Persecuzioni dei Cristiani?

Basta con questa buffonata che MIGLIAIA di cristiani innocenti furono trucidati, e dati in pasto ai leoni senza pietà.

Fu il cristianesimo, una volta diventato religione di stato, a perseguitare SISTEMATICAMENTE eretici, pagani, atei, ecc..  Scuole secolari chiuse, biblioteche e templi distrutti o trasformati barbaramente in chiese, tradizioni secolari come i giochi olimpici aboliti, promulgazioni di leggi che condannavano con la morte gli atti omosessuali di qualsiasi tipo trasformando un orientamento sessuale tollerato in un REATO, e questi sono fatti ben documentati storicamente, anche se solo accennati, in genere, nei nostri testi scolastici.

Durante le persecuzioni, in casi eccezionali, servirono come luoghi di rifugio momentaneo per la celebrazione dell’Eucarestia. Non furono usate come nascondigli segreti dei cristiani; questa è pura leggenda, una finzione proposta da romanzi e film. Insomma poteva essere buono solo per qualche ladro di galline, non per un intera setta oggetto di persecuzione.

Nessuno sembra voler ricordare o pensare che la conversione al cristianesimo dell’Europa non è stata una scelta volontaria.
Fu applicata la pena di morte per i non convertiti: da Carlo Magno a Olaf Tryggvason, la scelta era tra rinnegare l’antica fede o vedere uccidere la propria famiglia. Ancora nel XVIII secolo ci furono roghi degli sciamani lapponi in Finlandia.
Altro che i mille film sui martiri cristiani, bisognerebbe parlare del genocidio sommerso della religione europea.

Le religioni etniche sono le colonne portanti delle culture etniche di tutti i popoli, che il Cristianesimo e le forze globalizzanti cercano di DISTRUGGERE e CANCELLARE. Le religioni etniche ci ricordano chi siamo.

Le persecuzioni? Spesso un FALSO STORICO

(“L’invenzione del cristianesimo” 147)

Neppure la persecuzione di Diocleziano fu grande come attesta la Chiesa. Ci furono dei confessori che vennero banditi o condannati ai lavori forzati nelle miniere, ma le esecuzioni capitali furono pochissime, e invece tante le abiure, come quella dello stesso papa Marcellino. La Chiesa incitava al martirio affermando che esso equivaleva ad un secondo battesimo che purificava da ogni peccato e consentiva ai martiri di salire dritti al cielo. Un promessa analoga fu fatta, in seguito, anche per i crociati che morivano in battaglia.

Gli episodi persecutori veri e propri furono quindi limitati e mai giustificarono l’ipotesi di un olocausto. Come si spiegherebbe, altrimenti, il fatto che il cristianesimo precostantiniano abbia potuto espandersi in tutte le contrade dell’Impero e consentire il proliferare di comunità di fedeli, della loro gerarchia di diaconi, presbiteri e vescovi e una produzione vastissima di testi teologici e storici da parte di uomini di cultura, come Clemente, Ireneo, Teodoreto, Tertulliano ed Eusebio?

La Chiesa – come abbiamo accennato più volte in precedenza – fin dalle sue origini ha distrutto tutte le opere contrarie alla sua ideologia e ai suoi interessi politici. Così, riguardo alle persecuzioni, ci mancano quasi completamente i testi degli editti anticristiani imperiali. Infatti, la loro raccolta, compilata dal giureconsulto Domizio Ulpiano, è stata fatta sparire dalla Chiesa postcostantiniana in quanto contraddiceva i molti falsi storici, costruiti intorno alle persecuzioni, a cominciare da quelli tramandatici da Eusebio nella sua Storia ecclesiastica, spesso privi di riscontri.

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