MMT per Austriaci – Seconda Parte

Ancora sulla e contro la MMT 

Già dal titolo si denota onesta assenza di faziosità…

Articolo originale: http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&view=article&id=795:ancora-sulla-e-contro-la-mmt&catid=21:scuola-austriaca-di-economia&Itemid=177

 

Dedico ancora qualche riga veloce alla MMT.

Che culo.

Quella demenziale teoria economica secondo la quale, almeno per la versione italiana di Barnard, solo lo Stato produrrebbe ricchezza.

No infatti, non la creano le persone, cade dal cielo.

Se ti riferisci alla ricchezza FINANZIARIA è così, dal momento che è il settore governativo ad averne il monopolio. Peccato che l’unica ricchezza che non necessita di appellativi sia quella reale, cioè beni e servizi, e strano ma vero, sono creati e forniti dalle persone.

Ma è risaputo che gli austriaci danno più valore al denaro che al pil.

Ora non mi metto neanche a confutare questa tesi…

“Confutare” non è nemmeno una parola sul dizionario austriaco. Richiede argomentazioni, ma è roba da keynesiani. Valli a capire.

…che solo qualche poveretto potrebbe sostenere facendo ricorso a qualche decennio di indottrinamento marxista. Raccomando a costoro di comprare un biglietto di sola andata per la Corea del Nord e andare a sperimentare di persona. Peraltro ricordo che a una conferenza dello stesso Barnard presi parola, mi rivolsi al pubblico e chiesi: “Quanti di voi credono a questa affermazione del signor Barnard?”. Alzarono la mano solo due persone su una quarantina di presenti. Il buon senso di fronte a certe banalità, per fortuna, pare essere ancora di casa anche per l’italiano medio.

Ok. Stavolta ci divertiamo. Iniziamo a trattenere le risate.

Comunque se ci dicessi quando e dove è successo, nonché a quale affermazione di Barnard ti riferisci potremmo discutere di qualcosa di concreto. Ma forse è colpa mia che non conosco morte vita e miracoli di un personaggio tanto famoso e rinominato quale sei tu.

Vorrei discutere brevemente un altro aspetto della Modern Money Theory. Però prima una premessa. Come nel caso della General Theory (of Employment, Interst and Money) di Keynes, l’aggettivo utilizzato dovrebbe suonare alquanto sospetto. Un altro caso di excusatio non petita accusatio manifesta e infatti, tanto per riprendere le parole di Huerta de Soto che ritroverete nel libro A Scuola di Economia: “la Teoria Generale di Keynes non era né teoria né tanto meno era generale. Si trattava di suggerimenti pratici di politica economica basati su una situazione particolare, la depressione degli anni Trenta, con effetti molto dannosi nel lungo termine”.

E’ sempre il momento giusto di farsi un po’ di sana pubblicità. E la scusa “quello che dici non è una teoria” è sempre valida. Molto amata dagli austriaci noto.

Che poi suona come “solo quello che dico io è valido”, e non è nemmeno dogmatico!

E il “excusatio non petita accusatio manifesta” non ho capito cosa c’entra. Forse parlare con frasi latine a caso lo fa sentire intelligente.

Analogamente nel caso della Modern Money Theory, l’aggettivo Modern sta ai due termini che seguono come i cavoli a merenda. Una teoria economica è teoria a prescindere dai tempi. Non può essere né particolare, né generale, né vecchia né moderna.

“Modern” non si riferisce a “Theory”.

Ma a “Money” .

La MMT è la teoria che studia la “moneta moderna”, cioè moneta non convertibile flottante e guidata dalle tasse.

Ok dai, non ridiamo. Restiamo seri e andiamo avanti.

Sono aggettivi che in tali contesti non hanno senso e dovrebbero mettere in allerta chiunque sulla bontà dei temi trattati.

Te lo direi io chi non ha senso in tali contesti…

Ed infatti, alla stessa maniera della “teoria” di Keynes la MMT tratta semplicemente una serie di suggerimenti pratici di politica economica con la vana presunzione di risolvere la crisi attuale, spacciandoli per una teoria “moderna”.

Quando la MMT è stata applicata nella realtà ha risolto crisi, ma è la realtà che è arrogante perché non sta alle teorie austriache!

La teoria monetaria è teoria monetaria oggi come lo era cento anni fa, quando Mises scrisse Teoria della Moneta e dei Mezzi di circolazione. E’ la stessa. Non è cambiato assolutamente niente. In quel trattato vennero poste le basi della teoria monetaria, valida tanto oggi come allora, a prescindere dal fatto che da diverse decadi il denaro sia totalmente fiduciario, forzoso, e di recente oramai in gran parte utilizzato attraverso strumenti informatici. Chi ignora questo continua da anni a costruire impalcature “teoriche” tremendamente sbagliate intorno a quello che è uno degli argomenti principali della scienza economica.

