Secolarismo

Il secolarismo è quell’atto di purificazione della società umana da parte del virus della religione. Come tutti sanno l’antichità umana è stata sempre pervasa e danneggiata da folli credenze che hanno rallentato incredibilmente il progresso scientifico.

La fissazione per il trascendente, ovvero per le cose che non sono di questo mondo, ha prevaricato sui diritti civili, sull’istruzione, sulla conoscenza, sulla verità, e sulla vita.

Ovviamente la religione è sempre stata una scusa per coprire interessi economici, ma il volgo tutt’oggi non lo riesce a capire.

Secolarismo deriva da “secolum” inteso “mondo”, perché i secolaristi sostengono che l’uomo dovrebbe in primo luogo occuparsi di questo mondo, e pensare solo in un secondo luogo alle ca**ate.

Il secolarismo può essere inteso come un aspetto della modernizzazione, esattamente come l’urbanizzazione, l’industrializzazione, ecc.

Questo movimento è nato nel 1500 con l’umanesimo, e si è rafforzato nel 1700 con l’illuminismo. Ma è per l’esattezza tra il 1618 e il 1648 che il secolarismo ha ottenuto la sua prima vittoria.

Le guerre religiose, in Europa, hanno smesso di esistere. L’ultima guerra religiosa europea fu la Guerra dei Trent’anni, in seguito alla quale la pace di Vestfalia sancì l’abbandono delle connotazioni religiose dei principati tedeschi: seguivano il principio Cuius regio eius religio, secondo cui la religione circolante è quella del Re del momento.

Da allora svilupparono una tendenza ad evitare l’ostentazione della religione di Stato per salvaguardare la pace religiosa tra i sudditi. Ne derivò lo sviluppo della laicità dello Stato, che poi venne abbracciata anche dalla Francia con la Rivoluzione francese, e progressivamente si estese a tutto il continente.

Questo perlomeno in Europa. Il secolarismo nei paesi islamici non ha mai ottenuto niente. La sfera politica e religiosa sono molto vicine. Magari non risiedono esattamente nella stessa persona, ma il popolo tende a seguire attivamente quello che dice un’autorità di culto, quale un capo religioso (es: alim, mullah o ayatollah), anche se ufficialmente non ha nessuna carica. Questo è dovuto principalmente alla mancanza dell’umanesimo e dell’illuminismo, una mancanza che ha fatto rimanere i popoli arabi in un medioevo mentale.

Detto ciò, c’è da sottolineare che esistono paesi arabi che hanno addirittura l’islam come religione di stato obbligatoria. Sto parlando della Palestina (art 4 Legge fondamentale del 28 maggio 2002), Egitto (art 2 della Costituzione), Giordania (art 2 della Costituzione) e Tunisia (art 1 della Costituzione). C’è anche la Siria (art 3 della Costituzione) con una leggera differenza: l’articolo non parla dell’Islam come della religione di Stato, ma si limita a sancire che l’Islam deve essere la religione del Presidente della repubblica.

In Asia è il Buddhismo ad esser ritenuto la religione ufficiale da alcuni governi. Quello tibetano nella Calmucchia (una repubblica della Federazione Russa) e nel Buthan (scuola Drukpa Kagyu), e quello therevada in Cambogia, Sri Lanka e Thailandia.

Tornando in Occidente, il Cristianesimo è ritenuto Religione di Stato in diversi stati. Il protestantesimo è Religione di Stato in Norvegia (chiesa luterana), Danimarca (luterani), Islanda (luterani), Inghilterra (anglicani) e Grecia (ortodossi). Il cattolicesimo invece è Religione di Stato a Malta, Liechtenstein, Principato di Monaco, Argentina, Costa Rica, Salvador, Repubblica Domenicana e, ovviamente, il Vaticano.

Infine c’è l’Ebraismo, religione di Stato nella sola Israele (per fortuna).

Buddhismo – Islam / sciita / sunnita – Ortodossi / Protestanti / cattolici  / Ebraismo

 

C’è da specificare che “Religione di Stato” non vuol dire in tutte le Nazioni la stessa cosa. Nel più lieve dei casi “religione di stato” significa in l’accettazione di più culti, ma vantaggi esclusivi per uno in particolare, in altri invece significa che solo quella religione è accettata, i matrimoni delle altre religioni non sono considerati validi, ecc. In pratica sono Dittature religiose autoritarie e dittature religiose totalitarie.

Sorge dunque all’occhio il classico paradosso all’italiana.  Tutti sanno che in Italia la Chiesa ha dei vantaggi sulle altre religioni, eppure non è considerata ufficialmente “religione di stato”. Abbiamo l’unica Costituzione al mondo che parla dei rapporti con un altro Stato. Abbiamo la società permeata di ingerenze dal Vaticano. Ogni anno regaliamo 6 miliardi di euro alla Chiesa, quando potremmo usarli per finanziare la scienza, ricostruire le città distrutte dai terremoti, incentivare l’occupazione e la ripresa economica, alzare le pensioni ai vecchi che muoiono di fame, e mille altri usi. Esiste l’8xMille alla religione, e il 5xMille alla scienza. Uno stato che mette la religione davanti al progresso scientifico, è uno stato che non merita di vivere. Tutto questa accade sotto l’ipocrisia di dire “L’Italia è una Paese laico”. Certo. Il cattolicesimo “non è la religione di Stato”. Figuriamoci se lo fosse stata.

