MMT per Austriaci (Risposta)

(Prima Parte)

Uno dei vermi che campano speculando sulla vita di esseri umani ha trovato l’articolo dove ho smontato le menzogne sulla MMT, la quale potrebbe togliergli il pane. Per questo motivo non si è trattenuto dallo sputare sterco in un commento sul mio blog.

Analizziamolo ma con la giusta cura e con una buona dose carta igienica.

Ho usato colori per facilitare la comprensione, quindi ci saranno pezzi del vecchio articolo dell’austriaco (link), le mie vecchie risposte, lo sterco del nuovo austriaco, e le mie nuove risposte.

 

Trovo comico che si risponda accusando un articolo di essere poco “serio” quando si utilizza una simile tecnica, ancor meno seria, per “debunkerarlo”.
Ma andiamo nel merito, saltando la parte introduttiva (e i ridicoli commenti usati per inframezzare il copincolla) e finendo allo scambio di vedute:

In verità al tizio rode che l’articolo del suo amico sia stato smontato, non il metodo. Non c’è modo migliore che analizzare frase per frase senza decontestualizzarle, cosa che invece gli austriaci piace un botto.

1) “La parte definitoria è un disastro totale. La presunzione di poter costruire una sorta di teoria economica sulla base di identità contabili, in forma di entrate e uscite di bilancio, ignora ovviamente tutta l’azione umana, la teoria degli scambi (in virtù della quale scopriamo come entrambe le controparti guadagnino qualcosa concludendo una transazione volontaria) e inevitabilmente si risolve in una fallacia dietro l’altra.

Cose che la MMT non ignora, ma ok.”

Ah no? E in quale modo la MMT prende in esame le preferenze di acquisto dei consumatori, se è solo lo Stato che monetizza e acquista per drogare l’economia? In quale modo la MMT prende in esame le possibili variazioni di tali preferenze? In quale modo la MMT tiene conto della preferenza temporale?

Iniziamo subito a notare che il tizio non ha capito assolutamente niente della MMT. La MMT è la spiegazione di come funziona esattamente il sistema monetario moderno. La MMT studia la MONETA. Ha il compito di creare occupazione e benessere. Quando le persone hanno un lavoro e un reddito le preferenze di acquisto dipendono da scelte individuali.

 

2) “L’apice delle assurdità è il voler definire la ricchezza finanziaria netta come esclusivo risultato dell’acquisto di un titolo di debito emesso dallo Stato.

Cosa che la MMT non dice, ma ok.”

Ah no? E cosa dice? La MMT dipinge un mondo fantastico in cui uno Stato non è mai solvibile finché è libero di stampare moneta con cui finanziare (tramite immissione diretta o tramite acquisto dei Titoli di Stato che emette non fa ALCUNA differenza, in termini pratici) le proprie spese inutili.

Creare assistenza agli anziani, disabili e ammalati, dare lavori provvisori ai disoccupati, welfare e integrazione, rifare le strade, creare scuole e ospedali, ricostruire edifici distrutti da terremoti e alluvioni, finanziare istruzione e ricerca (vedasi la fuga dei cervelli), incentivare l’innovazione tecnologica e le tecnologie green, nazionalizzare i servizi di pubblica utilità (sanità, acqua, gas, elettricità, telecomunicazioni…), pagare i dipendenti pubblici che forniscono i servizi senza i quali il mondo finirebbe nel caos etc… tutto ciò per VOI austriaci sono spese inutili. Per noi no.

Punti di vista.

 La cosa gravissima è che dimenticandosi di queste sciocchezze chiaramente insignificanti si finisce con l’associare la spesa pubblica solo alla “corruzione”, e la si usa come pretesto per giustificare lo smantellamento dello Stato sociale. Se l’operato dello Stato è inefficiente è innanzitutto perché le sue funzioni non sono finanziate a dovere, affermare invece che vada smantellato a causa dell’inefficienza equivale a dire che se ti ferisci ad una gamba devi tagliarla invece che guarirla.