Sì abbiamo capito che non hai capito che “modern” si riferisce a “moneta” e non a “teoria”. Andiamo avanti.

La corruzione dell’istituzione monetaria, che è stata sottratta al mercato, che è stata espropriata ai cittadini, è proprio alla base di questa grande crisi. Solo la teoria Austriaca riconosce questa tremenda corruzione e, non a caso, solamente quegli economisti che in qualche maniera si rifanno alla scuola Austriaca hanno individuato per tempo quei problemi economici che avrebbero portato, come di fatto è successo, a questa grande crisi.

Mi piace come cambia argomento a caso. 

Ma torniamo alla MMT. Mi voglio soffermare solo su un altro dettaglio particolare, e poi mi liminterò a riportere le conclusioni di uno splendido articolo recentemente tradotto da Johnny Cloaca sul suo Freedonia, rimandando allo stesso per la lettura integrale.

Certo, come al solito ci limitiamo a rimandare ad argomentazioni presenti in altri articoli, che a volte nemmeno esistono. Come in questo caso.

Prendo spunto dall’intervista fatta ieri con Leonardo Facco per il giornale online L’indipendenza. Il pareggio di bilancio e il debito pubblico. Ebbene la MMT sostiene che lo Stato deve fare deficit perché così facendo genera ricchezza per il settore privato, mentre il debito pubblico non esiste. Io davvero non so cosa si fumino questi qua della MMT ma deve essere roba di qualità non inferiore a quella che gira negli studi di Report.

Falso, falso, falso.

Nessun mmters ha mai affermato che il debito pubblico non esiste. Il debito pubblico è la somma dei deficit pubblici annui. Il deficit è un flusso, indica cioè la differenza fra uscite e entrate relativo a un dato arco temporale, il debito invece è uno stock e indica cioè la differenza fra entrate e uscite totali in un certo punto del tempo.

E’ chiaro che ogni deficit del settore governativo corrisponde a un identico surplus nel settore privato (settore privato interno + estero), e dal momento che il settore privato interno non può contare solo sull’export per le proprie necessità (sia perché significa partecipare a un gioco disumano di competizione dove piccole/medie imprese vengono fagocitate dalle multinazionali e dove i diritti e i salari dei lavoratori non contano nulla, sia perché sul lungo periodo si traduce in un impoverimento di beni reali) ne consegue che solo il governo può stabilizzare l’economia con la propria politica monetaria, aumentando i deficit a favore di piena occupazione, servizi di pubblica utilità, sanità, welfare e ricerca nei momenti di deflazione in particolar modo, e aumentando le imposte in momenti di stagflazione.

Poi non è detto che lo faccia, ma senza dubbio nessun’altro ente può, e di certo il mercato non tende da solo verso un equilibrio che rispetti le necessità di lavoratori e piccoli/medi imprenditori, giacché è normale e logico che ogni privato faccia il proprio interesse: credere il contrario è come mettere lupi e pecore nella stessa gabbia e sperare che vadano d’accordo.

 

Ma che stupidaggini stiamo dicendo? Lo Stato non dovrebbe né fare deficit né accumulare debito, se non in circostanze del tutto straordinarie, come un terremoto, un’alluvione, un meteorite, qualcosa che giustamente, per cause di forza maggiore del tutto accidentali e imprevedibili, mette nelle condizioni l’amministratore del “bene comune” di prendere a prestito dal futuro per riparare a danni enormi accidentalmente causati dalla natura. E soprattutto dovrebbe ripagare quanto prima il debito, ovvero non appena la popolazione si sia rimessa sulle proprie gambe ricostruendo quanto distrutto.

No, il debito pubblico non va ripagato.

Il debito pubblico non sono soldi presi in prestito che il governo deve ripagare, sono soldi che il governo ha già immesso nel settore privato senza averli poi tolti (con tassazione), ad esempio come stipendio dei vari dipendenti pubblici (medici, insegnanti, forze dell’ordine, politici..), incentivi etc…

Trovami un solo paese che non abbia un debito pubblico in attivo. In ogni caso l’unione europea attuale che si fonda per quanto riguarda l’economia sui principi di Hayek, ha negato uno 0,3% di aumento del deficit necessario per ricostruire l’Aquila dopo il terremoto, quindi sciacquati la bocca con l’acido prima di fare certi discorsi.

Lo Stato avrebbe due compiti semplici semplici, generalmente accettati e condivisi: redistribuire ricchezza dalle classi più benestanti a quelle più indigenti e fornire servizi di primaria necessità o “pubblica” utilità.

Mi piace il suo “avrebbe” al posto di “ha” e il suo “pubblica” utilità tra virgolette. Bello il darwinismo sociale inconscio che viene fuori.

