La Storia della Moneta

Ho deciso di scrivere la storia della moneta per contrastare l’ignoranza dilagante dei complottisti signoraggisti. Ecco le date più importanti:

Antichità

Le origini della moneta si perdono nella notte dei tempi, quasi certamente nella preistoria (Keynes 1930, p. 13). Il suo uso sembra essere nato addirittura prima della scrittura, infatti  i primi esempi di scrittura sembrano essere trascrizioni di debiti monetari.  (Schmandt-Besserat 1989).

L’unica differenza fra la società primitiva e quella moderna è che quelle antiche erano molto più semplici: si affidavano al baratto e alle monete-merci. Le relazioni economiche in una società primordiale sono più trasparenti; agli occhi dell’economista le propensioni innate sono messe a nudo nell’economia alla Robinson Crusoe.

Medioevo

Per la gran parte di tutta la storia dell’Europa l’oggetto monetario emesso dallo Stato fu il bastoncino di legno di nocciolo su cui si intagliavano tacche di contrassegno: “Questo risulta evidente nell’Inghilterra medievale, in cui il normale metodo usato dal governo per pagare un creditore era “alzare una taglia” al dipartimento dei dazi o di qualche altra entrata fiscale, cioè dando al creditore, a titolo di riconoscimento del debito, un bastoncino con un contrassegno.” (Innes 1913, p. 398) Fra gli altri oggetti monetari c’erano tavolette di creta, monete di metallo comune o di cuoio, e certificati cartacei.

Perché la popolazione avrebbe altrimenti accettato bastoncini, creta, metallo comune, cuoio o carta “senza valore”? Il governo obbliga per legge un certo numero di persone a diventare sue debitrici… Questa procedura è detta imposizione di una tassa, e i sudditi/cittadini obbligati a diventare debitori verso il governo devono in teoria cercare di trovare i detentori dei bastoncini contrassegnati o di altri strumenti di riconoscimento di un debito da parte del governo e acquisire da loro questi ultimi vendendo loro merci o fornendo loro servizi, in cambio dei quali essi possono essere indotti a separarsi dai loro titoli di credito. Quando questi ritornano al dipartimento del Tesoro, vengono pagate le tasse. Quanto tutto ciò sia assolutamente vero si può osservare esaminando i conti degli sceriffi nell’antica Inghilterra. Essi raccoglievano le imposte interne e dovevano portarle a Londra, periodicamente. La gran parte di ciò che raccoglievano era sempre costituita da “taglie” del Tesoro e, sebbene, ovviamente, ci fosse spesso una certa quantità di monete metalliche, altrettanto spesso succedeva che tutto l’insieme fosse costituito da sole taglie. (1913 p. 398)

1407 – Viene fondato il Banco di San Giorgio di Genova, che svolge le funzioni di una Banca Centrale, pur essendo molto diversa come struttura, e, per quanto i teorici del complotto sostengano fosse pubblica, i capitali che la componevano erano in larga parte privati e gli azionisti ricevevano una rendita del 7% sui loro depositi. In più a volte la Banca svolgeva vere e proprie funzioni di governo nelle colonie genovesi, come in Corsica e in Crimea, molto più di qualsiasi altra banca centrale.

1668, 17 Settembre – Nasce la prima Banca Centrale, la Sverige Riksbank, la Banca Centrale svedese. Non è infatti, come asseriscono i complottisti signoraggisti la Banca d’Inghilterra, la quale viene fondata nel 27 luglio 1694.

1694, 27 Luglio – Nasce la Banca Centrale d’Inghilterra. Il debito pubblico esisteva già, non è un invenzione per controllarci, semplicemente si chiamava Debito della Corona.

La Banca d’Inghilterra fu costituita come personalità giuridica autonoma in risposta alle esigenze di raccolta immediata di risorse di cui la corona necessitava per finanziare la guerra che Guglielmo III combatteva contro Luigi XIV.

Dopo la crisi che nel 1671 aveva colpito gli orefici (fino a quel momento le casse dello Stato si rivolgevano ad orefici e finanziatori privati), fino ad allora attivi nella raccolta di depositi e nell’emissione di certificati, si erano moltiplicati i progetti di costituzione di una banca di emissione che ristabilisse il credito alla Corona inglese (caduto ai minimi sotto Carlo II) e che riducesse le rigidità della circolazione metallica. La costituzione della Banca d’Inghilterra fu imposta dalle necessità finanziarie della Corona: a quest’ultima, gli azionisti della Banca d’Inghilterra fornirono un credito in contanti di 1,2 milioni di sterline a un tasso dell’8% annuo, ovvero inferiore a quelli allora correnti.

La banca ricevette una serie di privilegi: fu l’unica a responsabilità limitata e l’unica autorizzata a emettere banconote in Inghilterra; essa ottenne, inoltre, la custodia esclusiva dei fondi di cassa del governo, un privilegio connesso alle successive concessioni di credito e alla creazione di un debito pubblico nazionale, quando nel 1696 fu introdotto il buono dello scacchiere e quando tra il 1749 e il 1757 su progetto di Sir Henry Pelham fu collocato un prestito irredimibile del 3%. Pertanto, il primo beneficiario dalla nascita della Banca d’Inghilterra fu in, effetti, la Corona stessa.