Santi Cattolici, Santi del Diavolo

Sono molti ad oggi i Santi della Chiesa Cattolica.

Cos’è un Santo?

Per la Chiesa, un Santo è uomo scelto da Dio che compie miracoli.

Per Gesù e i Cristiani, un Santo è qualsiasi uomo di buona volontà.

Anche se la preogativa inventata dalla Chiesa sembra molto più restrittiva, esistono tantissimi Santi che non hanno mai fatto miracoli, ma che hanno ottenuto il titolo lo stesso, per questioni politiche.

Dei 266 Papi eletti fino ad oggi ne sono stati santificati 85, quasi tutti nominati santi ad honorem, senza alcun processo specifico, di cui molti si sono resi autori di ignominiose nefandezze. Vediamo alcuni esempi:

 

Anastasio I 

Durante il sacerdozio da una relazione ebbe un figlio che divenne suo successore.

Innocenzio I 

– Durante il suo breve pontificato visse nel lusso sfrenato, circondato da numerose schiave.
– Riempì di onifiricenze ecclesiastiche suo figlio per farlo divenire suo successore.

Innocenzo I

Visse il Sacco di Roma da parte dei Visigoti, che distrussero le chiese e violentarono le donne cristiane. Mentre accadeva tutto ciò, invece di adoperarsi al proteggere il popolo cristiano, codardamente si rifugiò a Ravenna presso la corte corrotta dell’Imperatore Onorio trascorrendo il tempo di ragazze adolescenti e rientrando a Roma solo quando l’ordine fu ripristinato.

Sisto III 

Famoso per la sua ossessione per le adolescenti, tanto che una mattina, attratto da due giovanissime novìzie, chiese loro di assìsterlo nella celebrazione della “Santa Messa”, ma mentre si stavano preparando ne afferrò una con violenza stuprandola.

Leone I

Promosse la prima sanguinosa lotta “pro fìde àgere” (“agire per la fede”) contro i non cristiani giustificando per loro la pena di morte poiché non erano degni di “continuare a vivere” e la loro eresìa “deve essere estirpata dal corpo della chiesa”. Dichiarò di essere il “lungo braccio di Dio”.

Felice III

All’epoca della sua elezione era vedovo con due figli, e durante tutto il suo pontificato intratteneva rapporti sessuali con numerose schiave, organizzando frequenti “baccanali” (“festini orgiàstici del culto òrfico dionisìaco”)!

Felice IV

Ordinò la distruzione di tutte le sinagoghe dei samaritani, ai quali fece sequestrare i beni, e stabilì severe punizioni per chi tentasse di ricostruirle, come attesta Procopio di Cesarea, furono decapitati circa centomila samaritani e ventimila, tra donne e bambini samaritani furono venduti come schiavi.

Gregorio I

– Protesse il Vescovo Andrea di Taranto che aveva rapporti sessuali con le parrocchiane
– picchiò violentemente una povera donna da farla morire per le lesioni riportate
– ordinò la reclusione dei “peccatori carnali” in segrète paragonabili alle “antiche gàbbie per schiavi” dove i reclusi erano talmente compressi da non poter muovere un passo
– Fu il primo Papa a vendere “indulgenze” ed “assoluzioni”
– Allorché apprese che vi erano casi di suore che raggiungevano l'”orgasmo” quando erano fustigate, provocando sconvolgenti sensazioni nella persona incaricata di infliggere la punizione fustigativa, decise di assistere a tali castighi. Sia per lui che per altri eminenti della chiesa flagellare le donne peccatrici divenne un ricercato “gioco sessuale”, per cui le religiose più giovani e belle che confessavano di avere “cattivi pensieri” erano spogliate, incatenate a una parete con le natiche ben esposte e colpite a sangue. Divenne un appassionato assiduo frequentatore di questo tipo di spettacolo in una particolare occasione ben documentata si è occupato personalmente di infliggere la punizione. Si trattò di due suore di un convento nei pressi di Roma che erano state sorprese mentre avevano un rapporto sessuale lesbico. Le due donne furono legate separatamente Un prete assistente unse le natiche delle peccatrici con olio e Papa Gregorio, con una frusta di cuoio, inflisse la severa punizione (forse piacevole!) alle predette peccatrici. Conseguentemente, si seppe che un Vèscovo, il quale rivelò pubblicamente che a Sua Santità Gregorio primo piaceva molto eseguire questo castigo, riservando per sé l’esecuzione delle più belle peccatrici, morì avvelenato!
– Tale papa, non solo fu santificato, ma anche onorato col titolo di “Magno”.

 

