Pietro Leopoldo di Toscana

Uno dei miei politici storici da cui traggo ispirazione è Peter Leopold Joseph Anton Joachim Pius Gotthard von Habsburg-Lothringen, per gli amici Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, Granduca di Toscana (1765-1790), Imperatore del Sacro Romano Impero e Re d’Italia, Boemia e Ungheria (1790-1792).
Con il 30 novembre la Toscana celebra la sua festa. Una data significativa, perché va a salutare una grande conquista di diritti civili che reca questa data, solo spostata al 1786.
In quel giorno Pietro Leopoldo, primo sovrano al mondo a farlo abolì la pena di morte. Fu una delle tante, grandi, riforme che coluì che, dopo 25 anni da sovrano illuminato nella nostra terra, diventò Leopoldo II Imperatore d’Austria.
Secondo figlio maschio di Francesco Stefano di Lorena (imperatore Francesco I) e di Maria Teresa d’Asburgo, la grande imperatrice emblema dei sovrani illuminati, il 18 agosto del 1765 alla morte del padre divenne granduca di Toscana, mentre la corona imperiale passò al fratello maggiore Giuseppe II.
In tale veste, Pietro Leopoldo fece diventare uno stato satellite dell’Impero Asburgico una nazione di riferimento. Non solo a livello di diritti, ma nel miglioramento della vita di questa terra. Non è un caso che sotto di lui iniziarono le opere di bonifica della Maremma e della Val di Chiana. Un impatto forte, quello di Pietro Leopoldo, su quella che sarebbe poi divenuta la Provincia di Grosseto che assunse questo rango staccandola da quella senese, nel 1780 proprio sotto il suo regno. Fu proprio Pietro Leopoldo ad avere il maggior impatto sulla nostra terra, più di ogni altro sovrano, anche del nipote Leopoldo II che proseguirà con le bonifiche da lui iniziate e chi si guadagnerà il monumento in piazza Dante.
Pietro Leopoldo era solito girare la sua Toscana ed appuntare in un diario – poi dato alle stampe- quello che vedeva. Usava annotare le sue considerazioni di ogni borgo della nostra regione, con problematiche incontrate e quelle da risolvere con urgenza. Una capacità di governo che pochi altri mostrarono e che fece diventare la Toscana uno stato moderno, forse il più evoluto dell’epoca. Tanto che ne alzò in maniera determinante il tenore di vita.
Non è un caso che la Leopoldina, il codice penale del Granducato da lui voluto, è tuttora un modello che viene preso in considerazione da illustri studiosi. In quegli anni sostituì la pena di morte (tuttavia ripristinata nel 1790 solo per i cosiddetti crimini eccezionali) con i lavori forzati in Maremma. Una pena che – attuando il concetto di Cesare Beccaria- spaventava molto di più della ghigliottina.
Sempre secondo Beccaria la condanna verso la pena di morte, pur nella sua portata storicamente innovativa, non era espressa in termini assoluti:
« La morte di un cittadino non può credersi necessaria, che per due motivi. Il primo, quando anche privo di libertà egli abbia ancora tali relazioni e tal potenza, che interessi la sicurezza della nazione; quando la sua esistenza possa produrre una rivoluzione pericolosa nella forma di governo stabilita. La morte di un cittadino divien dunque necessaria quando la nazione ricupera o perde la sua libertà, o nel tempo dell’anarchia, quando i disordini stessi tengon luogo di leggi. »
 Io, in quanto illuminista e grande estimatore sia di Leopolodo sia di Beccaria, non posso che condividere logicamente e razionalmente tale pensiero. Per soggetti come Boss e Padrini mafiosi, che può avendoli messi in gatta buia continuerebbero a comandare e a danneggiare il prossimo come se nulla fosse, la soluzione potrebbe essere solo una.