Ebbene, dovrebbe rispettare questo compito coerentemente a un vincolo di bilancio da chiudersi in pareggio ogni anno.

Ricardo capì 200 anni fa che il pareggio di bilancio è micidiale per noi cittadini e aziende, cioè per la società. Gli austriaci ancora non lo capiscono.

Riesco a prendere tanto, e riesco a redistribuire e restituire sotto forma di servizi altrettanto. Non c’è nessuna ragione di fare debito se non nei casi sopra citati. Il debito è trasferimento di ricchezza tra generazioni e la sua natura è del tutto immorale, ingiusta. E’ esproprio forzato alle generazioni future per dare a quelle presenti. La ricchezza rappresentata dal nostro debito se la sono presa le generazioni passate. Non c’è più! Andata. Molti purtroppo se ne renderanno conto solo dopo che avremo fatto la fine della Grecia. E non sarà una bella scoperta!

Ecco finalmente addentrati nel vero pensiero degli austriaci. E’ esattamente per questo pensiero che la scuola austriaca viene considerata da tantissimi economisti più una “scuola religiosa” che una “scuola di economia”. 

Il problema alla base di tutta la scuola austriaca è che non comprendono che la moneta è semplicemente uno strumento di misura, e che serve a calcolare il valore della ricchezza reale. Se aumenta la ricchezza reale devi aumentare anche la ricchezza finanziaria (che è un codice, non esiste realmente). Se invece non permetti aumenti alla ricchezza finanziaria ma la obblighi a rimanere una costante, la ricchezza reale non può aumentare.

Ci sono svariati motivi per cui questo accade, uno ovvio comprensibile a chiunque non sappia nulla di macroeconomia è che se la popolazione è in un aumento (per nascite o immigrazione) se la moneta rimane costante tutti si impoveriranno inevitabilmente.

Lo Stato ha fatto debito dopo la guerra per ricostruire quello che l’imbecillità umana aveva autodistrutto. Poteva anche starci, ma era un debito che andava ripagato nel giro di un paio di decenni al massimo. Di fatto se consideriamo l’inflazione a due cifre degli anni settanta, quel debito per ricostruire il paese dopo lo guerra lo si è ripagato tutto grazie alla svalutazione. E invece, quasi settanta anni dopo la fine della seconda guerra mondiale ci ritroviamo con un debito accumulato tutto in tempo di pace, e senza che sia caduto alcun meteorite sulla terra, che ha raggiunto dimensioni semplicemente spaventose. Due trilioni di euro, senza contare le altre passività per obbligazioni future già promesse non ancora in bilancio. Ma davvero pensiamo di risolvere il problema raccattando qualche miliardino con la lotta all’evasione fiscale? Beata ingenuità!

Questo genio non sa (o finge di non sapere) che il sistema gold standard è stato abolito nel 1971. E comunque se ci si riferisce all’Italia il debito è schizzato dopo il divorzio nel ’81 perché sono stati alzati i tassi di interesse sui titoli. Beata ignoranza!

E ora arrivano questi beoti bambocci della MMT a dirci che il debito non esiste, che il deficit crea ricchezza, e non so più quale altra demenzialità? Così come la moneta deve essere rigida per poter generare i migliori prezzi possibili sul mercato che producano segnali corretti per l’attività imprenditoriale, allo stesso modo l’intervento intertemporale dello Stato sui trasferimenti di ricchezza deve essere zero, zip, nullo. In caso contrario esso genera distorsioni sui prezzi (specialmente nel caso in cui la moneta non sia rigida ma producibile a volontà dalla banca centrale), spiazza gli investimenti privati, crea illusione di benessere, e alimenta conflitti tra generazioni. Ma cosa, credete davvero che la disoccupazione giovanile sia il prodotto dei contratti farlocchi che abbiamo inventato in questo paese? Beata ingenuità.

Cose a caso.

Basta. Non aggiungo altro.

Grazie.

Davvero non è opportuno perdere altro tempo con chi continua a voler stravolgere la scienza economica come se fosse un laboratorio di alchimisti alla ricerca della pietra filosofale che fa esperimenti su cavie umane.

Non puoi neanche lontanamente immaginare quanto siamo d’accordo, amico mio.

Di seguito come anticipato, il riepilogo finale dell’articolo originariamente postato su SeekingAlpha con il titolo The Trouble with Modern Money Theory, e tradotto in italiano dal grande Johnny.

Ti ringrazio, ma dopo aver smontato due articoli austriaci, penso che mi prenderò una bella pausa di qualche mese da voi.

Ci risentiamo volentieri quando abbandonate l’alchimia austriaca per passare alla magia della MMT. 😉

Alla prossima!

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...