Storia del Veganismo

Donald-Watson-vegan-founder1944 – Donald Watson crea la parola “vegan” per descrivere i vegetariani che rifiutano i derivati animali, e fonda la Vegan Society insieme a Fay Keeling Henderson e G. Allan Henderson.

2_Vegan-Recipes_1_580

1946 – Fay Keeling Henderson e G. Allan Henderson creano il primo ricettario vegan.

9_GAllanHendersonFayKHenderson580

1949 – Leslie J Cross da la prima definizone di veganismo, ovvero:

« Una filosofia che promuove la fine dell’uso degli animali da parte dell’uomo per cibo, prodotti, lavoro, caccia, vivisezione e tutti gli altri usi che comportano lo sfruttamento dell’animale da parte dell’uomo. »

peter-singer1975 – Peter Singer scrive il testo “Liberazione Animale” (Animal Liberation) considerato uno dei testi fondamentali dell’animalismo.

L’autore – che non manca di descrivere gli orrori della sperimentazione animale e degli allevamenti intensivi – argomenta in favore dei diritti animali sulla base delle tematiche filosofiche dell’utilitarismo e dell’antispecismo, proponendo al lettore la scelta vegetariana (o ancor meglio vegan) quale «passo» etico fondamentale, concretamente diretto alla riduzione del mercato (cioè della domanda e quindi dell’offerta) della carne:

« Diventare vegetariano non è meramente un gesto simbolico. Non è neanche il tentativo di isolarsi dalle sgradevoli realtà del mondo, di mantenersi puro e senza responsabilità per la crudeltà e per la carneficina che ci circondano. Diventare vegetariano è il passo più concreto ed efficace che si può compiere per porre fine tanto all’inflizione di sofferenze agli animali non umani, quanto alla loro uccisione. »

_41161261_alfpa203ind1976 – In Inghilterra si costitutisce il Fronte Liberazione Animale (Animal Liberation Front).

Gli obiettivi dell’ALF sono:

« Infliggere un danno economico a coloro che traggono profitto dal tormento e dallo sfruttamento degli animali.

Liberare gli animali dai luoghi di abuso, come laboratori, industrie, allevamenti di animali da pelliccia ecc. e sistemarli in luoghi di pace dove possano vivere le loro vite naturali, liberi dalle sofferenze

Rivelare l’orrore e le atrocità commesse contro gli animali dietro le porte chiuse, usando azioni dirette non violente e liberazioni

Prendere tutte le necessarie precauzioni per evitare di arrecare danno ad animali, umani e non

Ogni gruppo di persone che sono vegetariani o vegani e fanno azioni in accordo con le linee guida dell’ALF hanno il diritto di sentirsi parte dell’ALF. »

Schermata 2017-09-29 alle 01.11.341977 – Paul Watson, uno dei tre fondatori di Greenpeace, abbandona il progetto dichiarandolo inadeguato e fonda la Sea Shepherd Conservation Society (SSCS).

« V sta per Verità, Virtù, Valore, Validità e Veganismo. Il veganismo è vera conservazione in azione. Avvalora un conservazionista come virtuoso e coraggioso nell’affrontare ed esporre la più scomoda delle verità. Sea Shepherd Conservation Society è una delle poche, se non l’unica, organizzazione per la conservazione marina al mondo a promuovere e praticare attivamente il veganismo. Perché? Perché noi vediamo il nesso tra l’allevamento animale e l’inquinamento degli oceani, la diminuzione della vita nei mari, la distruzione delle foreste pluviali e i cambiamenti climatici. Il veganismo è vera conservazione in atto. Va oltre il parlare dei mutamenti climatici e della diminuzione della biodiversità e agisce per affrontare i problemi. »

 

logo-lav1977 – Nasce in Italia la Lega anti vivisezione (LAV).

