Quando la satira diventa strumento di potere

firstworldproblemsgirl

 

La satira da sempre è stata uno strumento del popolo per denunciare le malefatte delle élite, nascondendole sotto battute e scherzetti.

Purtroppo però, come in molti altri casi, un’arma può essere usata in due direzioni. Come una lama a doppiotaglio.

Ridicolizzare un soggetto pericoloso per le élite è allo stesso tempo un modo per mantenere lo status quo. Fare satira su un personaggio privo di alcun potere politico (o simile) smette di essere satira, e diventa mera banalizzazione di un civile. Mera banalizzazione di un personaggio scomodo a chi, invece, il potere politico lo detiene davvero.

Un triste esempio è l’imitazione di Paolo Barnard al programma radiofonico di serie B “La Zanzara”, diretto da Giuseppe Cruciani e David Parenzo.

A voi il divertentissimo sketch:

Qui non sto a fare critiche sulla qualità dell’imitazione di Andro Merkù, che avrei in quanto cresciuto fin da bambino in ambito teatrale, ma evito totalmente. L’imitazione può piacere o no, dipende molto dai gusti alla fine.

Qui critico quello che c’è dietro.

Due radiofonisti che affermano che abolire i titoli di stato sia una cosa assurda. Cioè, fatemi capire. Due che lavorano alla radio pretendono di capirci di più di economia di gente che la studia e ci lavora?

Questi pretendono di conoscere questi argomenti meglio di Mosler, Keynes, e premi Nobel. Fino a che livello può raggiungere l’arroganza?

Cruciani, lavori alla radio, è praticamente il lavoro PIU’ FACILE al MONDO, potrebbe farlo anche un babbuino storpio cieco e senza mani, e te mi vieni a criticare su temi economici uno che nella finanza ci ha lavorato più di 40 anni? Tu mi critichi Mosler?

Quanto sei saccente? Quanto?

 

Non parliamo di Parenzo che all’inizio ride solo per il termine “Barnard”, che ripete ridendo. Cioè, questo è pagato per avere l’umorismo di un bambino di 6 anni a cui dici “cacca” e lui ride.

Divertentissimo.

Parenzo, che nella puntata della Zanzara del 12.11.2012 giustifica il “successo” di Barnard esclusivamente per aver dato del criminale a Monti.

Crusciani: Hai sentito l’applauso?
Parenzo: Va beh ma sai, quando parli male di Monti, il pubblico, per forza, purtroppo è così.

…………………….. purtroppo?

Bene, almeno sappiamo da che parte sta questa gente.

 

Poi Cruciani meraviglioso, afferma che Renzi è stato votato dagli italiani, che invece è stato votato dalla maggioranza Pd, e poi scelto da Napolitano di sua spontanea volontà. Ok.

Non so in quale Italia lui viva sinceramente.

Immaginate durante il nazismo tedesco, che un giornalista si oppone a quello che accade nei lager, e alla radio lo deridono.

E’ esattamente questa la situazione. Il lager si chiama Europa.

Gandhi diceva:

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci.

Adesso abbiamo la certezza di essere entrati nella seconda fase.

 

PS: Nell’articolo ho scritto che La Zanzara è un programma di serie B. Vedendo dopo la sua pagina facebook che ha solo 185 “mi piace” (meno della metà del sottoscritto, e io sono un Signor Nessuno) (forse i “mi piace” sono quelli di chi lavora al Programma) mi sa che avrei dovuto scrivere “di serie Z”.

Ditemi se questo non è il classico programma che rimane in piedi grazie al sostentamento statale, come molti quotidiani. Almeno loro però hanno l’accortezza di comprarsi i “mi piace” su Facebook, come giustamente ha fatto Cruciani nella sua pagina fan, con 10.000 fan, e zero post e commenti (anzi, centinaia di commenti, di offesa) e dove molto umilmente scrive  “GIUSEPPE CRUCIANI (Roma, 1966) conduce la seguitissima trasmissione di commento sui fatti del giorno La Zanzara, su Radio 24.”

Che tenero.

“Seguitissima”. ❤

 

firstworldproblemsgirl

 

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