Il problema non è il crocifisso in classe. Quello è uno spauracchio. E’ solo uno sputo dell’influenza cattolica che ha sulla nostra nazione. Se questa stretta oppressiva della Chiesa fosse la Bibbia, il crocifisso in classe sarebbe una semplice virgola.

Tralasciando che, anche se i bigotti e il volgo ignorante lo vedono come un simbolo positivo, quando invece non è altro che il rimasuglio di un’epoca dove la religione imponeva con la violenza: convertiti o muori, un simbolo che gronda sangue da tutti i lati, un simbolo che nemmeno è quello scelto da Gesù e dai cristiani, ovvero il pesce, ma dall’ateo Costantino. Tralasciando tutte queste buffonate da volgo ignorante, i problemi sono ben altri.

Il problema è che il cattolicesimo nel corso della storia ha fatto più morti nel nazismo e del comunismo messi insieme. Ha fatto un numero di morti non contabile, da quanto è grande. E oggi continua, nel silenzio mediatico i frutti del suo lavoro passato continuano a creare morti. Molte persone malate muoino per malattie che il progresso scientifico oggi avrebbe potuto curare, se non fosse stato rallentato dalla Chiesa nel passato, e nel presente. Queste persone malate cercano speranza in un’istituzione che è la causa della loro non-guarigione. Meraviglioso.

Il problema è che la chiesa conosce meglio più di chiunque altro le tecniche di marketing, il divide et impera, e da sempre ha creato odio contro le minoranze. Un tempo erano gli arabi, pagani da sterminare, poi i cristiani che si criticavano la violenza e la ricchezza della chiesa, eretici da bruciare, poi le donne, esseri inferiori serve del diavolo, e oggi i gay, malati da curare. C’è sempre un nemico da combattere, perché un nemico comune crea unione. Gli arabi non sono stati sconfitti, i cristiani alternativi sono stati eliminati tutti o hanno ottenuto un potere non indifferente, e le donne hanno ottenuto dei diritti, quindi oggi il capro espiatorio di turno sono i gay.

Il problema sono i bambini a cui ogni giorno viene distrutta l’infanzia da preti bastardi che vengono protetti da Vescovi e Cardinali, e che nessun Papa ha mai voluto espellere con qualche bolla papale. Però i preti che hanno appoggiato i matrimoni gay sono stati esplusi a velocità luminale.

Il problema è che il Vaticano è una rampa di lancio per la cocaina in Italia. La legislazione vaticana non conosce il reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Spesso sono stati trovati soggetti importanti possedere coca, come il dipendente del Governatorato è stato trovato in possesso di 87 grammi di cocaina. È stato sospeso e quindi licenziato già prima del processo che l’ha condannato.

La sentenza del Tribunale della Santa Sede, il 6 ottobre scorso, ha ritenuto applicabile l’articolo, giudicandolo non discrezionale né arbitrario ma legato «a parametri oggettivi quali i principi della religione, i principi della morale, l’ordine pubblico, la sicurezza delle persone e delle cose». Così facendo si è evitato che «una carenza legislativa potesse trasformare lo Stato della Città del Vaticano in una zona franca per detentori e spacciatori di droghe». Ma è evidente che, pur nell’eccezionalità del caso, non è detto che quanto avvenuto, visti i tempi, non si ripeta. Così il promotore di giustizia ha concluso: «Questo ufficio di permette di segnalare al potere legislativo che l’articolo 23 citato si limita a prevedere una semplice contravvenzione punibile con la pena massima dell’arresto fino a sei mesi. Trattasi di sanzione del tutto inadeguata alla gravità del reato e non in linea con la legislazione degli altri Stati. Occorre quindi provvedere a emanare quanto meno una legge speciale in materia». Il Papa e i suoi più stretti collaboratori sono avvisati: meglio prevedere una legge speciale perché neanche il fazzoletto di terra dove regna il Pontefice è ormai immune dal rischio droga.
Dalla relazione di Picardi si è poi appreso che il Vaticano si è dotato recentemente di una normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. La nuova legge istituisce il nuovo «Servizio per la sicurezza e la salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro» ma «si discosta dalla normativa italiana (la 626) che è stata ritenuta appesantita da troppi meccanismi “burocratici” e da eccessive previsioni sanzionatorie».

L’uomo è alla ricerca della verità, si pone domande. La religione rivelata dice: “possiedo la verità, apprendila, e ferma il suo pensiero.”

Le idee devono stare in piedi da sole, non per l’autorità di chi le enuncia, né per la fede in credenze infondate. Il nostro compito è mettere in crisi tutte le risposte ed i pregiudizi che sembrano definitivi.

da finire)

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