« Dal 1977 ci battiamo per la Liberazione animale, l’affermazione dei diritti degli animali non umani e la loro protezione, la lotta alla zoomafia e la difesa dell’ambiente. Per l’abolizione della vivisezione, della pesca, della caccia, delle produzioni animali, dell’allevamento, del commercio, degli spettacoli con animali e dell’utilizzo di qualsiasi essere vivente. Per la difesa della Terra e dei suoi ecosistemi. Combattiamo lo specismo lottando contro ogni forma di violenza, prevaricazione e sfruttamento, per il rispetto del diritto alla vita, alla dignità e alla libertà di ogni individuo umano e non umano. »

1979 – La Società Vegana emette un memorandum definitivo con il significato di veganismo, come:

« Filosofia e modo di vivere che cerca di escludere – per quanto possibile e praticabile – tutte le forme di sfruttamento e crudeltà di animali per cibo, abbigliamento o qualsiasi altro scopo; e per estensione, promuove lo sviluppo e l’uso di alternative prive di animali a beneficio dell’uomo, degli animali e dell’ambiente. »


LXUupZXHSr2jqGgV8uJD_ingrid-newkirk2
1980 – Ingrid Newkirk e Alex Pacheco, ispirati dal libro di Peter Singer Liberazione animale., fondano la PETA (People for the Ethical Treatment of Animals) la più grande organizzazione animalista al mondo, che conta 800000 membri e oltre 100 impiegati.
La filosofia della PETA è così sintetizzata:

« La PETA crede che agli animali vadano garantiti alcuni diritti fondamentali, e il rispetto dei loro interessi a prescindere da considerazioni di utilità per gli esseri umani. Come voi, gli animali sono capaci di soffrire e hanno scopi nella loro vita; di conseguenza, non sono a nostra disposizione per l’uso come cibo, abbigliamento, divertimento, sperimentazione o per qualsiasi altro scopo. »

wennerport1981 – Nasce l’hamburger vegetale, chiamato inizialmente Gardenburger, dal suo creatore, Paul Wenner, derivante dal nome del suo ristorante vegetariano, la Gardenhouse, a Gresham, in Oregon.

I commensali salutisti di tutto il mondo possono ringraziare Paul Wenner per uno dei più popolari “cibi salutari” della storia moderna: il Gardenburger. Come adolescente degli anni ’60, Wenner è diventato consapevole delle proprie abitudini alimentari e di come hanno influenzato la sua salute e il suo benessere. Dopo un breve allenamento nella Air Force, ha lasciato i servizi armati e ha insegnato lezioni di cucina e ha parlato a seminari sul mangiar sano. Ha cominciato a sognare di aprire un proprio ristorante. Nel 1981, realizzò quel sogno, fondando The Gardenhouse, un ristorante vegetariano, a Gresham, in Oregon. Il ristorante aprì con grandi recensioni. Wenner ha dovuto affrontare una sfida comune tra i ristoratori: come utilizzare gli avanzi. Un giorno sperimentò con una miscela di verdure rimanenti e riso. Ha aggiunto alcuni ingredienti e ha fatto il composto in una pagnotta, che ha servito come un elemento che ha chiamato “Garden Loaf Sandwich”. Poi ha pensato che avrebbe provato a tagliare la miscela e servirla nel panino di hamburger – così decise di chiamarlo Gardenburger. Con la sua sorpresa, il Gardenburger è diventato un successo enorme, che presto conta quasi la metà degli ordini del pranzo dei suoi clienti. Questa alternativa non-soia, vegetariana all’hamburger era gustosa e soddisfacente, ma fatta da una miscela di avena, formaggio, funghi e riso. E ‘stato anche basso contenuto di grassi e colesterolo. Nel 1982, Wenner cominciò a capire che il Gardenburger potrebbe trovare un mercato al di fuori del suo ristorante. Ha cominciato ad offrirlo ad altri punti vendita. Ha anche venduto il Gardenburger ai festival del cibo e delle specialità gastronimiche.  Nel 1984, l’Oregon ha attraversato una recessione e Wenner ha fatto la decisione difficile per chiudere The Gardenhouse. All’epoca le ruote nella sua mente si stavano voltando a come trasformerebbe il Gardenburger in una sua attività.  Ha iniziato a lavorare con un ex cliente, Allyn Smaaland, che ha detto di aiutarlo a vendere Gardenburgers. Ha ricevuto un sostegno finanziario dall’amministratore delegato della Louisiana Pacific, Harry Merlo, che ha contattato con il consiglio di sua sorella, un dipendente LP. Wenner ha stimato che la sua nuova società, che in un primo momento chiamato Wholesome & Hearty Foods, Inc. e cambiato a Gardenburger, Inc., nel 1985, avrebbe redditizio in 13 mesi.  Per crescere il business, Wenner e Smaaland hanno visitato ristoranti in tutto il paese e hanno iniziato a respingere in un primo momento, ma alla fine il Gardenburger ha vinto centinaia di conti. La “grande pausa” di Wenner è avvenuta nel 1986 durante il Salone Naturale dell’Esposizione di Los Angeles, dove ha organizzato il servizio del Gardenburger nella caffetteria presso l’Expo Center. Era un successo e gli ordini cominciarono a versarsi. Wenner aveva avuto ragione sui soldi con la sua previsione. Subito dopo, la società ha trasformato il suo primo profitto di $ 300, esattamente 13 mesi dopo la sua prima riunione con Merlo. Gardenburger è andato in pubblico nel 1992 e entro un anno era diventata una delle aziende in più rapida crescita delle società quotate in America. Wenner, che vive a Portland, in Oregon, ha aggiunto le polpette, le ali, le cotolette e le ribelle vegetariane alla linea di prodotti di Gardenburger e ha scritto un cookbook vegetariano chiamato “Garden Cuisine”.

