Perché tutti i Cristiani dovrebbero diventare Vegani

Articolo tratto dal Washington Post, scritto da Charles C. Camosy, professore associato di teologia ed etica cristiana presso la Fordham University, ed autore di “Al di là delle guerre Aborto: Una via giusta per una nuova generazione.” Articolo tradotto a cura di Lorenzo Letta.

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Franklin Graham, figlio del pastore Billy Graham ed erede del suo Impero Evangelico, è diventato vegano.

Proprio così: il leader evangelico forse più conosciuto in America ha smesso di consumare prodotti di origine animale. Se quest’affermazione vi sembra troppo assurda per poterci credere andate pure a controllare il suo profilo di Facebook.

Cosa ha portato un tale cambiamento nell’uomo che celebrerà la cerimonia religiosa durante l’inaugurazione della Presidenza di Donald Trump? Quasi tutto ciò di cui aveva parlato nel suo annuncio originale, e nei tweet che ne sono seguiti, ha a che fare con la sua salute. E questa è davvero una strategia molto efficace: una dieta basata totalmente sui vegetali è eccezionale come baluardo contro tutto dal cancro alle malattie cardiache. Graham ha anche citato la Bibbia nel suo post su Facebook evidenziando che quando “Daniele è passato ad una dieta completamente vegetale dopo dieci giorni il suo aspetto era migliore di chi non l’aveva ancora fatto.”

Ma la Bibbia contiene addirittura cose più interessanti da dire riguardo i prodotti animali e le nostre abitudini alimentari.

Qualcuno la cui immagine è apparsa su uno spot della Peta, Papa Benedetto XVI, ha citato le Sacre Scritture dicendo ad un giornalista nel 2002 che “degredare delle creature viventi ad una comodità mi sembra in contraddizione con la relazione di mutualità che si trova nella Bibbia.”

La “mutualità” a cui Papa Benedetto XVI si riferisce si trova nei primi libri della Bibbia. Dico spesso ai miei studenti di Teologia che Genesi I e II sono fra i migliori testi a favore degli animali che potremmo mai immaginare esistano sulla faccia della Terra. Animali non umani e umani sono stati creati nello stesso giorno della creazione. Entrambi condividono il respiro della vita. Dio comanda agli esseri umani di mangiare le piante e gli animali sono dati ad Adamo non per ucciderli e mangiarli, ma “perchè non è buono che l’uomo sia da solo.” Il fatto che Eva risulti poi il partner adatto non cambia il fatto che Dio abbia dato ad Adamo gli animali perché fossero suoi compagni.

E’ vero che nella narrazione biblica Dio da a Noè ed ai suoi discendenti (limitato) permesso di mangiare carne, e tuttavia è da notare che questo accada DOPO che il peccato sia entrato nell’ordine della Creazione. Ciò nonostante la norma del Regno di Dio (che è il mondo che Dio ha inteso per la Sua creazione) rimane una norma di nonviolenza, tra umani e umani, certamente, ma anche con tutto il Creato. Nessuno farà del male o distruggerà sulla Sacra montagna di Dio, ha predetto il Profeta Isaia, e questo significa che gli agnelli giaceranno con i leoni e che i bambini cammineranno al fianco dei serpenti velenosi. Ed è questo ordine della Creazione che i Cristiani dovrebbero sempre cercare di emulare.

Per la maggior parte della storia cristiana, il nuovo Paradiso e la nuova Terra tanto discussi nel nuovo Testamento sono fatti per includere animali non umani. Papa Francesco ha detto – sia nei documenti papali ufficiali che non – che la vita dopo la morte sarà anche delle creature nostre simili. Nella sua Enciclica “Laudato Si”, Francesco insiste che “la vita Eterna sarà un’esperienza condivisa di stupore, in cui ogni creatura, splendentemente trasfigurata, prenderà il giusto spazio e avrà qualcosa da dare a quei poveri uomini e donne che saranno liberati una volta per tutte.”

E’ interessante come le Liturgie Divine Tradizionali della Chiesa Ortodossa dell’est – provando nel modo migliore che riuscivano a testimoniare il Regno di Dio – abbiano rifiutato di usare prodotti animali nei santuari, a parte lana e cera d’api.

Le implicazioni della teoria Teologica che gli animali non umani appartengano a Dio, e non agli umani, era molto più chiara ai primi cristiani che a noi oggi. Ciò nonostante gli animali che oggi mangiamo sono generalmente ritenuti solo come l’ennesimo cosa da essere prodotta, comprata, e consumata. I proprietari dei mostruosi allevamenti pensano solo a massimizzare “le unità di proteine per mq” (e, per estensione, profitti per gli azionisti) con prevedibili orribili risultati per le creature di Dio indifese.

Ma molti diversi tipi di cristiani stanno iniziando a recuperare una visione più conservatrice degli animali non umani – una che onora la Bibbia e il Cristianesimo Tradizionale al di sopra della nostra attuale pratica di sacrificare miliardi di animali nel nome del consumismo.

L’ufficio per l’estensione della Fede della Humane Society degli Stati Uniti d’America, per esempio, è riuscito a raccogliere le firme dei grandi nomi della Chiesa Evangelica per la petizione “Every Living Thing”. Il presidente della Commissione per l’Etica e la Libertà Religiosa, Russel Moore, ha firmato la petizione e ha sottolineato, “…noi, come Cristiani, dovremmo essere i principali, fra tutte le persone, oppositori alla crudeltà e al maltrattamento degli animali… noi dovremmo essere le persone, dato che siamo formati e plasmati dalla Bibbia, che risveglino le coscienze di coloro che sono intorno a noi ad avere cura del trattamento responsabile degli animali.”

Quella petizione si è trasformata nel progetto di un libro a cui io ho contribuito scrivendo una delle due introduzioni; l’altra è stata scritta da Karen Swallow Prior, un’evangelista e professoressa della Liberty University. Fedele sostenitrice e attivista Pro Life, ha anche fatto più di chiunque altro nel dimostrare come gli Evangelici all’inizio del XIX secolo in Inghilterra (come William Wilberforce e Hannah More) fossero fra i primi avvocati per la tutela degli animali.

Franklin Graham sta direzionando la sua vita su questa visione Tradizionale del Cristianesimo sulla tutela degli animali? Rifiutarsi di mangiarli per ragioni salutistiche è un buon inizio, ma un suo recente tweet ci fa pensare che ci sia molto di più di questo. Nel tweet figura la foto di una testa di maiale e della sua carcassa consumata con la didascalia “riuscite a credere che io ero abituato a mangiarlo?”

Sì, io ci riesco.
Ma capisco il crescente numero di Cristiani che si rifiutano di farlo ancora.

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