 

 

3) “In realtà lo Stato quando emette titoli sottrae risorse dal sistema privato, in cambio di una promessa di pagamento, per destinarle ai propri scopi e al contempo pospone nel futuro la tassazione necessaria per coprire le proprie spese correnti.

Innanzitutto non quando emette titoli, ma quando essi vengono comprati, perché possono anche essere emessi e rimanere invenduti, o essere comprati dalla banca centrale se ciò è permesso.”

Si ignora che uno dei fondamenti della MMT è proprio quello della solvibilità perenne dello Stato finché è libero di emettere moneta. Che lo faccia direttamente o che lo faccia acquistando tramite la sua BCE il debito che ESSO STESSO emette non cambia nulla.

Ma chi lo ignora? L’ho scritto io stesso nell’articolo! Posa la bottiglia, amico! Dai!

4) “Comunque il Governo sottrarrebbe risorse finanziarie al settore privato solo se i soldi acquisiti dalla vendita dei titoli non venissero reinvestiti con la spesa pubblica, il che dipende unicamente dalla politica finanziaria: che lo Stato usi i titoli per finanziare i propri deficit (come in eurozona) o che lo faccia attraverso accreditamento di conti correnti al netto è indipendente la decisione di quanto fare di deficit (in eurozona dipende dai limiti del 3% di Maastricht e poi 0,5% del Fiscal Compact).”

Non è vero: il Governo sottrae risorse (perché di RISORSE si parla, non di RISORSE FINANZIARIE) nel momento in cui utilizza il denaro che si è procurato grazie alle stampanti monetarie per acquistare tali RISORSE (ancora, RISORSE GENERICHE, non FINANZIARIE. Anche il lavoro dei dipendenti pubblici è una RISORSA).

Lo Stato paga i propri dipendenti o aziende per fornire dei servizi alla collettività. Ci guadagnano tutti i cittadini che avranno dei servizi, ci guadagnano i dipendenti che hanno avuto uno stipendio, ci guadagna l’intera economia dal momento che il loro reddito verrà speso a sua volta nel resto del mercato. Spiegami in che modo questo rappresenterebbe una SOTTRAZIONE di risorse e non invece un AUMENTO?

 

5) “I titoli di stato sono uno strumento finanziario, questo è un dato di fatto, esattamente come banconote e denaro elettronico, un’emissione di titoli di stato non è differente da un’emissione di banconote o denaro elettronico. Se il governo non fa surplus i soldi con cui i titoli sono stati comprati sul mercato primario rimangono in circolo, e in più ci sono anche i titoli di stato, quindi ciò si traduce in un arricchimento di risorse finanziarie al netto nel settore privato.”

Non è vero: i Titoli di Stato sono uno strumento di finanziamento ben diverso dalle banconote, poiché sottostanno all’acquisto di tali Titoli da parte di terzi. Diventano titoli come tutti gli altri dal momento in cui a uno Stato è permesso di “comprarsi” il suo stesso Debito stampando moneta. Ma a quel punto si potrebbe risparmiare la fatica evitando proprio di emettere Titoli di Stato, non credi? Arrivati a quel punto i TdS diventano unicamente una finzione.
Aumentare i TdS aumenterebbe le risorse finanziarie al netto del settore privato? Certo, dal punto di vista contabile ci sarebbero un po’ più di cifre nei bilanci. Ma QUANTO VARREBBERO, in termini di RISORSE, quei numeri?

Pensi questo perché, ignorante come sei, credi che i titoli di stato servano solo a finanziare lo Stato. In realtà i titoli di stato in regime di tassi di cambio variabili possono tranquillamente non essere usati per finanziare la spesa pubblica, diventando così nient’altro che:

1) un investimento sicuro per i privati
2) un mezzo per controllare i tassi di interesse interbancario (che per la MMT andrebbero tenuti vicino allo 0%)

 

6) “Tra l’altro chi investe in titoli lo fa con soldi che altrimenti molto probabilmente rimarrebbero in risparmi, quindi non circolanti nell’economia reale.”