 

 

greg-fiesta-3501892 – Nasce il termine “VeggieBurger“, coniato da Gregory Sams, che chiamando un hamburger vegetale VegeBurger. Sams e suo fratello Craig aprirono un ristorante vegetariano a Paddington negli anni sessanta.

Un ipermercato Carrefour, a Southampton, ha venduto 2000 confezioni di veggie burger nelle prime tre settimane dopo il lancio.

In realtà comunque il piatto a base di patate, legumi e altre proteine derivate dalle piante, a forma di polpette, di griglia o fritte, sono sempre esistite da millenni, come ad esempio il koftas, un elemento comune nella cucina indiana. 

Rifkin1992Jeremy Rifkin  scrive Ecocidio: ascesa e caduta della cultura della carne (Beyond Beef: The Rise and Fall of the Cattle Culture).

L’opera inizia narrando la sacralizzazione bovina dei tempi antichi, aprendo una breve parentesi sulla situazione odierna indiana (dove la mucca è sacra) e su quella di alcuni paesi dove l’ucciderla, fino a non molto tempo fa, equivaleva alla pena di morte. Qui i bambini seguono la mucca di famiglia nelle sue uscite di tutti i giorni per raccogliere i suoi escrementi, che saranno utilizzati come fertilizzante agricolo per cuocere gli alimenti, oppure, impastati con acqua, come tetto per le capanne.

La narrazione prosegue con la colonizzazione del Texas e il conseguente sterminio gratuito dei bisonti (unica fonte di sostentamento degli indiani) che saranno rimpiazzati da bovini da carne. Rifkin descrive con dovizia di particolari tutta la via crucis degli animali destinati alla macellazione: appena nati, vengono imbottiti di antibiotici e, una volta cresciuti, trasportati in pessime condizioni al macello con dei camion. Alcuni cadono durante il viaggio, venendo così calpestati dagli altri per il poco spazio a disposizione, e una volta arrivati vengono sospinti agonizzanti per l’ultimo tratto. Caduti e non, tutti arriveranno a trasformarsi in «pezzi di carne non più riconducibili ad un corpo».

L’autore apre inoltre una panoramica sulle cattive condizioni dei macelli americani sin dai primi del Novecento, dove la carne macinata equivaleva a carne andata a male o caduta per terra e triturata assieme ai topi e ai loro escrementi. Viene affrontato anche il tema delle malattie bovine, sempre più diffuse e sempre più simili a quelle umane, come il virus della leucemia bovina (che fra l’altro si è dimostrato in grado di attaccare le cellule umane) ed il morbo della mucca pazza, che alcuni studiosi hanno pensato sia dovuto alla somministrazione agli animali di mangime contenente midollo di pecora infettata dalla scrapie.