Damasio I

– Per poter essere eletto Pontefice abbandonò moglie e figlie.
– Appena eletto, approfittò della sua posizione per ottenere notevoli donazioni di beni materiali da parte delle matrone romane, tanto che lo storico Ammiano Marcellino , suo contemporaneo, scrive: ” riuscire ad essere eletto “Papa” «…è un premio così ambìto che accende il desiderio di uomini maliziosi da determinare le lotte più feroci di Roma. Una volta raggiunto il posto, si gode in santa pace della fortuna assicurata dalle donazioni delle matrone, si va in giro su un cocchio vestiti elegantemente, si partècipa a banchetti il cui lusso supera quello della tavola imperiale: questo è il compenso per un’ambizione che trionfa…». Infatti, Papa Dàmaso organizzava sontuosi banchetti a cui invitava i più autorevoli nobili romani e approfittava per organizzare rapporti carnali con le mogli di quei nobili, il cui marito desiderasse accièdere alla fruttuosa cièrchia ecclesiàstica. A riguardo, Giròlamo di Stridone, l’Autore della cosiddetta “Vulgata” (versione Latina del testo greco della “Bibbia”), segretario del Predetto Papa, raccomandava alle matrone romane e, soprattutto alle loro giovani figlie, di tenersi alla larga dagli ambienti papali in quanto Papa Dàmaso si era circondato di una corte di giovanissimi sacerdoti che adocchiavano le suore votate alla verginità, le vèdove e tutte le donne cristiane che sotto l’influenza del papa si erano pervertite.
Sempre Giròlamo riporta che «…alcuni si fanno consacrare diàconi e preti solo per poter fare visita liberamente alle donne. Pensano solo a vestirsi bene e profumarsi di mille odori […]. Si arricciano i capelli col calamìstro; le dita sono sfolgoranti di anelli […]. Una donna romana, faccia in modo di non rimanere mai sola con un sacerdote. Qualora si creasse tale situazione, dovrebbe dire che ha bisogno di uscire per orinare o evacuare […]. Non deve mai entrare nelle loro case né rimanere sola in loro compagnia…». Il Papa Dàmaso fu persino processato perché era stato scoperto mentre aveva rapporti sessuali con la figlia quattordicenne e mentre aveva rapporti sessuali con una capra! Tuttavia, allorché era sul punto di essere deposto e condannato, per intervento dell’Imperatore Teodosio a suo favore, non solo fu assolto, ma appena morto fu anche santificàto!

 

SANTI NON-PAPI

Vediamo qui di seguito altri Santi cattolici oltre ai Papi sopra elencati.

Margherita Maria Alacoque

La salesiana francese Marguerite Marie Alacoque (1647-1690), narra nella sua autobiografia di avere fatto voto di castità a 5 anni e sosteneva che “solo il dolore rende sopportabile la vita”. Citata come esempio di umiliazione masochistica e di mortifacazioni corporali, si incise il monogramma di Gesù sul petto, e se la ferita guariva troppo in fretta, la bruciava di nuovo con una candela. A volte beveva solo acqua usata nel lavaggio dei panni, mangiava pane ammuffito e verdura marcia, e puliva con la lingua il vomito dei pazienti. Nell’autobiografia descrive la felicità provata riempiendosi la bocca delle feci di un uomo che soffriva di diarrea. Per simile copro feticismo doveva però di notte baciare a lungo il cuore di Gesù che teneva a portata di mano. “Una volta che avevo dimostrato una certa ritrosia nel servire una malata di dissenteria, Gesù mi rimproverò così severamente che, per riparare, mi riempii la bocca dei suoi escrementi; li avrei ingurgitati se la Regola non avesse proibito di mangiare fuori dei pasti. Ero talmente schifiltosa, che la minima sporcizia mi sconvolgeva lo stomaco. Lui mi rimproverò tanto su questo punto, che una volta, volendo pulire il vomito d’una malata, non riuscii a impedirmi di farlo con la lingua e trangugiarlo”.
Grazie alle sue prodezze fu fatta santa nel 1864 da Papa Pio IX.
L’ “Ordine del cuore di Gesù”, la devozione e la festa del Sacro Cuore di Gesù risalgono alle “rivelazioni” di questa suora, alla quale Cristo stesso mostrò nientemeno che il suo muscolo cardiaco: Mi disse: “Il mio Cuore divino è così appassionato d’amore per gli uomini e per te in particolare che, non potendo più contenere le fiamme della sua ardente carità, occorre che le diffonda attraverso il tuo tramite, e che si manifesti a loro per arricchirli dei suoi preziosi tesori che ti ho rivelato, e che contengono le grazie santificanti e salutari necessarie a rimuoverli dal baratro della perdizione; e ti ho scelto in quanto abisso d’indegnità e ignoranza per la realizzazione di questo grande scopo, in modo che tutto sia compiuto da me”. Dopodiché domandò il mio cuore, che io lo pregai di prendere, ciò che fece, e lo mise nel suo, adorabile, all’interno del quale me lo fece vedere come un piccolo atomo che si consumava in questa fornace ardente…

 

 

 

 

 


 

Quello che tengo a sottolineare con questo articolo è la differenza tra i cristiani e i cattolici.

I cristiani pregano solo Gesù, i cattolici venerano anche pedofili, ladri, vigliacchi, stupratori, ect.

 

Ecco perché dirsi cattolici al giorno d’oggi dovrebbe essere una vergogna.

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1 thought on “Santi Cattolici, Santi del Diavolo”

  1. Due parole su Gregorio Magno: nelle sue Cronache ha demonizzato in modo degno di un bestseller fantasy un personaggio straordinario come Totila l’Immortale, re dei Goti. Totila proibiva le violenze sulle donne (condannò addirittura a morte un suo soldato che aveva stuprato una fanciulla e risarcì la famiglia di lei), risparmiava spesso civili e prigionieri e sfamò addirittura la popolazione di Napoli stramata dall’assedio. Quando conquistò Roma salvò dal linciaggio la vedova di Boezio e risparmiò i civili (questa è la storia). Invece Gregorio magno gli attribuisce martirii fantasiosi di prelati cattolici con tanto di teste decapitate dei martirizzati che si riattaccano ai corpi o peggio di santi decapitati che inseguono con la testa in mano il nefandissimo Totila. L’unica colpa di Totila? Essere cristiano monofisista (dottrina di Ario) e aver confiscato i latifondi di Chiesa e Senato per la riforma agraria a favore dei servi della gleba. Più che santo definisco Gregorio Magno un ottimo scrittore di racconti fantasy: da premio Hugo. Farebbe impallidire Tolkien.

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