Sbagliato: se tu vai a mettere i tuoi soldini in Banca la banca utilizza quei soldini per effettuare finanziamenti, con i limiti dettati dalla riserva frazionaria. Solo e unicamente se una persona decide di detenere liquidità pura (aka: i dollari sotto il materasso che può prendere quando vuole) allora tali soldi non circolano nell’economia. Ma di certo nessuno qui è Paperon De Paperoni a cui piace nuotare nelle monete, e questa scelta deriva dalle preferenze temporali e di consumo del consumatore, che la MMT, appunto, ignora. Magari io voglio comprare un’auto, oppure credo che in futuro dovrò far fronte a spese impreviste, e risparmio, e per un qualche motivo non voglio tenere nulla in banca: sto togliendo risorse all’economia? No, sto risparmiando per fare una spesa più consistente in futuro, o per far fronte alle necessità non prevedibili del domani.

E’ vero che i risparmi non escono totalmente dall’economia reale, avrei potuto specificarlo, certo oltre a quello che dici giustamente te, c’è anche una cosa che si chiama speculazione finanziaria.

Infine ha poco senso una predica sull’utilità dei risparmi da chi afferma che lo Stato dovrebbe azzerare non solo il proprio deficit ma persino il proprio debito, torna alle medie a studiare le equivalenze: se azzeri il deficit del settore governativo azzeri il surplus del privato (trascurando la bilancia commerciale con l’estero). 

Dovreste sciacquarvi la bocca con l’acido prima di parlare a sproposito.

 

7) “Qualora semplicemente emettesse moneta per finanziare le spese il risultato non cambierebbe, l’unica differenza è che in questo secondo caso la sottrazione di risorse sarebbe forzata, avverrebbe attraverso le successive variazioni del potere di acquisto del denaro e la tassazione sarebbe immediata.”

Ah no? Ma in termini pratici riesci a spiegare cosa cambia se io Stato emetto moneta per comprare il Bene A o se io Stato emetto un TdS che faccio comprare dalla BC (che sono sempre io) e poi con i soldi che mi sono dato da solo compro il Bene A? E’-la-stessa-identica-cosa, solo con un passaggio in più.

Chiedo scusa ho sbagliato la formattazione, ma quel pezzo è dell’articolo che smonto, non mio… è bello comunque vedere che gli stessi austriaci non concordano fra di loro. Sembra quasi che vogliano polemizzare solo per il gusto di farlo, e non per il bene della verità.

… Sembra?

8) ” Il potere d’acquisto non dipende dall’inflazione, la quale a sua volta non dipende dalle politiche monetarie. Negli anni 70-80 il tasso di inflazione era sui 15-20% e il potere d’acquisto era superiore a oggi che è intorno allo 0% (fonti istat).”

Ah no? Eppure mi pareva che la definizione dell’inflazione fosse proprio “l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta.”
Cosa c’entra che negli anni 70-80 il tasso di inflazione era sul 15-20% e il potere d’acquisto della moneta era superiore ad oggi? Dagli anni ’80 forse abbiamo avuto inflazione pari a 0 o negativa? Non mi sembra proprio, quindi è OVVIO che la moneta, sottoposta a inflazione prolungata (anche se a tassi annui minori) continui a perdere valore.

C’entra che ti ho dimostrato che l’inflazione (aumento dei prezzi) NON è l’unica variabile nella definizione del potere d’acquisto, chiaramente se i salari aumentano in egual misura il potere d’acquisto non viene minato (il tipo di politiche che è stato definito come “scala mobile”). Quello che viene minato invece sono i capitali (quelli grandi in particolare essendo in percentuale) e i tassi di interesse sui titoli (ai quali il tasso di inflazione va sottratto).