Rifkin riesce a far apparire l’uomo come un avvoltoio in cerca di cadaveri, quelli che ogni giorno mettiamo sulle nostre tavole, che camuffiamo per renderli simili a cibo che cresce sugli alberi: niente farebbe pensare che il petto di pollo panato sia un pezzo di pollo, appunto. L’essere umano è descritto in tutto il suo aspetto di traditore, che uccide e tratta degli animali utili quali mucche e galline – che gli regalano latte e uova – come semplici riserve di cibo create apposta per sé stesso. Ma sarà così? Il mondo è stato davvero creato solo per la specie umana?

64c1dba7a203ff83e2225e31a9d8d285--pride-parade-paris-france2001 – A Parigi si tiene la prima edizione del Veggie Pride, una manifestazione di vegetariani e vegani che si svolge annualmente in diverse città nel mondo. Il nome della manifestazione si ispira al Gay Pride, la manifestazione viene infatti intesa dagli organizzatori come un momento in cui vegetariani e vegani fanno un coming out collettivo sostenendo la propria contrarietà allo sfruttamento degli animali.

2002 – Charles Patterson scrive “Un’eterna Treblinka” dove analizzata la radice comune tra il modo in cui i nazisti trattavano i prigionieri nei campi di sterminio e il modo in cui la specie umana sfrutta le altre specie animali. Vi sono raccolte le testimonianze di sopravvissuti all’Olocausto divenuti sostenitori dei diritti degli animali, tra cui Edgar Kupfer-Koberwitz. Il titolo del libro, che fa riferimento al campo di sterminio di Treblinka, trae origine dal racconto L’uomo che scriveva lettere del Premio Nobel per la letteratura Isaac Bashevis Singer, in cui afferma:

« Si sono convinti che l’uomo, il peggior trasgressore di tutte le specie, sia il vertice della creazione: tutti gli altri esseri viventi sono stati creati unicamente per procurargli cibo e pellame, per essere torturati e sterminati. Nei loro confronti tutti sono nazisti; per gli animali Treblinka dura in eterno. »

Patterson cita inoltre il filosofo Theodor Adorno, al quale è attribuita la frase:

« Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali. »

2004 – Tom Regan scrive “Gabbie vuote. La sfida dei diritti animali” dove descrive le “metamorfosi” a cui l’essere umano riduce gli animali: cibo, abbigliamento, spettacoli, sport, strumenti. La risposta etica a ciò dev’essere l’abolizione di tutte le pratiche di sfruttamento degli animali:

« Dobbiamo svuotare le gabbie, non renderle più grandi. »

Regan spiega che gli animali sono «soggetti di una vita» e titolari di diritti morali inalienabili. Le obiezioni e le incertezze riguardanti la difesa dei diritti animali vengono affrontate dall’autore una per una.
Regan mostra anche che vi sono diversi percorsi per sviluppare una coscienza animalista e vegetarista: l’importante è farla sviluppare in noi e negli altri per il bene degli animali. La coscienza animalista può essere vinciana (cioè dalla nascita, come quella di Leonardo da Vinci), damascena (cioè evolutasi dopo un cambio di percezione, come la conversione di Paolo sulla via di Damasco) o temporeggiatrice (cioè ancora in attesa di mettere pienamente in pratica le proprie convinzioni). Regan dedica questo libro ai cosiddetti temporeggiatori, ai quali ammette di aver fatto lui stesso parte prima di diventare vegetariano e poi vegano.

2007 – Viene coniato il termine Vegafobia dai ricercatori Matthew Cole and Karen Morgan.

2008 – Il 17 maggio a Roma si tiene la seconda edizione del Veggie Pride, la prima in Italia.

2009 – Il 16 maggio si tiene la terza edizione del Veggie Pride, sempre in Italia,a ma stavolta a Milano. Sarà seguito dall’edizione del 15 maggio 2010 e 17 giugno.

