La Vera Storia di Cubone

Ho deciso di scrivere questo articolo per narrare la vera storia di uno dei miei pokémon preferiti: Cubone.

Ecco cosa dice il Pokédex su questo pokémon:

Ha perso la madre alla nascita e ora ne indossa il teschio, non mostrando mai il proprio aspetto.
Piange alla luna piena che somiglia molto alla madre. Quando si sente solo lancia urla strazianti.

Secondo una Leggenda Metropolitana diffusa su internet questo piccolo tenero pokémon, che nella versione beta americana doveva chiamarsi Orphon (da Orphan, Orfano), si tratta di un cucciolo di un Kangaskhan morto alla sua nascita.
Trovandosi completamente da solo contro il mondo avrebbe avuto due scelte: imparare a combattere o morire.

Così i Cubone non sono altro che orfani che hanno imparato ad usare i resti del proprio genitore come armi per sopravvivere.
Qui di seguito un immagine che spiegherebbe alla perfezione la sua storia.

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La Leggenda Metropolitana è molto affascinante, però ora sorge qualche domanda.

Ma il Cucciolo di Kangaskhan e Cubone non sono diversi?
Beh, in realtà se osserviamo bene le differenza tra un cucciolo di Kangaskhan e un Cubone sono veramente poche.

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La pelle del Cubone è marroncina a differenza di quella grigiastra del cucciolo, ma consideriamo due cose:
– La solitudine e il dover combattere per vivere con le proprie forze avrebbe potuto rendere la sua pelle più resistente.
– Nelle primi giochi per pokémon, che erano in bianco e nero, i colori non erano stabiliti alla perfezione (Es: Pikachu aveva la pancia bianca ed era mezzo tigrato)
– Anche Kangaskhan è tendente al marrone.

Ma perché Cubone non si sarebbe dovuto evolvere in un Kangaskhan?
Secondo il mio modesto parere, il peso del casco che mai si leva sarebbe un ottimo motivo per giustificare il suo stadio evolutivo differente da quello che si dovrebbe aspettare.
E Marowak? Ecco cosa dice il pokédex:

Marowak si evolve da Cubone facendosi forte e superando il lutto per la perdita della madre. Il suo animo forgiato e temprato non è facile da sconfiggere.

Marowak non è altro che un Cubone cresciuto che ha imparato a combattere da solo ed è diventato tutt’uno in simbiosi con l'”attrezzatura” iniziale, infatti a differenza di quest’ultimo che potrebbe rimuovere il teschio-casco in qualsiasi momento, Marowak è impossibilitato a fare ciò per il motivo che esso si è completamente fossilizzato intorno al suo cranio, privandolo dunque di un ipotetica evoluzione in un Kangaskhan.

Ma questa Leggenda metropolitana ha delle fondamenta reali è completamente inventata?
Qui viene il bello.
Inizialmente tutti credevano che la storia fosse completamente inventata, ma le coincidenze erano troppe, e infatti con lunghe ricerche di numerosi fan al riguardo delle voci uscite dalla Game Freak hanno affermato che:
Inizialmente nelle versioni beta di pokémon rosso e pokémon blu Cubone e Kangaskhan erano realmente “imparentati” attraverso una pre-evoluzione comune: il cucciolo di Kangaskhan.
All’ultimo minuto però furono decisi dei cambiamenti che resero Kangaskhan uno dei pochi pokémon privo di pre-evoluzione eliminando il pokémon prevolutivo e negando dunque la “parentela” con Cubone e Marowak.
Questo venne fatto probabilmente per non creare problemi su come fare evolvere quel piccolo pokémon, o più precisamente, come farlo combattere.
Questa eliminazione di dati però, apparentemente innocua, creò un varco di dati nel gioco che diede vita ad una nuova creatura che avrebbe portato confusione nella testa di tutti i fan come nessun’altro aveva mai fatto prima.
La cancellazione dei dati infatti diede vita ad un nuovo pokémon, il famoso pokémon numero zero: Missigno.

Cosa ne penso io di ciò?
Io credo che infondo ci sia del vero, anche se non sappiamo quanto queste voci siano attendibili, quanto ci sia di vero in tutta questa storia, e se lo sapremo mai un giorno, ma una cosa è certa
Il piccolo tenero Cubone vuole passarci un grande messaggio:

Quando perseguiamo un obiettivo, non dobbiamo arrenderci quando la situazione si fa dura
quando perdiamo qualcuno di molto importante
quando mille avversità ci corrono incontro
o quando rimaniamo soli al mondo.
Non dobbiamo arrenderci mai
perché anche se non riusciremo a raggiungere il nostro obiettivo
saremo andati fino in fondo e potremo dire di aver fallito con onore e gioia.
Non perdete il vostro sorriso, perché solo chi smette di sorridere è veramente perduto.

cubonekanga

Grazie Cubone.

Dedicato ad Hana

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