Le prime cose che guardi quando investi in titoli di stato sono tasso di inflazione e di cambio, guarda caso gli obbiettivi dell’unione europea sono proprio quelli di mantenere una moneta unica e tassi di inflazione sottozero ad ogni costo, anche quando c’è una crisi deflattiva dovuta al crollo della domanda. I fatti non si possono contestare, l’euro e i suoi trattati sono stati fatti appositamente per l’interesse degli investitori, non dell’economia reale fatta di lavoro e impresa. E l’accanimento di voi austriaci nel voler dipingere l’inflazione come il male assoluto in ogni situazione non fa che tradire la vostra stupidità o la vostra malafede.

Ah già, dimenticavo che l’euro oltre a quanto già detto è l’unica valuta al mondo che sia adottata da degli Stati pur non essendo agganciata ad un governo, la cosa non è familiare a voi austriaci?

Continuate pure candidamente ad affermare che la scuola austriaca sia contro i monopoli, la corruzione, le oligarchie e gli sprechi, mi raccomando!

 

9) “Che l’inflazione di norma non dipende da politiche monetarie ma tutt’al più finanziarie (ovvero non di quanto viene speso ma in che modo) è un’evidenza empirica (andate sul database del fondo monetario internazionale e mettete a confronto i dati sul deficit e sul tasso di inflazione di un qualunque Paese in un qualunque intervallo storico e ditemi quanti casi di corrispondenza fra picchi di deficit e picchi di inflazione troverete. I casi in tutta la storia recente del mondo si potranno contare forse su una mano e sono tutti circoscritti a un intervallo temporale breve, 1-2 anni, in corrispondenza a crisi valutarie, politiche o di altra natura) oltre che di buon senso.”

Dire che le politiche monetarie sono causa di inflazione non vuol dire che sono l’”UNICA CAUSA DI INFLAZIONE”. Anche una carestia, in ambito agricolo, è causa di inflazione: meno beni portano a un maggior prezzo.
Riguardo alla mancata corrispondenza tra picchi di deficit e picchi di inflazione, questo confronto non ha ALCUN senso: se uno Stato fa deficit in maniera naturale, chiedendo soldi a terzi, l’inflazione non ha motivo di aumentare a meno che lo Stato chieda davvero TANTO deficit e con tale deficit aumenti la domanda di beni sul mercato ben più di quanto possa aumentare l’offerta. In questo caso si potrebbe generare inflazione per via dell’aumento dei prezzi dovuti a una maggiore domanda fronteggiata da offerta costante o in grado di crescere in maniera meno che proporzionale. E, a meno che la spesa a deficit non sia continuata, è ovvio che tale risulto permanga solo nel breve periodo.
Peccato che, ancora una volta, la MMT si basa sull’autofinanziamento statale, e ci sono non pochi esempi di criticità dovute a questa pratica che ricadono sull’inflazione.
Il più recente? Lo Zimbawe del 2008, di cui ti invito ad andare a studiare la storia:http://www.tradingeconomics.com/zimbabwe/inflation-cpi

Zio, cosa vuol dire fare deficit chiedendo soldi a terzi? Fare deficit vuol dire avere più uscite che entrate, se il governo ha più uscite che entrate vuol dire che il privato ha più entrate che uscite, quindi una parte di quei soldi devono essere stati creati in più (tralasciando l’estero).

Che lo Stato debba proporzionare i propri deficit anche per controllare la domanda lo abbiamo sempre detto anche noi. Se il deficit a favore dell’economia reale cresce anche la domanda cresce, e se la produzione non aumenta abbastanza per compensare l’aumento di domanda il governo fa sempre in tempo a drenare la liquidità in eccesso con le tasse, per deprimere la domanda e scongiurare l’inflazione. Nulla di più semplice e veloce, non mi pare sia una cosa di cui preoccuparsi.

