Regola della Malattia

La Regola della Malattia è uno schema che ho creato per specificare un concetto molto facilmente. In sintesi dice questo:
<< Tutto ciò che è proibito nelle religioni antiche è perché non sano per la gente dell’epoca. >>
Nell’antichità non esisteva la medicina moderna, quindi quando una persona si ammalava la causa era sempre attribuita ad una sorta di energia magica, o intervento divino, o demoniaco, o simili.
Tutti i vari comandamenti e ordini che possiamo trovare nei testi antichi hanno delle valenze, non solo sul piano politico e sociale (servivano ovvero a dare delle leggi contro l’anarchia per stabilire una giustizia) ma anche sul piano medico (ovvero dovevano allontanare dalle persone tutte le varie attività che avrebbero potuto arrecargli danno.)

In sintesi:
– I mussulmani non mangiano carne di maiale perché al tempo di Maometto i maiali erano tutti malati, e chi mangiava le loro carni spesso e volentieri moriva a causa di tenia. Maometto per evitare che ci fossero nuovi morti ha detto che, in realtà, era Dio che non voleva che gli uomini mangiassero carne di maiale, perché è un animale impuro, e chi lo avrebbe fatto avrebbe ricevuto una qualche maledizione divina.

– Gli indù non mangiano carne di mucca per lo stesso motivo.

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– Gli ebrei non mangiano crostacei e gamberi per lo stesso motivo.

– La sodomia è molto probabilmente vietata perché il sesso anale, sia che il passivo sia uomo o donna, è a forte rischio di malattie veneree, soprattutto nell’antichità dove l’igiene personale non era assolutamente ai livelli moderni.

– I musulmani considerano il cane un animale impuro perché periodo preislamico vi erano popoli conviti che la saliva del cane fosse un disinfettante e quindi la utilizzavano sulle ferite, quindi non essendo ancora esperti di malattie di cani molti di loro morivano di tubercolosi e di tutte le malattie trasmissibili dal cane all’ uomo. Ricordo anche che i cani all’ epoca non erano vaccinati e si nutrivano soprattutto di carogne.

Quindi il cane è considerato impuro per la sua saliva.
Nella scuola Malikita, ad esempio il cane non è ritenuto impuro, ma bisogna avere igiene per tutti gli utensili con cui esso viene a contatto,lavandoli e disinfettandoli.
Le religioni hanno cercato, giustamente, di dare norme sull’igiene, visto che nell’antichità era molto scarso. Queste norme sono state sacralizzate e poi divinizzate, diventando dogma indiscutibile. Questo è il risultato della presa del fanatismo, potremmo anche chiamarlo scientismo religioso, sulla ragione e razionalità.

Alcuni animali invece hanno ottenuto un percorso contrario, come il gatto.

Il gatto nell’ islam è ritenuto un animale puro. Era il preferito del Profeta (pbsl) tanto è vero che una gattina dormiva spesso nella manica del suo vestito. Il profeta, una sera per non disturbarla dal sonno strappò la manica del vestito.Vi è un detto infatti che narra che un gatto salvò il Profeta dal morso di un serpente, e quindi da allora il profeta amò immensamente i gatti, l’amico a 4 zampe gli aveva salvato la vita, in Turchia vi è un detto:

“Se hai ucciso un gatto, devi costruire una moschea per essere perdonato da Dio.”

In più Abu Hurayra fu denominato dal profeta Abu hirr ossia il compagno della gattina poichè vi è narrato che il compagno del profeta avesse tantissimi gatti!

Gli unici animali temuti nell’ ISLAM sono quelli neri, soprattutto i cani neri poiché si tramanda che in essi si nascondono i jinn (demoni); ma questo è normale fanatismo dovuto a ignoranza, superstizione e paura.

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