ma è una situazione unica al mondo.

Ho scritto questo articolo per spiegare le fondamenta a chi crede nella bufala dell’OPPT, una teoria del complotto che sta diventando sempre più famosa sul web, che sostiene che i cittadini sono di proprietà dello Stato. Non è così.

 

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