Se invece lo Stato non fa abbastanza deficit, la domanda potrebbe non crescere abbastanza per muovere l’aumento della produzione, perché dobbiamo ricordare un importante regola del mercato: è la domanda che guida l’offerta e non il contrario. Un produttore non aumenterà di certo la propria produzione senza essere prima sicuro che ci sarà gente a comprare la sua merce. Qua stiamo parlando di economia reale, industrie che chiudono e disoccupazione, che per riprendersi richiede anni, mentre drenare la liquidità in eccesso con le tasse è questione di giorni. Nel primo caso la gente fa la fame, nel secondo si è già raggiunto un alto livello di benessere. Non vedo quale giustificazione razionale ci sia per sostenere le austerità se non quella di voler smantellare piccole/medie imprese e diritti dei lavoratori a favore delle multinazionali e delle privatizzazioni dei servizi.

Voi austriaci dovreste farvi un esame di coscienza.

Poi altra cosa importante, ripeto, anche facesse pareggio di bilancio, nel momento della tassazione lo stato distrugge il denaro così come al momento della spesa lo crea dal nulla, l’equivalenza fra entrate e uscite è puramente arbitraria, non è una legge della fisica. Voi austriaci vi impuntate nel voler definire il vostro modello come “naturale”, dovreste rendervi conto che il sistema monetario è un costrutto artificiale a parlare di “naturale” o “non naturale” relativamente a dei modi di gestirlo è totalmente assurdo e insensato. Anche il vostro modello non è per niente naturale, anzi: il vostro prende la finanza come variabile indipendente e l’economia reale come sua schiava, noi il contrario.

Lo Zimbabwe è strozzinato dal fondo monetario internazionale a causa dei tassi fissi tenuti con il dollaro usa, oltre ad avere un economia reale messa male, in queste condizioni il governo deve competere con i privati per recuperare fondi per ripagare il debito estero invece che favorire gli investimenti. E’ un caso analogo a quello di Weimar e non si può certo paragonare dei casi simili a noi, anche qui si dimostra che quello che conta è l’economia reale, visto che la differenza non sta nelle finanze ma nel livello di industrializzazione. Motivo per cui paesi come Giappone, USA, UK, Australia etc.. continuano a fare deficit rimanendo fra i paesi più industrializzati e produttivi del mondo. Come sarebbe possibile tutto ciò se quanto affermate voi fosse vero?

 

10) “L’inflazione è un fenomeno di mercato che dipende da domanda e offerta, con l’aumento della domanda di una merce i produttori di tale merce tenderanno a rincararla ma allo stesso tempo di norma cercheranno anche di aumentare la produzione e ottimizzare i processi produttivi, facendo quindi aumentare successivamente l’offerta e ridurre i costi di produzione. Merci come automobili, elettrodomestici o personal computer inizialmente erano prodotti di lusso e oggi sono nelle case di chiunque.”

Corretto, ma queste ipotesi valgono in caso di quantità monetaria stabile. Cosa che non mi pare sia uno dei pilastri portanti della MMT, tutt’altro

No, non hai capito. L’inflazione dipende da domanda e produzione, la domanda poi PUO’ dipendere dalle politiche monetarie ma non necessariamente. Un esempio? I vari quantitative easing fatti da BCE e FED recentemente per centinaia di miliardi di euro e dollari. Il tasso di inflazione è aumento in eurozona e USA? A me pare si sia anzi abbassato.

Quindi dire che l’inflazione dipende dalla quantità di denaro in circolo (in parte o in toto) è sbagliato, perché non tiene conto di quello che è il reale meccanismo dietro il fenomeno. Come approssimazione può anche andare bene, ma solo se si tiene conto di come questi soldi vengono investiti (politica finanziaria).

E’ una fallacia analoga a quella del ragionamento per cui si possa arginare l’inflazione alzando i tassi di interesse interbancari, perché si presume che i tassi bassi incentivino la gente a fare prestiti in maniera rilevante, quanto invece un aumento dei tassi di interesse dei titoli di stato significa un aumento di massa monetaria non direttamente in favore dell’economia reale.