L’edizione francese si tiene nella stessa data a Lione e successivamente il 15 maggio 2015, sempre a Lione. Le manifestazioni che si sono svolte in questi anni in altre città europee e statunitensi non sono in collegamento con il Veggie Pride nato in Francia e diffuso in Italia, poiché non aderiscono al manifesto originario del primo Veggie Pride, affrontando temi differenti rispetto al rifiuto di nutrirsi di animali, ponendo l’accento anche su altri temi, come lo stile di vita vegan, l’ambiente e la salute.

Il nome della manifestazione si ispira al gay pride, la manifestazione viene infatti intesa dagli organizzatori come un momento in cui vegetariani e vegani fanno un coming out collettivo sostenendo la propria contrarietà allo sfruttamento degli animali.

L’edizione 2013 sarà internazionale e si terrà a Ginevra, riunendo vegetariani e vegani di tutto il mondo. Sono previsti quattro giorni di manifestazioni, happening, dibattiti, feste.

2009 – Jonathan Safran Foer scrive “Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?” (Eating Animals) dove riporta i dati raccolti nel corso di circa tre anni, sugli allevamenti intensivi, e il percorso e le riflessioni che lo hanno condotto a diventare vegano dopo la nascita del suo primo figlio. Il titolo trae spunto da un dialogo fra l’autore e sua nonna, sopravvissuta all’Olocausto:

« “Il peggio arrivò verso la fine. Moltissime persone morirono proprio alla fine, e io non sapevo se avrei resistito un altro giorno. Un contadino, un russo, Dio lo benedica, vide in che stato ero, entrò in casa e ne uscì con un pezzo di carne per me”. “Ti salvò la vita”. “Non lo mangiai […] Era maiale. Non ero disposta a mangiare maiale”. “Perché? […] Perché non era kosher?”. “Certo”. “Ma neppure per salvarti la vita?”. “Se niente importa, non c’è niente da salvare”. »

L’attrice Natalie Portman ha affermato che «questo libro ha trasformato una vegetariana da vent’anni come me in una vegana convinta». Secondo il Premio Nobel per la letteratura John Maxwell Coetzee «gli orrori quotidiani dell’allevamento intensivo sono raccontati in modo così vivido… che chiunque, dopo aver letto il libro di Foer, continuasse a consumare i prodotti industriali dovrebbe essere senza cuore o senza raziocinio»

scalaImg.jsp2008 – Erica Joy Mannucci (docente di Storia moderna all’Università degli Studi di Milano-Bicocca) scrive “La cena di Pitagora“, un saggio di storia del pensiero, che ricostruisce, citando puntualmente opere e fonti, la storia del vegetarianismo in Occidente da Pitagora ai giorni nostri, con particolare riguardo alle tematiche dei diritti animali.

2017 – Il designer Gad Hakimi organizza un network di designer grafici e attivisti di diversi paesi, e crea la Bandiera Vegana, una bandiera civile destinata a rappresentare il veganismo. 

La bandiera vegana è una bandiera civile destinata a rappresentare il veganismo. La bandiera è costituita da tre triangoli blu e verde che formano la lettera V, la prima lettera nella parola “vegan”. Ispirandosi alla bandiera arcobaleno LGBT, la bandiera è stata creata nella speranza di unire le organizzazioni e gli attivisti per i diritti degli animali. La bandiera è stata progettata da un gruppo di network di designer grafici e attivisti di diversi paesi. Il gruppo è stato aperto da Gad Hakimi, un attivista vegano e designer di Israele. In origine, alcuni membri del gruppo hanno suggerito che gli animali dovrebbero essere presenti sulla bandiera, con colori rossi caratterizzati in modo prominente per simboleggiare il sangue degli animali macellati. Tuttavia, il gruppo ha finalmente scelto di fare la bandiera sull’uguaglianza uomo-animale, non sugli animali stessi. I colori bianchi, verdi e blu sono stati scelti per rappresentare gli habitat naturali degli animali: cielo, terra e mare. La lettera V è il Vegan, ed è una piramide invertita intesa a simboleggiare la capacità di fare l’impossibile.
bandiera-vegana-internazionale-1

2017 – Il 9 settembre in Israele viene fatta la più grande Marcia contro lo Specismo, che conta oltre 30.000 attivisti.   (da finire)

Annunci