 

Fu un “sovrano illuminato”, al passo con i tempi e con le nuove correnti di pensiero, anche se incline a una politica pragmatica piuttosto che mossa da motivazioni teoriche. Nato a Vienna (5 maggio 1747) a differenza di suo padre Francesco Stefano, suo predecessore sul trono toscano, Pietro Leopoldo volle trasferirsi a Firenze, dove avviò un programma di riforme molto articolato e di ampio respiro, in campo economico, giudiziario e civile. Avvalendosi della collaborazione di importanti funzionari come Giulio Rucellai, Pompeo Neri, Francesco Maria Gianni, Angelo Tavanti, Pietro Leopoldo non solo di risanò il dissesto finanziario provocato dagli ultimi Medici, ma anche trasformò profondamente lo stato toscano dandogli un’impronta di modernità ed efficienza, che lo resero un modello di riformismo illuminato in tutta Europa.
Riformò le amministrazioni locali e il sistema tributario, eliminando privilegi e rendendo pubblico il bilancio dello Stato. Promosse una politica liberista, chiudendo le corporazioni di origine medievale e abolendo le leggi sulle manomorte e i fidecommessi. Dette così forte impulso all’economia, all’agricoltura, al commercio e all’industria. Avviò la bonifica di grandi aree della Maremma e della Val di Chiana. Fece costruire un moderno sistema di comunicazioni stradali e svariate opere pubbliche, ampliò e riorganizzò i servizi.
Ordinò la soppressione dei conventi, degli ordini e degli enti religiosi, riducendone notevolmente il numero e alienando loro beni mobili e immobili. Il patrimonio edilizio così acquisito permise la creazione di nuovi ospedali, ospizi, scuole, istituti, università. Promosse la cultura e gli studi, fondando e sviluppando accademie, musei, biblioteche. Nel 1784 istituì l’Accademia di Belle Arti che poneva fine al sistema delle botteghe artistiche di origine medievale.
Il cambiamento più importante introdotto da Pietro Leopoldo fu in campo legislativo con la Riforma criminale toscana Leopoldina, il nuovo codice penale del 1786 che prevedeva l’abolizione del reato di lesa maestà, la confisca dei beni, l’interrogatorio per tortura e soprattutto la pena di morte. Così la Toscana fu il primo stato in Europa a seguire e attuare i principi teorizzato da Cesare Beccaria ne Dei delitti e delle pene. Inoltre fece introdurre il principio di uguaglianza di tutti i figli nella successione ereditaria paterna.
Prossimo alle idee gianseniste professate dal vescovo di Pistoia, Scipione de’ Ricci, appoggiò la convocazione di un sinodo a Pistoia nel 1786, per riorganizzare gli apparati, la liturgia e la disciplina ecclesiastici in un tentativo di riforma che però risultò vano per la forte opposizione di papa Pio V. Riuscì però ad abolire l’Inquisizione e allontanò i gesuiti.
Pietro Leopoldo affidò a Pompeo Neri, presidente del Consiglio di Stato, l’incarico di raccogliere, definire e ordinare le leggi in vigore nel Granducato di Toscana in un nuovo codice, che però non vide mai la luce per la morte del Neri e la partenza di Pietro Leopoldo per Vienna.
Infatti, nel 1790 alla morte del fratello Giuseppe II, Pietro Leopoldo lasciò Firenze per ricevere la corona imperiale col nome di Leopoldo II. Gli successe sul trono granducale di Toscana il figlio secondogenito Ferdinando III.

Come imperatore, Leopoldo II attuò una politica tendente alla pacificazione generale dell’Impero con l’apertura al dialogo, compromessi e concessioni mirate. Placò insurrezioni da parte di ungheresi, boemi, fiamminghi. Ben più arduo fu fronteggiare l’avanzata della Rivoluzione francese e le sue conseguenze in Europa. Dopo gli inutili tentativi diplomatici per evitare l’uccisione di re Luigi XVI e della regina Maria Antonietta, sua sorella (1793), l’imperatore invitò gli altri monarchi di Europa a prendere provvedimenti affinché la rivoluzione non si propagasse fuori dai confini francesi, a costo anche di entrare in guerra. Nel frattempo però dovette trovare un accordo con Inghilterra, Paesi Bassi e Prussia per frenare gli ambiziosi progetti di annessione e di conquista di Caterina II zarina di Russia.
Il 15 novembre del 1790 fu incoronato re d’Ungheria a Presburgo. Il 6 settembre del 1791 venne investito del titolo di re di Boemia a Praga.
Morì il 1° marzo del 1792 a Vienna, dopo una breve malattia mai diagnosticata. Gli successe il figlio Francesco Giuseppe col nome di Francesco II.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...