11) “L’inflazione diventa problematica quando l’aumento della domanda non può essere bilanciato dall’aumento della produzione, il che può accadere in caso di catastrofi naturali o belliche che si traducono in altissima disoccupazione, distruzione o necessità di riconversione delle industrie (iperinflazione come quella di Weimar)”

Non è vero: l’inflazione (anche di un singolo prodotto) può dipendere da tantissime altre variabili. Poniamo il caso che si scopra un nuovo utilizzo del rame, che ne fa aumentare la domanda. Ecco che abbiamo l’aumento del prezzo del rame. C’è stata una catastrofe naturale o bellica? Non mi pare.
In caso di diminuzione dell’occupazione, poi, con la diminuzione delle risorse a disposizione della popolazione diminuiscono anche gli acquisti, quindi i prezzi tendono a calare, non di certo ad aumentare.
E’ una delle caratteristiche più tipiche dei cicli boom e burst keynesiani.

Leggi cosa scrivo, non ho parlato di aumento di inflazione ma di quando “l’inflazione diventa problematica”.

Voi austriaci presumete che l’inflazione sia dannosa a priori, che vada combattuta sempre e comunque, anche quando c’è depressione della domanda, ignorando totalmente fenomeni come il ciclo di frenkel che dovrebbero farvi capire che anzi alla fine del percorso che state facendo intraprendere agli stati c’è iperinflazione, altro che inflazione a due cifre. Chiaro poi, se i prezzi diminuiscono a causa della disoccupazione/sottoocupazione non c’è alcun problema, anche se di fatto il potere d’acquisto medio si è ridotto e molti non hanno ne lavoro ne risparmi finendo sotto i ponti.

Voi ragionate come ragionano gli speculatori e i rentiers, interessati solo ad arricchirsi più di quanto già non siano, proteggendo i propri risparmi e investimenti dall’inflazione, lontano dal sudore e dall’ingegno di chi porta avanti l’economia reale della quale anche voi vi nutrite.

12) “oppure nel caso in cui la produzione non possa aumentare semplicemente perché ha raggiunto il livello massimo (stagflazione) e, a parte il fatto che sia assurdo preoccuparsi del diventare troppo ricchi soprattutto quando si fa la fame, la stagflazione è risolvibile semplicemente minando la domanda aggregata (il che non è criminale se si è in una fase di alto benessere economico distribuito nelle classi sociali) attraverso l’aumento delle imposte, niente di più facile.”

La stagflazione non è questo, bensì la prova del fatto che la Curva di Phillips è un’idiozia, dato che abbiamo stagflazione quando si hanno contemporaneamente alta inflazione e crescita economica pari a zero.
Questo non significa, però, che l’economia “ha raggiunto il suo livello massimo”, ma che nonostante tutti gli stimoli monetari in atto “l’asino non vuole bere, poiché le condizioni economiche sono talmente disastrate e la fiducia è a livelli talmente bassi che l’intera economia si paralizza.
In che modo, poi, aumentare le imposte per diminuire la domanda aggregata possa risolvere la situazione, quando già tale domanda (da parte dei privati) è bassa visto il PIL reale pari a zero, resta davvero un mistero.

La crescita economica può essere pari a zero anche quando si ha raggiunto il livello massimo di produzione, perché stiamo parlando di variazioni nella quantità di ricchezza, e non di quanta ce n’è già (e a quel punto ce n’è già molta, quindi non ridimensionare contestualmente la gravita di certi problemi equivale a creare superstizioni).

Se c’è inflazione come fa ad esserci domanda bassa? Se l’economia è salda e florida come può esserci mancanza di fiducia (di chi poi? dei mercati?) o pil reale a zero? Agli Stati Uniti il debito è stato declassato dalle agenzie di rating, questo li rende di meno il primo paese industrializzato al mondo?

Quando siete messi alle strette non potete che argomentare tirando in ballo fantasmi e facendo sofismi (fatti anche male).

13) “Qualora semplicemente emettesse moneta per finanziare le spese il risultato non cambierebbe, l’unica differenza è che in questo secondo caso la sottrazione di risorse sarebbe forzata, avverrebbe attraverso le successive variazioni del potere di acquisto del denaro e la tassazione sarebbe immediata.
No amico, non hai capito, le tasse non finanziano lo Stato.”

No amico, sei tu che non hai capito nulla. A parte che le tasse servono proprio a finanziare lo Stato, il che è basilare, l’articolista spiegava ciò che ho detto io sopra: stampare moneta per acquistare beni o emettere titoli per poi comprarseli da soli con nuova moneta e quindi comprare beni è, de facto, la stessa identica cosa, ma con un passaggio in più.
La “tassazione” di cui parla l’articolista, poi, è l’INFLAZIONE che si genera con questa pratica. Poiché, e lo diceva anche Keynes, questo, “l’inflazione è una tassa”, solo una tassa subdola, che “non si vede” immediatamente, ma che colpisce gli utilizzatori finali della moneta a vantaggio degli utilizzatori iniziali di moneta.
Esempio: modello semplificato con 100 unità di moneta, 100 unità di bene e un unico compratore A, che compra le 100 unità di bene con le sue 100 unità di moneta (prezzo 1).
Arriva B, che ha il potere magico di creare altre 100 unità di moneta. Si hanno 200 unità di moneta ma ancora 100 unità di bene. Il prezzo, visto l’aumento della domanda, raddoppia, e B, da zero che aveva, “magicamente” ottiene 50 di unità di bene, mentre A, con le sue 100 monete, compra solo 50.
Questo è, a tutti gli effetti, un trasferimento di potere d’acquisto da A (che non può “creare” moneta) a B (che può crearla), che ha generato un’inflazione di prezzo del 100%.

Guarda che lo Stato quando spende lo fa per creare e mantenere servizi e beni utili alla collettività, non certo per lasciarli inutilizzati. Ma almeno hai presente di cosa stai parlando? Ancora qui ripeto che il potere d’acquisto non dipende solo dall’inflazione, e che l’inflazione non dipende dalle politiche monetarie (già spiegato sopra).

E ancora ripeto che voi austriaci ignorate l’abolizione del gold standard (che nella pratica non veniva già rispettato da prima del ’71 per le esigenze dell’economia moderna), di fatto voi fate fantaeconomia, economia per un mondo che non è quello reale in cui ci troviamo.

14) “Nessun gioco delle tre carte operato tramite identità contabili può alterare queste verità che in ultima analisi devono rispondere al problema dell’incapacità del pianificatore centrale di dare, rispetto alle transazioni private e volontarie, un uso produttivo ed efficiente a tali risorse.

Se è come dici te come hanno fatto gli Stati che hanno attuato politiche keynesiane a sopravvivere fino ad oggi?”

Semplice: una crisi dopo l’altra.

Certo! Guarda l’Australia ad esempio, che fa politiche keynesiane. Guarda quante persone se ne vanno da laggiù per cercare lavoro qui in Italia. Ah no, aspetta… Forse stai dicendo una stronzata. Forse è esattamente il contrario.

Forse ogni volta che c’è stata una crisi nella storia è stato tirato fuori Keynes, per ri-cestinarlo appena l’economia è ripartita.

Forse è il caso che smetti di dire stronzate.

15) “La terza parte, quella propositiva, ci presenta il paradiso terrestre in cui ogni problema di scarsità apparentemente è risolto dallo Stato che stampa denaro.

Il tema della “scarsità delle risorse” è ricorrente negli oppositori a politiche di interesse pubblico. In realtà le risorse non sono scarse, ma mal distribuite. La MMT permetterebbe una distribuzione più equa, e lo sviluppo e l’attuazione di impianti per ottimizzare il tutto. Nelle teorie alternative questo non è proposto, né preso in considerazione. Il Progresso per gli altri è un optional, per la MMT invece è un obiettivo.”

Scusami, ma tu quante ore puoi lavorare? Senza impazzire diciamo un 12 ore al giorno.
Quanti siamo nel mondo? 7 miliardi? Bene, ci sono 72 miliardi di ore lavoro al giorno. Questa è una risorsa, ed è scarsa perché più di così, nel breve periodo, NON PUOI AVERE. Se i processi produttivi richiedessero 100 miliardi di ore lavoro al giorno alcuni di tali processi non potrebbero essere portati a termine, perché c’è SCARSITA’ DI RISORSA LAVORO.
Puoi aumentare questa risorsa? Certo, fornicando e mettendo a mondo un figlio. Ma ci vuole tempo (diciamo 15 anni per non scadere nell’illegale).
Quanto oro c’è al mondo? Quanto silicio? Quanta terra? Quanti semi? TUTTO è scarso, anche la carta e l’inchiostro con cui la MMT vuol stampare moneta.
Tu Stato puoi autofinanziarti quanto vuoi, ma ciò non significa che le altre risorse moltiplicheranno alla stessa velocità con cui tu riesci a stampare moneta (ANZI). Quindi no, la MMT non permetterebbe una distribuzione più equa, ma solo una centralizzazione dei processi decisionali (lo Stato stampa moneta e compra tutto e finanzia tutto a prescindere dalla bontà dei diversi investimenti) e un collasso generico dell’economia derivante dal fatto di aver drogato il mercato di carta straccia.

La MMT non ha mai detto che l’economia reale va automaticamente alla pari passo delle politiche monetarie, ma che le politiche monetarie devono andare pari passo con l’economia reale senza ostacolarla, cosa che invece voi vi ostinate a fare. Mi sento stupido a controbattere certe “argomentazioni”, lo faccio solo per te, spero che i lettori capiscano.

Esiste una cosa che si chiama “innovazione tecnologica” che permette di rendere utilizzabili risorse che prima non lo erano, e una cosa che si chiama “automazione”. Ma capisco che questi siano concetti difficoltosi per gente rimasta a prima della rivoluzione francese.

Inoltre, dire che esiste scarsità di risorsa lavoro, in un Paese con una disoccupazione giovanile al 40% dovrebbe essere da Trattamento Sanitario Obbligatorio.

 

16) “La MMT ci dice che sotto la nuova gestione statalista del denaro tutti avrebbero un lavoro grazie alla Garanzia di Assunzione (Job Guarantee), un programma mirato a mantenere permanentemente il livello di disoccupazione non volontaria pari a zero dal quale emergerà senza dubbio il più grande apparato burocratico mai sperimentato nella storia, tale da fare invidia a quello della vecchia Unione Sovietica.

I lavori garantiti del PLG servono a far ripartire l’economia in recessione, non diventano una cosa perenne.
Ogni lavoratore del PLG riceverà un paga leggermente più bassa che percepirebbe per lo stesso lavoro nel settore privato. Questo significa che, ripartita l’economia, il dipendente pubblico ha tutto l’interesse a rientrare nel settore privato. Se paragoni la MMT al Comunismo è perché non l’hai studiata, perché non ci hai capito niente, o perché semplicemente vuoi diffarmarla.”

Si? E di grazia dove troverebbe posto di lavoro se il settore privato, danneggiato dalle tasse (visibili o non visibili, come l’inflazione) si è contratto?
Qui mi sa che è qualcun altro a non averci capito niente della MMT.
Enjoy.

Non so se tu abbia studiato economia su Topolino, che comunque è più attendibile della Scuola Austriaca, ma ti dico una cosa ovvia per chiunque sappia almeno pronunciare la parola “economia”.

Se crei posti di lavoro, crei redditi. Se crei redditi, crei spesa. Se crei spesa, crei vendite. Se aumentano le vendite, ai privati conviene assumere nuovo personale. E così via.

Hai presente la canzoncina “per fare un tavolo, ci vuole il legno, per fare il legno, ci vuole un albero…” che poi alla fine riparte da capo?

Ecco, sostituisci gli elementi con quelli economici e falla tua. Così magari la prossima volta eviti di sporcarmi il blog di stronzate austriache.

A presto! ❤

 

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